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Reato agganciarsi al WiFi altrui? 25 Giugno 2007

E’ stato denunciato a Palermo un tale che si agganciava al WiFi altrui per navigare e telefonare alla figlia lontana, a basso costo. Il poveraccio lo faceva perché indigente. E’ stato scoperto perché gli agenti l’hanno visto con le cuffie in una Panda. A parte la grossolana imprudenza (gli sarebbe bastato parlare con uno skype phone WiFi e nessuno l’avrebbe notato…), mi sembra che il caso sia un po’ troppo gonfiato. L’accusa è di “intercettazione di Adsl”. E’ curioso che sia definito in modo così stringente come reato una pratica ben diffusa: agganciarsi al WiFi altrui per usarne le risorse di banda è una “intercettazione”?.

In particolare, “per i reati di accesso abusivo a sistemi informatici e telematici e installazione di apparecchiature atte ad intercettare connessioni informatiche e telematiche”.

Mi sembra enorme… Tanto più ridicolo che il tipo sia stato definito “hacker”

Vergogna la censura a Manhunt 2 23 Giugno 2007

Sposo qunto scritto da Matteo sulla censura a Manhunt 2.
E’ una vergogna bandire un gioco ora, così come è stato bruciare i libri ai tempi del azaismo. La storia si ripete e ci sembra diversa solo perché il contesto è diverso e cambia qualche dettaglio.
Si dimentica che la libertà è importante anche come libertà in sé e per sé. Non solo di leggere opere che criticano il governo ma anche di provare un videogioco senza pretese politiche (che però ha anche una trama e non è pura violenza senza senso…tra l’altro). La censura che sceglie dall’alto le esperienze che possiamo provare, toglie sempre e comunque una fetta di libertà, perché esercita il popolo nel mestiere del gregge custodito dal (buon) pastore. Si complotta comunque contro l’autodeterminazione dei pensieri, a prescindere dall’oggetto censurato.
Gran parte di quello che distingue l’uomo dalla macchina è il fatto di essere liberi di sbagliare. Popper lo chiamava il fallibilismo. Sbagliamo perché siamo liberi.

Pubblicità, Internet vs Tv 21 Giugno 2007

Nuovi dati sul 2007 dicono che in Italia continua la crescita della pubblicità internet e diminuisce quella sulla tv generalista (+36,8% contro il -1,2%).
Giustamente aggiunge Reuters che “Ciononostante il piccolo schermo continua a rappresentare il 59% del totale e può sperare nel boom del digitale terrestre e satellitare”.

La mia personale opinione è che la pubblicità sulla Tv è tutt’altro che morta e moribonda; solo lo è quella che va su questo tipo di Tv, generalista e monologante. Anche nel lungo periodo la pubblicità andrà per la maggior parte sulla Tv, che però si sarà fusa molto di più con Internet. E forse sarà anche difficile distinguere tra l pubblicità accessibile via computer e quella sulla Tv.

Negli Usa, del resto, la Tv è data viva e vegeta, perché lì i sistemi on demand (ma perché Tivo non arriva da noi?) sono ben più avanzati.
Si veda questo grafico di una ricerca appena pubblicata da Yankee Group, riguardo agli ascolti Usa.

