{"id":45,"date":"2006-01-09T17:05:10","date_gmt":"2006-01-09T16:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alongo.it\/?p=45"},"modified":"2006-01-09T17:06:37","modified_gmt":"2006-01-09T16:06:37","slug":"anteprima-di-punto-informatico-di-domani-litalia-della-tv-su-cellulare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alongo.it\/?p=45","title":{"rendered":"Anteprima di Punto Informatico di domani: L&#8217;Italia della Tv su cellulare"},"content":{"rendered":"<p>Roma. Ci sono novit\u00e0 tecnologiche che suscitano un curioso fenomeno. Ricevono ampio spazio sui grandi quotidiani, che se le rimbalzano come palline di un flipper, mentre sono guardate di sottecchi, con tiepido interesse, da parte della stampa specializzata. L&#8217;esempio pi\u00f9 notevole, di questa bizzarria, scelto tra tutte le notizie uscite nel 2005, credo sia la Tv su cellulare: non quella cosa zoppicante che \u00e8 l&#8217;attuale Tv mobile, bens\u00ec quella futura, che arriver\u00e0, salvo imprevisti, tra sei mesi e che va sotto il nome di DVB-h (Digital Video Broadcast-handset, ossia broadcast di video digitali su terminali mobili). Tutti gli operatori, eccetto Wind, hanno detto di essere al lavoro sul DVB-h; <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/cerca.asp?s=mediaset&#038;r=Telefonia\">a dicembre hanno stretto accordi da centinaia di milioni di euro <\/a><br \/>\n\u00c8 una novit\u00e0 che sembra fatta apposta, a prima vista, per suscitare l&#8217;ilarit\u00e0 degli addetti ai lavori, perch\u00e9 ricorda molto da vicino quegli esperimenti tecnologici che hanno costituito il cuore dello scoppio della bolla speculativa nell&#8217;era della new economy. Possibile che le aziende hi-tech non abbiano ancora imparato la lezione? \u00c8 la domanda che viene spontanea agli scettici, i quali hanno gi\u00e0 facile gioco a costruire satire sul dubbio fascino di una Tv ridotta nei piccoli schermi di un cellulare. Per\u00f2 ho la sensazione che questa volta non sarebbe giusto liquidare la novit\u00e0 in una caricatura. I motivi, per i quali vale la pena soffermarsi, sono tanti.<br \/><!--more--><br \/>\nPrimo: \u00e8 possibile che il DVB-h avr\u00e0 successo. Un intellettuale, uno smaliziato esperto di hi-tech, adesso, leggendo, sorrider\u00e0 all&#8217;ipotesi. Ma \u00e8 la stessa categoria di persone che si sorprende al successo di trasmissioni trash come il Grande Fratello. Che, non a caso, riscuote un certo seguito persino sui cellulari degli operatori mobili. Un altro indizio fa inoltre riflettere: \u00e8 ben strano che, smaltita ormai la sbornia della new economy, gli operatori abbiano deciso a frotte di investire milioni di euro in questa novit\u00e0 senza che ci fossero indizi di un futuro successo commerciale. Per di pi\u00f9, questa volta sono riusciti a coinvolgere nell&#8217;esperimento anche la tradizionale, conservativa industria dei contenuti televisivi (Mediaset in testa). Certo, resta possibile che sia un abbaglio collettivo, come ha detto a Punto Informatico un analista di Gartner Group. Ma un altro intervistato, analista di Analysys \u00e8 possibilista sul successo del DVB-h.<br \/>\nSecondo motivo per cui vale la pena non prendere sottogamba il DVB-h: anche se sar\u00e0 un successo solo parziale o proprio un flop, tutti i soldi che gli operatori vi stanno investendo lasceranno in qualche modo il segno nei futuri piani industriali.