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Itunes Plus ti spia 31 Maggio 2007

Pare che le tracce senza Drm, su Itunes Plus, sono sì prive di protezione ma contengono le info dell’account dell’utente. Se finiscono sul peer to peer, chi le ha acquistate e poi diffuso sarà così inesorabilmente tracciabile.
Dal punto di vista del consumatore, mi sembra una cosa giusta e che non la vedo come una limitazione perniciosa. Dopo tutto non si ha diritto a condividere quanto acquistato e pi se si ha proprio voglia di farlo la scelta non manca, sul peer to peer… Tuttavia, da un punto di vista più allargato: non sarà un tantino una violazione della privacy? E’ bello sapere che sul nostro computer ci sono canzoni con tatuato, seppure in codice, il nostro account, cioè nome, coognome, e-mail e storico degli acquisti?

Piano Magic: album consigliato 29 Maggio 2007

Sì, il nuovo album dei Piano Magic è davvero molto bello. Consigliato agli amanti di un rock sperimentale, raffinato, fuori dagli schemi. Il nuovo album è vagamento più accessibile dei precedenti, potreste partire da quest’ultimo, quindi…ma se non vi spaventa la novità direi di cominciare da Low Birth Weight

Filtrare i commenti, dilemma sociopolitico (edited)

C’è una svolta dietro la decisione di Punto Informatico di chiudere il forum dei troll spostandolo su altro dominio e di moderare più fermamente i commenti (iniziare a permettere il commento solo a utenti registrati). Mi ricordo quando ancora nel 2001, l’11 settembre, qualcuno posto una foto di Rotten.com su Punto, spacciandola per immagine del disastro aereo, e la redazione decise di tenerla. Poi vennero i commenti moderati ma liberi. Adesso serve la registrazione con e-mail valida.
Da questa escalation si possono apprendere molte cose. La crescita della internet italiana, per esempio. Un sito piccolino come il mio può ancora permettersi di non moderare affatto i commenti. Crescendo l’audience, diventa sempre più difficile permettere la libera espressione di tutti. In nome della libera espressione, si finisce nel paradosso tale che nessuno riesce a esprimersi, a farsi sentire, perché il rumore di fondo è diventato troppo grande.

Estendendo il concetto, dietro la storia di Punto ci sono in gioco alcuni archetipi della storia della politica. In piccole comuintà, nella polis ateniese, la democrazia diretta è possibile. Cresciuta la comunità, si passa alla democrazia rappresentativa. Sgnifica forse che è inevitabile imporre un ordine dall’alto sulle espressioni dei singoli, man mano che l’arena della discussione cresce? Non so se sia inevitabile. In una tensione utopica (la società dei fini), non lo è affatto, perché gli utenti/cittadini saprebbero partecipare sempre nel rispetto degli altri, della comunità, non esisterebbe lo spam, i troll, gli egocentrismi individuali. Purtroppo così non è ed ecco che è doloroso quanto necessario arrivare a moderare i commenti in modo sempre più stringente. L’intelligenza e l’apertura mentale (come dimostra l’esempio di Punto) sta nel farlo quando è davvero inevitabile e sempre al fine di tutelare la discussione e mai per quello di controllarla.

C’è da chiedersi- seguendo questo ragionamento- se siti giornalistici mainstream, più letti di Punto, non abbiano diritto a evitare i commenti, anche di utenti registrati. Io credo di no, che potrebbero provare ad abilitare i commenti a utenti registrati (magari con procedure di registrazione più strette di quelle che seguirà Punto, per via dell’audience più allargata)…ma dovrebbero provarci. Voi che ne pensate?

Sei ore senza luce

Oggi c’è stato un guasto record nella mia zona: sei ore senza luce. Mi chiedo se non si abbia diritto a un rimborso da Enel, voi che ne sapete? Certo è che a mia memoria non ho mai subito un guasto così prolungato…

Halo 2 ritardato per una parziale nudità 28 Maggio 2007

A me sembra sempre segno di una società malata che in un gioco basato su una guerra possa avere un peso la parziale nudità di un corpo disegnato.

E sì, perché la guerra, nell’ideologia americana, può anche essere bella, giusta, santa contro il nemico terrorista, mentre il sesso evoca sempre qualcosa di destabilizzante per la morale.

Lufthansa vola ancora più alto di Alitalia 22 Maggio 2007

Un case study di Forrester ci dice che Lufthansa, aggiornando i propri sistemi BPM (Business processes management), ha abbassato da 5 giorni a 24 ore il tempo di processo relativo alle miglie dei frequent fliers. Ok, ora vorrei dire a Forrester che Alitalia invece richiede ancora lettere cartacee e fax per l’accredito miglia (se non lo si è fatto al check in o se il check in ha sbagliato). Niente e-mail: il presente può attendere.

