jump to navigation

I videogiochi assuefanno alla violenza 30 Luglio 2006

Uno studio americano dimostrerebbe che i giochi violenti rendono più insensibili alla violenza reale.
Mi sembra sinceramente una sciocchezza.

Per tutta la durata dell’esperimento ai soggetti sono stati misurati i battiti cardiaci e la reattività epidermica. Dopo la “prova joystick” ai volontari è stato chiesto di sedersi a guardare un videotape di 10 minuti, contenente scene di violenze reali. […]
Gli studiosi si sono accorti che i partecipanti che avevano scelto videogiochi violenti, hanno avuto una reazione assai minore alle immagini del video rispetto a quelli che avevano interagito con giochi non violenti. Raccolti tutti i dati dei test, fatte le dovute statistiche lo scenario che gli psicologi propongono è allarmante: bastano 20 minuti di videogames violenti per diventare meno sensibili alle brutalità del mondo reale.

Mi sembra un salto logico. “Mondo reale”? Semmai le brutalità “reali” mostrate come immagini. Semmai quindi è più difficile distinguere tra immagini di violenza fasulla e immagini di violenza reale, perché ci si abitua alle prime come normali e per estensione psicologica si immagina fasulle anche le altre. E’ così ovvio che credo che questi studiosi abbiano voluto forzare il tutto solo per farsi pubblicità. Quelle persone diventono anche meno sensibili alla sofferenza reale di altre persone che si palesa davanti ai loro occhi? Non ci credo… E il test non lo dimostra affatto.

Espresso-Telecom, guerra in tribunale 28 Luglio 2006

I rapporti tra le due aziende si sono definitivamente rotti. L’espresso ha denunciato Tronchetti per diffamazione, dopo le dichiarazioni fate da quest’ultimo su certi “editori senza scrupoli”, colpevoli del suicidio di Bove. Prima i due filavano d’amore d’accordo, ma il sangue è diventato amaro da quel famoso pezzo su Super Amanda. E’ stato un crescendo di “scoop” (veri o presunti) su argomenti Telecom scomodi.

Anche in America: triste futuro per i giovani 27 Luglio 2006

Mi ha sorpreso: Bigresearch ha fatto una ricerca negli USA facendo una domanda che suona familiare, visto che ha animato sondaggi anche qui in Italia: Pensate che i vostri figli e nipoti avranno un futuro economico migliore del vostro? Il 62 per cento ha risposto: NO!
Qui l’articolo .
E’ un fenomeno che riguarda tutto l’occidente. In Paesi in via di sviluppo, come la Russia, è invece l’opposto: vecchi poveri e giovani ricchi, a 30 anni milionari a capo di aziende.
Se n’è parlato tanto, ma secondo me ancora non ci si rende conto davvero delle proporzioni di quello che sta accadendo. Gilioli lo chiamerebbe Tramonto Occidentale (mi permetto di fare il suo esegeta).

Aria gelida sulle Tlc 26 Luglio 2006

Telecom Italia, nella semestrale appena uscita, riporta debiti tornati a quota 41 miliardi, dopo essere scesi a 39 sei mesi fa. Il titolo ha perso 2,65 punti. Viene da pensare che Telecom si è tirata addosso un malocchio da fare spavento, tutto contro di lei in questo periodo: e lo scandalo delle intercettazioni, e quello dei servizi segreti, e il suicidio del dirigente…
Forse Tim Brasile ha dato fastidio a qualche congrega voodoo che si improvvisava operatore telefonico, da quelle parti?:)
Viene quasi la voglia di scrivere lodi a Telecom, per aiutarla, perché si sa…mai si spara sulla croce rossa. :) Del resto, se Telecom va male va tutto male nelle tlc italiane,non bisogna mai augurarselo.