<br \/>\nTerzo motivo: questo accanimento sul DVB-h \u00e8 notevole soprattutto in Italia- <a href=\"http:\/\/www.mobiletv.nokia.com\/pilots\">nel resto d&#8217;Europa<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.eetasia.com\/ARTICLES\/2005DEC\/C\/2005DEC_INT_WK2.HTM\">negli Stati Uniti <\/a>vi stanno investendo, ma solo da noi si registra un entusiasmo cos\u00ec grande. Il tutto \u00e8 una buona lezione: indica quale sia il rapporto che gli italiani (gli utenti e la stessa industria) hanno con le nuove tecnologie. \u00c8 una conferma ai dati che, molto di recente, <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=57067 \">ha comunicato l&#8217;Istat<\/a> la massa degli italiani non riesce proprio a fare entrare la tecnologia, nella vita quotidiana, con senso critico e partecipazione attiva. Molta Tv, molti cellulari, pochi computer e poca Internet, rispetto al resto d&#8217;Europa: \u00e8 la fotografia dell&#8217;italiano medio. Ed \u00e8 anche il motivo principale per cui l&#8217;industria potrebbe averci visto giusto a scommettere sul DVB-h. &#8220;Non \u00e8 una novit\u00e0 affermare che gli italiani amano molto i cellulari e la Tv&#8221;, dicono da Tre, spiegando come la Tv su cellulare, a dispetto delle apparenze, potrebbe essere il matrimonio dell&#8217;anno. Un ibrido indovinato, che potrebbe trarre forza dai gusti (o dalle lacune?) tipiche dell&#8217;italiano alle prese con l&#8217;hi-tech. Sar\u00e0 appunto Tre, com&#8217;\u00e8 probabile, il primo operatore che lancer\u00e0 la Tv Dvb-h: l&#8217;estate prossima.   <\/p>\n<p>A conti fatti, la Tv su cellulare potrebbe avere tre esiti in Italia. Potrebbe diventare di massa (ci crede Tre) oppure avere un successo solo tra pochi irriducibili amanti della Tv. Infine, potrebbe rivelarsi un flop completo e quindi essere un&#8217;occasione sprecata, per gli operatori, di differenziare le proprie entrate; e per i broadcaster di rubare altro tempo agli utenti televisivi.<br \/>\nPer guardare al fenomeno senza pregiudizi, sgombriamo per prima cosa il terreno da un equivoco: la Tv su DVB-h \u00e8 destinata (stando alle premesse) a essere molto diversa e migliore rispetto all&#8217;attuale Tv su UMTS. Potrebbe quindi non essere corretto giudicare quella avendo in mente quest&#8217;ultima.<br \/>\nIl DVB-h si avvarr\u00e0 di cellulari ad hoc, dotati di schermi ad alta risoluzione, con diagonali di circa tre pollici. Sono le caratteristiche dei primi cellulari DVB-h prodotti, come l&#8217;N92 di Nokia. Sono al lavoro anche altri produttori, Philips, Siemens, Motorola, ma \u00e8 Nokia a guidare le fila del DVB-h. Nokia prevede ben 300 milioni di utenti nel 2006 per la Tv sul cellulare, nel mondo. Le previsioni di Nokia Italia sono invece di circa 100 milioni di euro l&#8217;anno, di fatturato, nel nostro Paese.<br \/>\nOttimismo forse eccessivo, che <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=57074&#038;r=PI\">spesso accompagna le novit\u00e0 tecnologiche<\/a>. Ha per\u00f2 qualche ragion d&#8217;essere: le caratteristiche del DVB-h sono promettenti, dal punto di vista tecnico.<br \/>\nCome spiega Franco Ferri, responsabile Dvb-h presso Tre, &#8220;con il DVB-h potremo trasmettere in aria i canali a 500 KB\/s servendo infiniti utenti e con un&#8217;ottima fluidit\u00e0 del video; invece l&#8217;attuale Tv su cellulare \u00e8 basata sulla rete dati UMTS, punto-punto, e ha una capacit\u00e0 limitata: pu\u00f2 servire massimo cinque utenti contemporanei in una cella, dando a ciascuno 100 KB\/s&#8221;. Gli utenti potranno sintonizzarsi alle trasmissioni che in quel momento gli operatori stanno trasmettendo; mentre adesso devono scaricarle richiedendole via UMTS (ai costi della poco economica banda di rete mobile).<br \/>\nPoich\u00e9 i contenuti saranno broadcast (da uno a molti), invece che unicast (come nell&#8217;attuale Tv su UMTS), gli operatori potranno migliorare le efficienze e le economie di scala e quindi tenere il pi\u00f9 possibile bassi i prezzi. Un altro vantaggio \u00e8 che il DVB-h non occuper\u00e0 la banda di rete UMTS, che quindi potr\u00e0 essere meglio dedicata per altri servizi dati, ad alto margine di profitto- soprattutto quando, dal 2006, la banda bidirezionale aumenter\u00e0 <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=57074&#038;r=PI\">grazie al passaggio all&#8217;HSDPA, i super UMTS<\/a>.