Come funziona l’intercettazione di massa USA? Intervista

di alex il 9 Giugno 2013

«E’ grazie a una sofisticata intelligenza artificiale che il governo Usa è riuscito a fare intercettazioni di massa». Massimiliano Sala è uno dei massimi esperti europei di questi temi, direttore del laboratorio di Crittografia all’università di Trento e collaboratore delle principali banche italiane per i sistemi anti-frode.

Professor Sala, si è fatto un’idea di come funziona questa grande macchina delle intercettazioni made in Usa?

Da quello che si riesce a capire, secondo me funziona così. Il governo americano, tramite la National security agency, per prima cosa acquisisce quello che in gergo si chiamano “metadati”. Cioè tabulati con dati sommari sulle comunicazioni: chi ha chiamato chi, a quale ora, quali siti sono stati visitati. Questo può essere fatto in teoria anche sull’intera popolazione, senza però entrare nei contenuti della conversazione e delle email scambiate.

Perché?

E’ impossibile analizzare tutte le conversazioni di tutti i cittadini, servirebbero risorse informatiche improponibili. La prima fase dell’intercettazione di massa è quindi la semplice acquisizione del metadato.

E come avviene?

E’ probabile avvenga con la collaborazione dell’operatore telefonico o internet, che quindi fornisce i tabulati al governo. Sarebbe possibile ottenerli alle spalle degli operatori, tramite sonde inserite su tutti i nodi di comunicazione, ma sarebbe troppo costoso.

E la seconda fase?

Dal metadato, devono poi capire quali conversazioni e connessioni vanno approfondite nei contenuti. Probabilmente utilizzano un algoritmo che fa scattare un allarme quando rileva certi comportamenti anomali. Come succede con le banche, che si allertano in automatico se vedono un bonifico ingente verso un Paese sospetto.

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