UPDATE
La tesi voodoo prende forma: Tronchetti ha dichiarato che vuole liberarsi di Telecom Brasile. Vedete che dopo tutto andrà bene:D

Il costo della banda larga: dati mondiali e illusioni 25 Luglio 2006

eMarketer ha pubblicato una tabella molto interessante sul costo di 1 Mbps di banda in vari Paesi del mondo. Sembra che non ci possiamo lamentare, qui in Italia (anche se è in Giappone e Corea del Sud che il prezzo è proprio basso, quasi nullo)… Una cosa però questi americani di eMarketer non possono sospettare e che fa parte del nostro spirito italiota: qui da noi la banda delle Adsl è tanto fumo e poco arrosto, molta apparenza e poca realtà. Un’Adsl 2 Mbps in UK, mi confermano analisti di Gartner, va davvero a 2 Mbps “per la maggior parte del tempo”, perché da loro la precisione e il rispetto delle regole sono importanti e se un operatore pubblicizza un’Adsl 2 Mbps che poi va lenta rischia mazzate dal regolatore della pubblicità. Qui da noi le sanzioni sono ancora piuttosto ridicole e assenti di fatto nel mondo Adsl, perché si permette agli operatori di vendere qualsisais cosa con l’insensata formula “fino a”. Qualche passo avanti si farà forse con l’arrivo della carta dei servizi Internet, voluta da Agcom, ma ci vorranno ancora mesi.

dati

Granieri recensito

Vittorio recensisce in grande stile l’ultima fatica di Granieri, con la schiettezza e l’onestà che sempre contraddistingue questo mio inquieto amico. Un po’ come dire: “Non mi è piaciuto, ma voi leggetelo lo stesso”.

Tiscali si converte agli RSS

Incredibilia fiunt, Tiscali oggi lancia la nuova home page e c’ha pure i feed rss per le notizie. Bella mossa, per un portale tlc, anticipa Libero, Alice che da quando ha ucciso Virgilio ha preso a pubblicare notizie. Tiscali si conferma all’avanguardia per questo genere di cose, ma mi sorprende che soltanto ora si sia pensato a fare il passo. Forse devo mettere in conto sei mesi almeno di preparativi tecnici… Tra l’altro, lo sapevate che Tiscali ha una vera e propria redazione, a Cagliari, per le notizie? Fra poco rimarranno solo queste redazioni…

Se le morti bianche non fanno notizia 23 Luglio 2006

Una delle cose che odio della retorica giornalistica è che soffre del complesso della novità. E’ una sudditanza ideologica che può avere ricadute antisociali, perché non informa con il criterio dell’importanza ma dell’inusuale.
Non dico niente di nuovo, ma di nuovo c’è che in questi giorni tutti i giornali parlano di un militare restato ferito in Libano. Il mio sarà un punto di vista perverso, di certo è anticonformista, ma credo che sia più normali restare feriti in guerra piuttosto che morire in fabbrica.
Eppure le morti, le ustioni gravi, i ferimenti che sono luoghi comuni all’Ilva di Taranto (per citare qualcosa a me vicino) continuano nel silenzio delle istituzioni. I controllori sono corrotti, qui a Taranto lo sanno tutti, perché è facile avere parenti e amici che hanno visto questi controllori all’opera e poi riportano con un sorrisetto.

Cito da un giornale locale, non aggiornatissimo:

“Circa 360 infortuni al mese. E’ questa la poco invidiabile media registrata nello stabilimento siderurgico di Taranto nel 2004. In totale 4.315 incidenti sul lavoro, cui vanno aggiunti due casi mortali. Nello specifico, 2.470 si riferiscono a infortuni compresi tra 1 e 3 giorni di assenza; 1.845 riguardano episodi con più di tre giorni di guarigione. Un numero elevato, seppure riferito ad uno stabilimento che conta 13.500 unità”.

A questo si aggiungono i danni da inquinamento, difficilmente stimabili, ma certo è che a Tarato c’è un record di tumori, di neoplasie. Allora, per favore, se uno va in guerra, strapagato, e si ferisce è nella natura delle cose, per quanto triste. Se uno va in fabbrica, per mille euro al mese, e perde una gamba perché gli impianti non sono sicuri, DEVE diventare un caso nazionale. Ma non lo diventa. C’è qualcosa di sbagliato in questo mondo, non trovate?

Incastrati via VoIP?

Mi sembra la prima volta che il VoIP entra nella cronaca che parla di intercettazioni telefoniche utili a rsolvere un’indagine. Anche se non si capisce bene se è stato confermato che è stato usato il VoIP. Se il numero chiamante “non compariva” (immagino che non ci fosse affatto, do per scontato che se fosse stato nascosto, per gli inquirenti non sarebbe stato un problema scoprirlo). forse significa che hanno usato un software VoIP puro e semplice, magari Skype…
Se così fosse, pare che sia possibile risalire ai chiamanti VoIP a partire dalla telefonata ricevuta da qualcuno su una rete normale. Interessante, ma ci sarebbe da sapere di più.