<br \/>\nI prezzi della futura Tv sono al momento un&#8217;incognita, per\u00f2 gli esperti pensano che ci saranno, tra l&#8217;altro, piani tariffari flat a costi compresi tra i 5 e i 10 euro al mese. La nota stonata di questa partitura \u00e8 che per il DVB-h bisogner\u00e0 costruire un&#8217;infrastruttura di rete dedicata. In Italia Tre e Mediaset lo stanno gi\u00e0 facendo, &#8220;in eccezionale anticipo rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei&#8221;, dice Darren Siddall, analista capo di Gartner Group.<br \/>\n\u00c8 una spesa milionaria, per un servizio che potrebbe non avere il successo sperato: \u00e8 questo il rischio che il DVB-h sta ponendo sulle casse degli operatori mobili e di Nokia, in particolare.<br \/>\nIn Italia per\u00f2 il DVB-h gode di fortunate circostanze, perch\u00e9 sono state gi\u00e0 assegnate le frequenze per il digitale terrestre, tecnologia affine al DVB-h. Se, com&#8217;\u00e8 probabile, il DVB-h potr\u00e0 sfruttare le stesse frequenze del digitale terrestre, i costi per le infrastrutture saranno minimizzati. Primo, perch\u00e9 sar\u00e0 possibile usare la stessa rete del digitale terrestre con poche modifiche per renderla compatibile anche al segnale DVB-h. Secondo, perch\u00e9 la frequenza del digitale terrestre, l&#8217;UHF (Ultra high frequencies) sarebbe ottimale per la Tv su cellulare: \u00e8 piuttosto bassa (arriva fino a 890 MHz) e quindi richiederebbe un uso minimo di ripetitori per estendere il segnale. &#8220;Il DVB-h ha di per s\u00e9 un certo potenziale di riscuotere l&#8217;interesse del pubblico; il problema principale che affronter\u00e0, i costi per costruire l&#8217;infrastruttura, non \u00e8 cos\u00ec rilevante in Italia&#8221;, dice Alex Zadvorny, analista di Analysys. &#8220;Soprattutto se gli operatori si metteranno d&#8217;accordo per condividere l&#8217;infrastruttura DVB-h&#8221;. \u00c8 quello che sta succedendo: TIM non costruir\u00e0 una propria rete, ma utilizzer\u00e0 (a noleggio) quella di Mediaset, al costo di 14 milioni di euro l&#8217;anno; cos\u00ec come far\u00e0, probabilmente, Vodafone (con un accordo che per\u00f2 ancora non \u00e8 ufficiale). Tutto sembra congiurare, quindi, perch\u00e9 in Italia il DVB-h abbia vita facile; perlomeno, pi\u00f9 che in altri Paesi: &#8220;in Gran Bretagna, per esempio, ci sono problemi di spettro per questo servizio; negli Stati Uniti gli operatori stanno lavorando su frequenze diverse dall&#8217;UHF&#8221;, dice Zadvorny. La Tv sul cellulare deve essere grata all&#8217;insolita urgenza che in Italia ha accelerato i lavori sul digitale terrestre e <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=56966\">che ha suscitato anche polemiche<\/a>.<\/p>\n<p>Siddall \u00e8 invece scettico: &#8220;la Tv su cellulare non sar\u00e0 mai di massa, a differenza di quanto credono gli operatori. Stanno prendendo un abbaglio: sar\u00e0 un flop come gli MMS&#8221;. Siddall riconosce che &#8220;il DVB-h potrebbe funzionare se gli operatori condivideranno l&#8217;infrastruttura, ma credo saranno restii a farlo, per ragioni di ostilit\u00e0 reciproca e di concorrenza&#8221;. In sostanza, &#8220;avr\u00e0 un piccolo pubblico, circa il 20 per cento degli utenti totali di telefonia mobile. Il che limiter\u00e0 anche le entrate pubblicitarie, condannando il servizio all&#8217;insuccesso commerciale&#8221;. Il motivo di tanto scetticismo? Non le dimensioni dello schermo, ma il fatto che &#8220;il broadcast appartiene al passato. Il DVB-h va nella direzione sbagliata. La gente sempre pi\u00f9 \u00e8 abituata a vedere le cose on demand, dove e quando vuole. Il broadcast, in futuro, avr\u00e0 senso solo per trasmettere importanti eventi in diretta&#8221;. Ma allora perch\u00e9 in massa operatori, produttori e broadcaster vi investono? &#8220;Chiss\u00e0, forse hanno sottomano ricerche diverse da quelle che abbiamo noi&#8221;, dice ridacchiando Siddall.