yankee 2007

Viaggi stampa con i soldi pubblici 17 Giugno 2007

Come non dare ragione a Gilioli sul costume dei viaggi dei politici, con giornalisti a seguito, il tutto pagato con i soldi pubblici? Con danno doppio per i cittadini, sia come contribuenti sia come lettori.
Ormai è raro che gli editori paghino i viaggi stampa. La norma è che siano le aziende che presentano prodotti a farlo, per i giornalisti, e di recente il costume si è esteso anche ai blogger.
Al che scatta un dubbio. Il giornalista può comunque raggiungere- se vuole, se s’impegna- giusta obiettività anche se è invitato, perché non è un singolo, ma ha una redazione a fare da materasso contro le pressioni eventuali delle aziende.
E se è un freelance non si può nemmeno permettere di farsi la reputazione da “marchettaro”, pena perdita di lavoro. A tutto si aggiungono le motivazioni morali che dovrebbero spingere (giornalisti e blogger) a essere obiettivi, per rispetto dei lettori.
Invece per il blogger che non fa di questo il proprio lavoro resta solo questa motivazione morale e l’interesse a mantenere la reputazione tra amici.
Basterà? In un mondo ideale, sì. A molti blogger della prima ora, integerrime persone, certo sì. Ma non si rischia di vedere esteso e amplificato nel web 2.0 il potere delle aziende sul prodotto finale della comunicazione? L’unico antidoto che mi viene in mente sono i già noti concetti di conversazione, di reputazione, che dovrebbero scovare e isolare le fonti di cattiva informazione, anche tra i blogger. Il meccanismo (isolare le mele marce della conversazione) in passato ha funzionato (contro i finti blog). In linea di principio la depurazione (come l’inquinamento) delle fonti dovrebbe apparire più facile sul web 2.0, laddove pare ormai impossibile isolare i giornalisti che fanno usi impropri dei media tradizionali. Loro sono troppo potenti, troppo protetti, mentre nel web 2.0 ancora c’è abbastanza verginità per impedire che si formino poteri malsani di questo tipo.
Ma essendo passato da troppi libri di filosofia del sospetto so bene che questa efficacia di depurazione è un obiettivo sempre a tendere e non un dato di fatto intrinseco nel web 2.0. Credere nell’opposto sarebbe metafisica, un po’ come la mano invisibile che secondo Smith dovrebbe rendere socialmente utile gli interessi individuali capitalistici…si è visto quanto sia vero.
Per esempio: se per il web 2.0 è facile isolare i finti blog, lo sarà lo stesso contro presunte blog star che dovessero vendersi alle aziende?

X-Series, internet mobile recintata? 15 Giugno 2007

Sta nascendo un’analisi critica distruttiva delle X-Series di 3 in cui si dice che non è la vera internet, è una forma di giardino recintato.
Devo muovere qualche appunto.

1)Ne ho scritto ben due settimane fa su Repubblica.it (ah, questi blogger distratti sul mainstream!), notando la stessa cosa. Non è tutta Internet, ma una porzione del tutto; chi vuole quanto non è compreso nel bundle lo può avere ma lo paga a consumo.

2)E’ comunque il più grosso passo avanti verso una Internet mobile non recintata. Il grande pubblico troverà tutto quello che usa normalmente sul web

3)Il canone di 9 euro al mese è meno della metà di quello dell’Adsl. Mi sembra un trade off interessante per il fatto di non avere tutta la internet compresa nel bundle e per il fatto di potervi accedere in mobilità. Una Internet completa e mobile sul cellulari adesso costerebbe di più di un’Adsl, immagino almeno 20-30 euro…solo pochissimi sarebbero interessati. Si tenga poi conto che si parla di navigazione via cellulare; la cosa più abituale è anvigare liberamente in mobilità via computer portatile, per cui ci sono altre flat.

4)Per le applicazioni extra-bundle c’è peraltro la tariffa a consumo più bassa sul mercato, un euro al MB.

Il tutto è per dare a Cesare quello che è di Cesare.

Stop ai call center importuni

Leggo spesso e ancora una volta di call center importuni. Vale la pena allora ricordare una norma a quanto pare poco nota, con la quale il Garante della Privacy è sceso a difesa degli utenti

Una delle principali novità riguarda l’obbligo per l’operatore del call center, di iniziare la telefonata esplicitando la fonte alla quale sono stati ricavati i dati personali che sta adoperando, quali in primis il numero di telefono ed i dati identificativi del chiamato, onde improntare i rapporti alla massima trasparenza possibile. Ma la disposizione che maggiormente interesserà coloro i quali non tollerano di essere rintracciati dalle telefonate da parte degli operatori dei call center e dai televenditori telefonici, è quella di richiedere direttamente all’operatore la cancellazione dei propri dati dal database, evitando cosi di essere ricontattati in futuro: la pregressa normativa richiedeva il maggior onere della richiesta scritta.

La nuova Adsl all’ingrosso piange

Ho dedicato un po’ di tempo a leggere l’offerta Bitstream con cui Telecom Italia intenderebbe adempiere alla a lungo attesa delibera Agcom, la quale in teoria mette una pezza a molti mali della banda larga italiana: la povertà di scelta e la cattiva qualità delle Adsl nelle zone non raggiunte dalla rete di operatori alternativi; lo scarso pluralismo dell’IPTv attuale. Ad oggi c’è solo Alice Home Tv e Fastweb; e soltanto la prima nelle zone non raggiunte da reti alternative. Anche Tiscali e WInd lanceranno la propria Tv solo nelle zone dove arriva la propria rete.
Il Bitstream è nato per permettere di avere Adsl migliori e IP Tv alternative anche su rete Telecom, a patto che l’offerta appena lanciata da Telecom sia soddisfacente per i provider. E ad oggi non lo è: troppo cara, parrebbe. Sono quasi 140 pagine e mi servirebbe molto più tempo per studiarla, ma a una prima lettura colpiscono gli alti costi per fare alternative ad Alice Home Tv (ben superiori al costo della stessa Alice Home Tv) e la quantità di sovrapprezzi imposti alle Adsl nude. Non solo un canone maggiorato di ben 9,71 euro al mese, ma ache costi di recesso, attivazione, subentro…assenti sulle Adsl all’ingrosso attivate in presenza di linea voce.