Lo strozzinaggio dei grossisti di ortofrutta 22 Luglio 2006

Qualche sentore l’ho avuto quando ho comprato anche oggi l’anguria a 50 centesimi. La conferma me l’ha data la relazione annuale Antitrust pubblicata qualche giorno fa. C’è chi fa speculazione ed è cosa gravissima (cito dalla relazione):

“Abbiamo iniziato, l’anno scorso, un’indagine conoscitiva sul settore agroalimentare. I primi risultati mostrano come i prezzi al dettaglio degli ortaggi siano aumentati del 22% tra il 2000 e il 2005, quelli della frutta del 17,5% nello stesso periodo. Gli aumenti dei prezzi alla produzione sono stati più limitati, in particolare per gli ortaggi (del 13%). Questo diverso andamento non può che essere attribuito alle condotte degli operatori delle diverse fasi distributive, che hanno amplificato le variazioni di prezzo registratesi a livello produttivo. È rilevante che gli incrementi maggiori si siano verificati nel 2002, anno dell’introduzione dell’euro.Nel settore studiato l’aumento è stato minore di quello registrato in altri mercati, ma superiore a qualsiasi altro Paese europeo. Va denunciato all’opinione pubblica chi specula ai danni dei cittadini sulle congiunture che costituiscono momenti delicati e importanti della vita di un Paese in cambiamento”.

Un comunicato della Confederazione italiana agricoltori (Cia) ribadisce che per alcuni frutti, come anguria e melone, e prezzi aumentano di 20 volte (20!) dai campi alla tavola e di conseguenza c’è stato un calo dei consumi. Significa che agricoltori e famiglie si impoveriscono, mentre gli intermediari speculatori ingrassano.
La frutta e la verdura sono importanti per l’alimentazione. I rincari sono destinati ad avere un impatto sociale.

Attualmente- scrive Cia- quattro italiani su dieci non mangiano prodotti ortofrutticoli almeno una volta al giorno. Percentuale che si è praticamente raddoppiata rispetto a dieci anni fa: nel 1996 erano solo due su dieci che non avevano quotidianamente sulle loro tavole frutta e verdura.

Torneremo a distinguere le famiglie povere perché si legge negli occhi, nella pelle, nei denti dei loro figli la mancanza di vitamine? E tutto perché qualche furbastro ha voluto prendere il treno euro per avere un posto in prima fila nell’arricchimento facile.
Basterà l’appello antitrust a smuovere le acque?
Un berlusconi direbbe: le famiglie italiane sono ricche perché hanno tanti cellulari. In realtà, per quanto sembri paradossale, i cellulari sono diventati più importanti del cibo, quindi la gente preferisce rinunciare a questo piuttosto che a quelli. Perché senza cellulari si sentirebbero emarginati sociali. Soprattutto tra i giovanissimi: essere senza cellulare è la morte sociale.
Poiché è troppo difficile, se non impossibile, fare educazione tra i giovani e insegnare loro a non sentirsi esclusi e a non escludere chi non ha il cellulare, bisgonerebbe badare che non ne vada di mezzo il cibo, i libri, insomma cioò che è fondamentale perché questo Paese si degni ancora di chiamarsi civilizzato.