Da uno scoop una raccolta di fondi

Gilioli ha dato seguito a uno scoop dell’espresso con una raccolta di fondi per un ragazzo nepalese. Bisogna arrivare a mille euro, ora si è a metà strada. Una raccolta di fondi che sa molto di p2p e web 2.0, va da persona a persona senza passare da intermediari

Mi piacerebbe che gli amici contribuissero o almeno mettessero un link all’iniziativa sui propri blog. Dài, facciamo qualcosa di buono.

Santoro vuole mandare in onda il video della BBC 21 Maggio 2007

Sarà una coincidenza che Santoro voglia acquistare il video sui preti pedofili proprio ora che Internet lo ha reso popolare? Mi sembra che sia un caso sui generis di influenza diretta di Internet sulla tv. Questio video è stato mandato dalla BBC un anno fa, ma solo ora che ha avuto il boom su Internet si parla di mandarlo sulla Tv italiana.

AGGIUNTA
A tutti quelli che criticano “il silenzio mediatico”: ma come, repubblica.it ha scritto 3 pezzi su questo video, repubblica cartaceo uno in una certa evidenza (prima pagina di cronaca) considerato che il video è uscito un anno fa (e già allora ne hanno parlato i giornali)…gli altri giornali niente, quindi prendetevela con loro. E invece leggo sempre commenti negativi su repubblica, eletta a mostro dell’editoria tradizionale. Ma non avete colto che negli ultimi anni il Gruppo Espresso ha fatto grossi passi avanti sul multimediale? E’ solo per un tic verbale (o mentale) che nella blogosfera si critica Repubblica a ogni pie’ sospinto?

Attenti al phishing che si spaccia per polizia 15 Maggio 2007

Appena ricevuto via e-mail. Questo non è facile da individuare come phishing se ci si fa prendere dal panico.

“Avviso
Sono capitano della polizia Prisco Mazzi. I rusultati dell.ultima verifica hanno rivelato che
dal Suo computer sono stati visitati i siti che trasgrediscono i diritti d.autore e sono stati
scaricati i file pirati nel formato mp3. Quindi Lei e un complice del reato e puo avere la
responsabilita amministrativa.

Il suo numero nel nostro registro e 00098361420.

Non si puo essere errore, abbiamo confrontato l.ora dell.entrata al sito nel registro del
server e l.ora del Suo collegamento al Suo provider. Come e l.unico fatto, puo sottrarsi
alla punizione se si impegna a non visitare piu i siti illegali e non trasgredire i diritti
d.autore.

Per questo per favore conservate l.archivio (avviso_98361420.zip parola d’accesso: 1605)
allegato alla lettera al Suo computer, desarchiviatelo in una cartella e leggete l.accordo
che si trova dentro.

La vostra parola d’accesso personale per l’archivio: 1605

E obbligatorio.

Grazie per la collaborazione”.

A parte che per gli errori di grammatica, si capisce che è phishing per la procedura assurda che vi è richiesta. E’ il provider a inviare e-mail di avviso, senza allegati balzani. La polizia al limite viene a bussare dietro casa, non fa avvertimenti della serie “per stavolta chiudo un occhio, ma fai il bravo”.

Nel mio caso si è aggiunto inoltre il fatto che l’e-mail è arrivato a un indirizzo diverso da quello attivato con il mio provider adsl.

La famiglia non esiste 13 Maggio 2007

La famiglia non esiste, non esiste la coppia, non esiste l’Uomo. Basta l’abc della filosofia del ‘900 per vaccinarsi contro la retorica del Family Day. Esistono solo le famiglie, cioè le singole famiglie concrete e dinamiche, e bisogna ancora dimostrare che un matrimonio tra due gay a Milano danneggi l’amore di una famiglia di Caserta.
Non è alle persone che sono interessati e che pensano, coloro che vanno contro i Dico, ma a valori astratti, abisso dove i singoli uomini si perdono, come in ogni totalitarismo politico e sociale. A favore solo del potere della Chiesa sulla libertà delle coscienze.

P.S.
Notizia per Berlusconi, quella di Vauro sul Manifesto non era una battuta

Sartre

Una regola fantasma di italiano 9 Maggio 2007

A chi ama la buona lingua consiglio il sito di Fausto Raso. Spiega i perché di alcune regole e corregge errori comuni (e meno comuni). Tra i tanti miei errori che ho trovato lì corretti (scopro che è sbagliato scrivere “xxx e non.”, prima del punto “non” non si può mettere; bisogna dire “xxx e no.”, per esempio: “gli intervistati sono europei e no.”) ho trovato anche conferma a una cosa che ho sempre pensato e per cui una volta ho anche litigato con l’editor di un portale online.
La regola fantasma che vieterebbe la virgola prima della e.