Conto per giovani…ma quali giovani? 12 Giugno 2007

Per una volta ho ascoltato con attenzione una pubblicità: quella relativa a Progetto Giovani. E’ la prima volta che sento di un conto corrente ideato per “i giovani d’oggi”, senza un lavoro fisso. Permette di avere anche un mutuo (dice la pubblicità). Tra i 18 e i 34 anni (avevo sentito male, vedi sotto). Bisogna vedere le condizioni, certo, e magari sarebbe bello se qualcuno nei commenti, che ha provato a chiedere un prestito con questo conto, ci desse dettagli. Il problema vero, l’impegno nelle prossime generazioni, sarà trasformare il precariato in lavoro flessibile come lo intendono, universalmente, gli americani. Tornare indietro sarebbe bello ma temo impossibile. Almeno, si abbiano bonus e diritti adeguati anche se si può essere licenziati in qualsiasi momento. Quanto ai collaboratori delle riviste, la mia categoria lavorativa, i freelance, insomma: si chiede da tempo un rispetto di tariffe minime per i pezzi, l’obbligo dell’editore a contribuire almeno in parte alla previdenza (il 2 per cento Inpgi2 lo pagano solo alcuni editori), divieto a diminuire i compensi senza dibattito sindacale (e senza nemmeno farlo sapere ai collaboratori- come purtroppo accaduto, non a me, ma di recente in una grande rivista), obbligo a pagare i pezzi non pubblicati per ragioni interne alla redazione e indipendenti dalla qualità del prodotto… Chiediamo la luna? Alcune di queste cose sono rientrate nell’ultima protesta sindacale (sciopero) dei contrattualizzati ma è stato vano.

Era ora? Momento: “se hai meno di 25 anni”. Ora, a 24 anni un ragazzo italiano che fa? Studia o ha appena finito; più che un lavoro fisso cerca un lavoro tout court ed è ben difficile già pensi di mettere su casa. Oppure il conto si rivolge in modo smaccato alle famiglie dei giovani con la quinta superiore e figli a carico da giovanissimi? Lodevole, ma perché discriminare chi studia?
Insomma, capisco che per svecchiare la mentalità-dinosauro delle banche italiane anche questo è un primo passo, ma forse sarebbe stato auspicabile un passettino in più
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Tra Nord e Sud il divario si allarga 9 Giugno 2007

“Sta aumentando fortemente il divario tra Nord e Sud e ad essere maggiormente penalizzate sono le famiglie, soprattutto quelle numerose”.
No, non l’ha detto un proletariato arrabbiato, ma il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, perché il nuovo rapporto desta semplicemente vergogna.
Una società dove i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri è indegna di chiamarsi civile, è la negazione per eccellenza dell’idea che ognuno di noi ha del progresso. Fenomeno curioso. Nella storia la rarefazione dei ceti medi e l’aumento della sperequazione ha sempre coinciso con gravissime crisi- guerre civili, carestie-, fin dai tempi dei faraoni. Adesso non c’è niente del genere, ma l’ingiustizia sociale cresce lo stesso. Come mai?

ADSL, soluzione all’annoso problema MUX 6 Giugno 2007

Telecom ci ha messo anni ma poi ha trovato la soluzione al terribile MUX, che nega l’Adsl anche in zone centrali di metropoli come Roma e Bari. Certo, banda limitata a 4 Mbps, ma sempre meglio di niente…Sembra assurdo, ma questo è l’effetto di una strategia al risparmio, condotta da Telecom, a sfavore di certe zone dove i doppini erano finiti e dove non si è voluto mettere un’altra centrale. Un altro paradosso dell’Adsl italiana che va a colmarsi. Giusto in tempo per vedere l’alba delle Vdsl a Milano

Ecco i primi operatori virtuali 1 Giugno 2007

Coop e Carrefour. Mi sembra che il piano di Coop sia particolarmente interessante, per via di quel 20 per cento di bonus su ogni ricarica. Migliorano gli effetti della bersani. Un buon colpo, per Coop, mi sembra…