Agcom, questa separazione s’ha da fare 21 Luglio 2006

Ieri si è consumato un capitolo decisivo della telenovela “separazione societaria Telecom” (guai a parlare di “scorporo”: separazione). L’Agcom, nella relazione annuale, ha ribadito che sarebbe opportuno se Telecom si prendesse l’impegno (come fatto da BT in UK) di separare la rete dai servizi commerciali. La cosa mi fa sorridere, perché qualcuno di voi ricorderà certo l’intervista apparsa il 9 giugno sul sole24ore, dove il presidente di Agcom aveva ribadito le stesse cose. Ma il giorno dopo ha mandato la smentita. Ora le ha ripetuta di fronte a una platea, in una relazione, quindi è ufficiale. Significa soltanto che l’intervista del Sole era buona e la smentita era falsa, forse allora per tenere buona ancora per un po’ Telecom, che ancora di separazione non vuole sentire parlare. Anzi, insiste con una favoletta, che a me ricordano tanto quelle che racconta un certo cavaliere nano, basate sulla strategia di mentire anche di fronte all’evidenza, tanto nell’era delle comunicazioni non conta la verità ma chi la grida più grossa: cioè la favola che in Italia la separazione alla BT c’è già. In realtà quella di Telecom è adesso “contabile” con obbligo di non discriminazione, mentre in BT è “societaria” più profonda e prevede un vero e proprio board separato, con addirittura membri dell’Autorità di regolamentazione, a capo della divisione reti. E’ un po’ la differenza che c’è tra la teoria (separazione all’italiana) e i fatti (all’inglese). Ora questa favola viene sconfessata ancora di più e spero nell’onestà intellettuale di Telecom di non volerla più ripetere alle orecchie di giornalisti che non ne sanno molto e quindi potrebbero pure crederci.
Ma è possibile che bisogna arrivare alla separazione per fare obbedire Telecom a delibere di Agcom, che da mesi ormai le chiede di fare un’offerta all’ingrosso per l’accesso alla sua next generation network?

Di tutta questa storia c’è un’altra interpretazione possibile. Agcom ha chiesto un impegno a Telecom. Potrebbe essere un passo avanti verso la separazione, un ultimatum (se non ti prendi l’impegno, ti impongo la separazione) oppure (è quanto temono i consumatori) un modo per tirarla alla lunga e rinunciare poi all’itnervento dall’alto. Per dirla con Aduc, che eccede un pochino con la metafora: “Appelli a Telecom Italia tanti, ma è come se si chiedesse al dittatore di non essere più tale”.

Update
Telecom mi fa notare che la parola “societaria” insieme a separazione significa che si crea una società a parte. In realtà non intendevo questo (non si è creata un’altra società da BT, ma una sua divisione), quindi prendo atto della correzione.

Baustelle a 10 euro 20 Luglio 2006

Il 29 sarò all’U-Live Festival di Taranto, dove verranno i Baustelle. Prezzo proletario: 10 euro.
Gli organizzatori mi hanno raccontato la loro frustrazione nel pubblicizzare l’evento: i giornali tarantini si sono mostrati sordi alla notizia, non l’hanno voluta riprenderla, perché evidentemente non conoscono i Baustelle. Eppure capita davvero di rado che un gruppo noto venga in questa città. Speriamo che la cosa abbia comunque un successo. Per vedere gruppi che mi piacciono sono sempre costretto a viaggiare. Per questo motivo domenica scorsa ho pure rischiato la pellaccia: 150 all’ora, in autostrada, i freni non rispondono. Per fortuna sono riuscito a rallentare lo stesso e a infilarmi in una stazione di servizio.
E mi sono perso il concerto dei grandissimi Malaavia.

Il peggio dell’Italia si vede da chi comanda 17 Luglio 2006

Insomma, in America i presidenti rischiano di perdere le elezioni se si scopre che hanno copiato a scuola, mentre da noi 25 parlamentari hanno precedenti penali, anche per reati gravissimi come banda armata, omicidio.
Ma quando la smetteremo di fare gli italiani senza regole?
via Beppe Grillo

1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. Cirino Pomicino Paolo (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
9. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
10. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
11. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
12. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
13. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
14. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità.
15. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
16. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
17. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
18. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
19. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.
20. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione”.

Banda larga mobile: e noi paghiamo

Con il passaggio in corso da Umts a Hsdpa sarebbe stato lecito aspettarsi qualche sconto sul costo della banda mobile. Almeno, così mi ha detto Maurizio Decina, uno dei massimi esperti del settore: l’Hsdpa ha costi industriali più bassi a parità di KB trasferiti, essendo 6-10 volte più efficiente/potente. Eppure, ho sentito gli operatori italiani dell’Hsdpa (Tim e 3, Vodafone come spesso accade ultimamente latita nel rispondere) e il messaggio è: niente sconti per adesso, abbiamo investito per il passaggio all’Hsdpa ed è già assai se non aumentiamo i prezzi. Anzi, gli utenti dovrebbero ringraziare del fatto che pagano l’Hsdpa quanto l’Umts. Mi chiedo quando la banda larga mobile entrerà in quella spirale di discesa dei prezzi già nota nel mondo Adsl. Ricordo che la mia Adsl Galactica del 2001 costava 60 euro al mese e andava a 640.