(more…)

Film castrati 8 Maggio 2007

Intendiamoci, ho molta stima e fiducia in operazioni come quella di MyMovies- una delle primissime in Italia per il download di film su hard disk (laddove Rosso Alice è ancora ferma allo streaming). Fa da apripista a un fenomeno interessante, che in Italia è in forte ritardo (niente Itunes e Ubox di Amazon per il download di film, qui da noi…).
Peccato che io non pagherei mai 8,90-9,90 euro per un film che posso vedere solo su due computer, per limiti nella licenza, e che quindi non posseggo realmente (un paio format e perdo tutto)…non quando allo stesso prezzo o al massimo con 5 euro in più posso comprare il Dvd fisico (mio, tutto mio) da Ibs. Ma quando finirà questa miopia delle major?

Più diritti ai blogger 7 Maggio 2007

Leggo a casa di Mante che la Camera dei Rappresentanti in USA sta per per varare il “Free Flow of Information Act of 2007“, che estende anche ai blogger il diritto alla riservatezza delle fonti, finora prerogativa dei giornalisti. Così non si sarà obbligati a svelare le proprie fonti di notizie scomode, se non costretti da un giudice.
Bene così, gli USA fanno da avanguardia; ma adesso, dopo i diritti, vogliamo parlare anche dei doveri? Già, tema impopolare. Ma è retaggio dei miei studi filosofici: nella ricerca, popolare e impopolare non sono categorie da tenere in considerazione.
Chiusa la divagazione.
I doveri o, se si preferisce, la deontologia da inquadrare: verifica delle fonti, obbligo ad argomentare le proprie opinioni, trasparenza, obiettività (il che siginfica anche evitare di leccare le aziende da cui si è stati invitati e spesati all’estero)… Si dirà: ma sono per primi i giornalisti a violare queste regole. Vero, ma si tratta di cattivi giornalisti. Ed è giusto metterli in croce se sbagliano, criticarli. Ma se l’editoria personale vuole differenziarsi dovrebbe cercare di prendere quello che di buono c’è in questa deontologia (senza buttare a mare il bambino con l’acqua sporca…) e riuscire dove molti colleghi falliscono: tramutarla in realtà.

Vodafone blocca il VOIP e Truphone pensa alla denuncia 1 Maggio 2007

Un antico vaso di Pandora si apre. Si scopre che VOdafone non si limita a togliere il software VoIP dall’N95, ma blocca de facto ogni interconnessione a Skype e a Truphone; e non solo sulla propria rete mobile ma anche sul WiFi (in questo secondo caso agisce a livello di firmware del telefono brandizzato). Un telefono non brandizzato dovrebbe avere solo le limitazioni del primo tipo, cioè su rete mobile.
Truphone grida alla difesa della neutralità della rete, dice che Vodafone sta violando la legislazione comunitaria e sta meditando la denuncia. Davide contro Golia ed è chiaro a chi vada il mio tifo.
E’ storia vecchia che gli operatori Umts blocchino o distorcano le connessioni VoIP Sip sulle proprie reti dati, inserendo per esempio ritardi artificiosi. Ma ora questa storia di villania emerge. Perché lo fa ora? Perché prima il VOip su cellulari è stata una cosa per tecnici, adesso prova ad approdare sul mercato vero. E faranno di tutto per bloccarlo.

UPDATE
Vodafone ci tiene che io pubblichi la versione inglese della loro replica, come già riportata su riviste all’estero. Ecco.

Vodafone currently does not offer a VOIP proposition that would allow its customers to have universal access to telephony services. Vodafone believes that VOIP over mobile is not yet a mature service proposition, doesn’t have guaranteed quality of service, and does not provide the customer experience demanded of any service we launch. This service would require in-depth testing, a solid end-to-end customer experience, billing integration and customer service support which is currently not available.

There is a misleading perception that VOIP services are “free”. This is however not the case when it comes to using VOIP over mobile where customers will need to use data connectivity to establish a service and may incur further charges. Vodafone feels responsible that customers should not incur unnecessary charges when competitive mobile rates are a cost-effective choice for customers.

Lastly it’s important to note that customers can download VOIP applications if they choose to do so or can use VOIP services via a laptop and data card. If customers would like to use VOIP on their laptops while running a Vodafone Mobile Connect card and are aware of the variable quality of calls and associated costs, they are free to do so.