<br \/>\nAlla fine, sembra che le opinioni contrastanti sul futuro del DVB-h siano lo specchio di modi diversi di concepire il rapporto tra medium e pubblico. Gartner ha in mente un tipo di rapporto che \u00e8 basato sull&#8217;interattivit\u00e0, sulla partecipazione. \u00c8 evoluto, \u00e8 figlio di Internet. Alcuni lo pongono sotto la categoria di <a href=\"http:\/\/www.web2con.com\">Web 2.0<\/a>. In sostanza \u00e8 vero che il DVB-h va in direzione opposta; nondimeno tra gli italiani potrebbe riscuotere successo, perch\u00e9 da noi la massa non ha ancora interiorizzato Internet e conosce solo un modo passivo di rapportarsi al medium televisivo (se non proprio a tutti i media). Gli stessi servizi interattivi su Tv qui sono agli albori, mentre nei Paesi anglosassoni, grazie anche alla diffusione delle reti via cavo, sono ormai consuetudine. Allora, l&#8217;eventuale, possibile successo del DVB-h sarebbe nell&#8217;immediato la cartina tornasole dell&#8217;arretratezza del pubblico italiano. E la conferma che qui si sta perdendo il treno verso la pi\u00f9 importante delle lezioni che Internet ha impartito al pubblico: l&#8217;interscambiabilit\u00e0 possibile tra il ruolo di utenti e di creatori di contenuti. Certo, il DVB-h potrebbe comunque essere usato, almeno in piccola parte, per dare spazio a contenuti prodotti dagli utenti. Probabilmente Tre vi dedicher\u00e0 un canale, visto che gi\u00e0 su UMTS d\u00e0 spazio ai video amatoriali degli utenti, con il servizio <a href=\"http:\/\/www.tre.it\/3foryou\/Offerta3\/PortaleMobile3\/index_1449_ITA_HTML.htm]]. \">In Video<\/a>. I video su cellulare possono essere uno strumento di espressione artistica, come dimostrano i particolari festival del cinema tenuti a dicembre negli <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=57037\">Stati Uniti<\/a>, a <a href=\"http:\/\/punto-informatico.it\/p.asp?i=55455\">Parigi<\/a>, a <a href=\"http:\/\/www.cinematografo.it\/Cinemedia\/00004112.html\">Roma<\/a>. Bisogna vedere per\u00f2 se il DVB-h potr\u00e0 essere un medium adeguato per questa espressione. Il problema \u00e8 che vive di logiche molto diverse rispetto a quelle che hanno permesso la crescita di Internet come strumento di creativit\u00e0 personale. Non solo perch\u00e9 il DVB-h \u00e8 &#8220;da uno a molti&#8221;. Ma anche perch\u00e9 la distribuzione dei contenuti su rete dati mobile \u00e8 di per s\u00e9 pi\u00f9 rigida che sulla grande Internet. Sui cellulari, colui che d\u00e0 l&#8217;accesso alla rete coincide con il principale distributore di contenuti. Il che crea un effetto di &#8220;gabbia dall&#8217;alto&#8221; che di per s\u00e9 potrebbe minare lo sviluppo di contenuti creati dal basso. \u00c8 lo stesso problema che sta dietro la Tv su ADSL. Tiscali dice che sulla propria Tv (il cui arrivo \u00e8 previsto per i primi mesi dell&#8217;anno) dar\u00e0 spazio anche ai contenuti degli utenti; sar\u00e0 interessante vedere come sar\u00e0 utilizzato, ma l&#8217;esperienza insegna che la creativit\u00e0 personale meglio si esprime quanto pi\u00f9 \u00e8 autonoma. L&#8217;operatore che d\u00e0 spazio ai contenuti degli utenti ricorda il presentatore televisivo che in un talk show porge il microfono a uno del pubblico: per un tempo determinato ed entro certe logiche stabilite dalla produzione. Su Internet invece l&#8217;utente ha imparato a prendere da s\u00e9 il microfono e a parlare senza curarsi dei palinsesti. \u00c8 un peccato che su rete mobile non stia ancora avvenendo lo stesso, visto che i cellulari, con la loro diffusione capillare, ad personam, sarebbero un ottimo strumento per portare a un nuovo livello la forza di Internet. Forse quando la banda larga su rete mobile sar\u00e0 meno costosa, si diffonderanno anche l\u00ec i contenuti auto prodotti dagli utenti, fuori dai portali e dai recinti assegnati dagli operatori.