Taxisti violenti

Questa lobby ha passato il segno. Solidarietà al collega. Mi spiace non esserci stato, a difenderlo…

Reporter di 3 Italia: le critiche 14 Luglio 2006

Il Barbiere denuncia una stranezza: per diventare reporter della nuova Tv su cellulare di Tre bisognerebbe indicare peso, altezza, colore dei capelli e degli occhi.

Giornalismo o spettacolo? Non ho le idee chiare a riguardo. Tre può selezionare come vuole se vuole fare spettacolo…ma se vuole proporre notizie nel senso tradizionale del termine- come credo voglia fare- con giornalisti e tutto quanto, chiedere quei dettagli forse non è tanto in linea con le norme di questo mestiere.

Tutti contro Telecom 13 Luglio 2006

Vodafone oggi ha confermato di avere “avviato un’azione giudiziaria dinanzi alla Corte d’Appello di Milano contro Telecom Italia Spa per abuso di posizione dominante”, per un risarcimento di 525,2 milioni di euro.

Le ragioni?

Citando dal comunicato di Vodafone

Telecom Italia avrebbe:

o utilizzato le informazioni privilegiate detenute come gestore di telefonia fissa per profilare selettivamente i clienti e dunque individuare i bersagli di offerte mirate di servizi di comunicazione mobile e di servizi integrati fisso-mobile;

o impiegato informazioni strategiche riguardanti le attività di telefonia fissa per competere nel mercato del mobile attraverso offerte non replicabili dai concorrenti;

o promesso sconti sui servizi di telefonia fissa, per sottrarre clienti a Vodafone nel mercato del mobile;

o utilizzato le ragioni di contatto con il cliente derivante dalla posizione dominante nella telefonia fissa per promuovere servizi mobili.

Niente di nuovo sotto al solo, in verità. Notevole però che ’ste cose stiano uscendo tutte in questi giorni. C’è un’aria di vento nuovo, forse, di cambiamenti in vista su Telecom e su certe pratiche consuente nelle nostre tlc. Anche in Europa: France Telecom è stata appena condannata a una megamulta per abuso di posizione dominante sull’Adsl. Forsa comincia a non essere più tollerabile ciò che fino a ieri era consuetudine.
A monte c’è un problema più grande, cioè di questi tempi Telecom, essendo operatore dominante sulla rete fissa, è bersaglio delle accuse di tutti gli operatori. Continuerà così finché non ci sarà una scelta tra due vie di uscita: o la separazione della rete (come vorrebbero i concorrenti) o l’alleggerimento da Telecom di certi obblighi regolamentari, che adesso impastoiano ogni sua nuova mossa nel mercato. E’ anche possibile che alla fine si scelgano entrambe le cose o una via di mezzo (un po’ di uno, un po’ dell’altro). Certo è che un cambiamento avverrà per forza.

L’inglese del Ministero delle Comunicazioni

Provate a telefonare, 065444122, se le linee sono occupate dopoi il messaggio in italiano sarà pronunciato uno in inglese

“our operator are busy now, you are kindly request to old the line”

:)

A proposito, mi sa che chi ha fatto il vecchio sito del Ministero aveva un background nei warez:)
Per fortuna mo’ lo cambiano.

Un bell’esempio di musica online

Ecco il mio sito ideale di download musicali

Album in flac, formato lossless (davvero come il Cd, non come quella presa per il culo dei 128 kbps), a 9 dollari l’uno. Ovvio, è musica indipendente dalle grandi major, che si divertono a salassare gli utenti anche online, con formati di scarsa qualità (decidono loro il bitrate!) e prezzi paragonabili a quelli dei negozi e per di più un miliardo di limitazioni… E poi si lamentano del peer to peer.

Ecco i prezzi di roaming 12 Luglio 2006

Ne stanno parlando i giornali tutti i giorni. Oggi sono arrrivati i tagli tanto promessi. Ne parlo qui. Vero, non è quanto la Commissione aveva promesso, cioè di equiparare il roaming europeo a una chiamata nazionale, ma forse è stato insensato sperarci. Forse la commissione ha sparato così in alto per poi ottenere una via di mezzo. Quella adesso proposta e che tutto sommato potrebbe andare bene, anzi sarebbe oro rispetto ai prezzi altissimi attuali.
Adesso c’è da sperare che il tutto sia approvato da parlamento e consiglio europeo senza più sconti ai gestori.
Una curiosità che vorrei togliermi…ma perché Tre, unico tra i gestori italiani, non ha fatto nessuna tariffa pro-roaming? Eppure ha una presenza internazionale…

Stasera “la verità” sulla testata

Ne parlerà Zidane. Verità tra virgolette perché comunque è solo una campana. Pare che Materazzi abbia insultato la famiglia di Zidane. Curiosi i commenti della madre, degni di un clan di altri tempi: “Tutta la nostra famiglia è profondamente addolorata per il fatto che la carriera di Zinedine sia finita con un cartellino rosso. Almeno, però, lui ha mantenuto il suo onore. Certe cose sono più grandi e più importanti del calcio”.

Viste le polemiche del post precedente, qui ribadisco che la testata di Zidane era comunque fuori luogo in una partita di calcio, dove gli insulti sono luoghi comuni (anche se continuo a pensarla una deprecabile abitudine).

Stranezze 899

Voglio portare alla luce un commento appena pubblicato da un utente. Mi sembra che metta il dito su uno strano fenomeno, gli 899 fantasma. Secondo me è una follia dei sistemi informatici Telecom, che può capitare una volta su un milione (e visto che hanno decine di milioni di utenti, capita). Però sarei contento se qualcuno nei commenti mi spiegasse il motivo- magari qualcuno della stessa Telecom?

SEGUE COMMENTO
Desideravo avvisare i clienti telecom che anche se nella fattura compare la nota che le telefonate alle direttrici 709-166-899 ecc sono disabilitate, non è vero quel che scrivono… Provate a domandare al 187 se è vero. Vi diranno invece che nel loro database sono abilitate. A me è capitato per ben due volte di fare la richiesta verbale e solo dopo aver implorato mi hanno spedito a casa la lettera (marzo 2003) dove veniva confermata la mia richiesta e veniva disabilitata questa opzione (anche se ho dubbi circa il testo “disabilitazione temporanea o disabilitazione permanente”). Da allora (anno 2003) non uso più il computer ma a Giugno 2006 mi vengono addebitatie 135 Euro di chiamate al 899 !!! Sapete perchè? perchè nel database erano abilitate anche se ho in mano una lettera loro che dice il contrario!!!
Dato che non uso il pc e non chiamo l’899 allora dov’è la truffa?
Avrei alcuni punti da chiarire:
sono truffati solo coloro che hanno la domiciliazione bancaria della Bolletta? Così intanto incamerano liquidità e forse te la restituiscono con calma…
Per fortuna oggi ho chiamato in banca dicendo di non pagare la bolletta, mi arrangio con un bollettino postale detraendo la somma contestata. Chissà… ciao Renzo

“Terrorista”. E ci fa vincere 10 Luglio 2006

Oggi sul Guardian si spiega perché Zidane abbia reagito in quel modo. Materazzi gli ha dato del terrorista. Che, segno dei tempi, è l’insulto peggiore (soprattuto se il tipo in questione è di origini algerine, suppongo). Un tempo bastava un frocio o un cornuto, adesso bisogna aggiornarsi e passare al terrorista per provocare qualcuno.
Una vittoria che mi ha fatto felice, ma non posso non notare che sembra riflettere lo spirito tipico italiano. VIncere con l’inganno, con la furbizia, la recitazione. Machiavelli, Guicciardini, Cavour che provocava gli austriaci facendo sfoggia di armi sul confine e così attirare gli alleati…La storia è piena di queste furbizie atte a vincere un nemico altrimenti troppo forte.
Ho fatto qualche lezione di coltello e di arti marziali della tradizione italiana. Anche lì, la strategia è sempre quella di colpire a tradimento, fingendo una danza (la cosiddetta “pazziata”) per nascondere il coltello e le intenzioni bellicose.
Lo scontro faccia a faccia, da quando è crollato l’impero romano, non appartengono più alla nostra cultura.
E’ una filosofia da deboli, da chi deve inventarsi espedienti per sopperire a una condizione di inferiorità. Gli schiavi neri che hanno inventato la capoeira, arte marziale mascherata da danza, si trovavano in una situazione paragonabile.
Invece, gli anglosassoni che hanno inventato? La boxe. Scontro faccia a faccia, solo pugni, niente colpi bassi. Che differenza di filosofia.