<br \/>\nPer ora all&#8217;orizzonte c&#8217;\u00e8 invece il DVB-h, su cui sia operatori sia broadcaster hanno buoni motivi per scommettere. Gli operatori perch\u00e9 devono fronteggiare il progressivo ribasso dei margini di profitto dati dai servizi voce e trovare quindi nuovi modi per spennare gli utenti. Per i produttori di contenuti Tv, invece, il DVB-h \u00e8 un&#8217;occasione per cercare di occupare, con insistenza e sistematicit\u00e0, ulteriori spazi di tempo degli utenti. Raggiungendoli anche quando non sono a casa.<br \/>\nSe operatori e broadcaster riusciranno nel loro intento, se il pubblico accetter\u00e0 questa nuova Tv, prepariamoci a vedere sorgere un nuovo fenomeno collettivo: in Italia cos\u00ec com&#8217;\u00e8 gi\u00e0 in Corea (dove gli utenti di Tv su cellulare si contano a milioni), sui treni, nelle sale d&#8217;aspetto, si moltiplicheranno le persone assorte dietro un piccolo schermo Tv. Aumenter\u00e0 cos\u00ec il potere mediatico della Tv e si alzerebbe una nuova barriera sociale tra le persone, che preferiranno la Tv alle chiacchiere con il vicino. \u00c8 uno scenario troppo contrastante con la cultura del popolo italiano? Si vedr\u00e0, ma gi\u00e0 tra le nuove generazioni si diffonde l&#8217;abitudine di stare a testa bassa tra i sedili di un treno o persino al tavolo di un ristorante, per giocare con una console portatile. Dove non arriva la passione per i videogiochi, potrebbe arrivare quella per la Tv ad innalzare un muro tra le persone.<br \/>\nL&#8217;industria della tecnologia sfrutta cos\u00ec una tendenza che \u00e8 gi\u00e0 in nuce nell&#8217;uomo contemporaneo; ma anche, come sempre accade, ha la responsabilit\u00e0 di contribuire a incoraggiarla e ad accelerarla. <\/p>\n<div><div style=\"padding-top:10px;margin-bottom:10px;font-size:10pt;font-family:arial;font-weight:bold;\"><\/div><div class=simplesocial><a href=\"http:\/\/twitter.com\/share\" data-url=\"https:\/\/www.alongo.it\/?p=45\" data-text=\"Anteprima+di+Punto+Informatico+di+domani%3A+L%26%238217%3BItalia+della+Tv+su+cellulare\" class=\"twitter-share-button\" data-count=\"horizontal\">Tweet<\/a><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\"><\/script><\/div><div class=simplesocial><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.alongo.it%2F%3Fp%3D45&layout=standard&show_faces=false&width=450&action=like&colorscheme=light&height=35\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px;\" allowTransparency=\"true\"><\/iframe><\/div><div style=\"clear:both\"><\/div><a class=simplesocial onclick=\"return simplesocial(this,500,400)\" title=\"Share on Facebook\" style=\"background:url(http:\/\/www.alongo.it\/wp-content\/plugins\/simple-social-sharing-widgets-icons\/icons_16\/facebook.png)\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=https%3A%2F%2Fwww.alongo.it%2F%3Fp%3D45&t=Anteprima+di+Punto+Informatico+di+domani%3A+L%26%238217%3BItalia+della+Tv+su+cellulare\"><\/a><a class=simplesocial onclick=\"return simplesocial(this,812,420)\" title=\"Share on Twitter\" style=\"background:url(http:\/\/www.alongo.it\/wp-content\/plugins\/simple-social-sharing-widgets-icons\/icons_16\/twitter.png)\" href=\"http:\/\/twitter.com\/home?status=https%3A%2F%2Fwww.alongo.it%2F%3Fp%3D45\"><\/a><a class=simplesocial onclick=\"return simplesocial(this,435,500)\" title=\"Email a Friend\" style=\"background:url(http:\/\/www.alongo.it\/wp-content\/plugins\/simple-social-sharing-widgets-icons\/icons_16\/email.png)\" href=\"http:\/\/www.freetellafriend.com\/tell\/?heading=Share+This+Article&bg=1&option=email&url=https%3A%2F%2Fwww.alongo.it%2F%3Fp%3D45\"><\/a><\/div><div style=\"clear:both;margin-bottom:20px\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 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