P.S.
A Zidane, che comunque ha sbagliato a perdere la pazienza (gli insulti ci scappano sempre in partita, si risponde senza reagire…e lui è un campione, in finale di coppa del mondo), ha avuto il contentino: ha vinto il pallone d’oro dei mondiali, oggi. Secondo Cannavaro, terzo Pirlo.

I lettori in homepage con Repubblica.it 8 Luglio 2006

Bell’esempio di apertura. Oggi vedo in homepage un rimando a una protesta sollevata nella pagina dei lettori. Mi sembra un bel salto avanti rispetto all’abitudine dei giornali di ogni sorta di relegare alla fine le lettere dei lettori (anche quelle che reclamavano doverosa rettifica, che per legge dovrebbe avere lo stesso spazio e rilevanza dell’articolo incriminato… ma quando mai si rispetta sta legge?).
Le lettere in homepage sono un’abitudine di Punto Informatico, ma mi sembra che sia tutta da costruire nel dna dei grandi gironali. Repubblica.it dà l’esempio.

Torno su Radio24 7 Luglio 2006

Sabato alle 15,su Radio 24 parlerò di telefoni convergenti e dei casini che ci sono dietro. Chi si fosse perso le ultime puntate di questa telenovela, potrà ascoltare qualche minuto di riassunto e spiegazione:)

Alice e il peer to peer 6 Luglio 2006

Avete visto la nuova pubblicità di Alice Night & Weekend? Ci sono delle persone a terra, qualcuno che commenta: li ha scaricati tutta la notte. E poi un utente davanti al Pc (rigorosamente portatile, i desktop sono poco fighi per i signori della pubblicità- fateci caso) che ascolta la musica, si suppone contenuta nell’hard disk. Si sottintende scaricata di notte. Ovviamente a 1 euro a canzone da Rosso Alice, no?:) Che non viene nemmeno citato eppure avrebbero potuto e avuto anche interesse pubblicitario a collegare le due cose.

Liberiamoci dalle lobby

Questo blog supporta il decreto Bersani. Altroconsumo ha appnea messo online una petizione a favore. Chi volesse firmarla…

Se in cattedra c’è il vecchiume 4 Luglio 2006

La frattura incolmabile tra la scuola e il sentire dei giovani è anche data dall’età record dei nostri docenti. Lo dice un nuovo rapporto. Purtroppo così va a rilento lo svecchiamento dei metodi didattici (tra i cinquantenni quanti sanno usare un computer, in Italia?). Non solo: la tecnologia abita sempre più il presente, popola e ridisegna i rapporti sociali, e sarebbe bello se gli insegnanti sapessero fornire agli alunni le chiavi di lettura al fenomeno. Ma non possono, se non lo conoscono, e così la distanza tra suola e realtà si acuisce.

Giù le mani delle leggi da Internet 3 Luglio 2006

Alzata di scudi di due vecchi commentatori, Zetavu e Mante, sull’ipotesi di fare una costituzione per internet. D’accordissimo. E’ una tentazione di vecchia data, imbrigliare il nuovo in recinti invece di lasciarlo libero di esprimersi. Eppoi, come le terribili leggi liberticide che abbiamo avuto in Italia dimostrano (Pisanu, Urbani), non è che i nostri legislatori conoscano molto bene Internet…

Questo dibattito è anche un gronchi rosa, perché per una volta quei due sono d’accordo :)

Giornalisti contro editori, la guerra del Corriere 2 Luglio 2006

Quello che sta accadendo nel Corriere mostra ai massimi livelli come lo scontro tra giornalismo e capitalismo in Italia stia arrivando a n punto critico. E’ una guerra di valori. Libera informazione e profitto. Le due cose possono trovare un equilibrio. Ma quando il profitto tira troppo dalla propria parte la libera informazione va a farsi fottere. Negli Stati Uniti, il Paese capitalistico per eccellenza, i giornalisti sono più tutelati, mi sembra. Ma il punto è che qui il capitalismo, anche quando si estremizza, resta immaturo e bottegaio, attento al breve termine. Perché nel lungo, se la libera informazione scade, chi li compra più i giornali?

| older posts »