Call center, finita la pacchia per gli sfruttatori

di alex il 23 Agosto 2006

Perdonate il titolo marxista-leninista 🙂 ma quando ci vuole, ci vuole… Oggi leggo sul Sole24Ore che il Ministero del Lavoro ha intimato ad Atesia (la principale azienda di call center) di assumere 3.100 co.co.pro e pagare i contributi pregressi dal 2001 ad altri 10 mila. Atesia protesta, parla di turbamento di mercato; sì, turbamento: della pacchia di chi si arricchisce ipotecando il futuro di un’intera generazione. Dalle molte testimonianze e dalle decine di libri pubblicati è ormai assodato che il lavoro dei precari nei call center, pagati a cottimo, è sotto la soglia della decenza e della dignità umana. E anche oltre il limite della sopportazione degli utenti, che sbattono contro un muro di gomma di sottopagati. Non si può portare avanti un modello di business che tratta le persone come zerbini. E’ un vicolo cieco: dietro front, di qui non si passa.
Ora speriamo che il Governo non se la faccia sotto anche su questo fronte e continui con gli impegni presi.
Se tra di voi c’è qualche addetto al call center, mi piacerebbe leggerne la storia tra i commenti.
Quando avrò un po’ più di tempo/voglia scriverò alcune mie riflessioni sulla distinzione da fare tra flessibilità e precariato. Farle coincidere è una stortuna italiana da cui non nasce valore per il Paese, anzi lo si distrugge. Perché negli Stati Uniti e in Gran Bretagna tutto il lavoro è flessibile, ma non è considerato precario? Mi piacerebbe anche leggere le vostre considerazioni.

{ 45 commenti }

aghost Agosto 24, 2006 alle 6:03

ma atesia non è controllat da telecom italia?

Bricke Agosto 24, 2006 alle 7:15

Apriranno colcenter all’estero come ha fatto Photocity
http://www.bricke.net/blog/2006/08/novit-photocity.html

Pier Luigi Tolardo Agosto 24, 2006 alle 11:44

Call Center all’estero? Finora ha fatto barriera la lingua ma in Albania e Romania(dove Eutelia ha trasferito il suo Centralino, telefonare alla sede di Torino per credere) è facile trovare personale con buona scolarità e italian spoken anche se, in questo caso, trattandosi di Peaesi extracomunitari le autorità potrebbero muoversi per frenare e penalizzare il fenomeno. Negli altri Paesi di lingua italiana , cioè San Marino e il Canton Ticino, la legge Biagi non esiste e il costo del lavoro non è meno basso.
Tripi, padrone di Atesia, minaccia questo perché lui è anche il propietario di CosMed Tunisia, dove a Tunisi qualche migliaio di giovani laureati e diplomati rispondono in perfetto francese ai Call Center di Axa Assicurazioni, la maggiore assicurazione francese. Però, qualcuno dovrebbe ricordare a Tripi che se porta i suoi Call Center all’estero si dovrebbe poi scordare gli appalti pubblici per la sua Finsiel.
E’ vero che il boom del telemarketing per l’Adsl tra qualche anno(2-3?) sarà finito ma è supervero che, oggi, i Call Center dei vari gestori , a partire da Telecom Italia,non sono in grado di dare una vera assistenza e, per darla, hanno bisogno di personale formato e motivato che non può essere lasciato a casa ogni 3 mesi e quindi c’è bisogno di una regolarizzazione anche nell’interesse degli utenti. A breve dovrebbero uscire i dati dell’indagine condotta dall’Agcom sui Call Center di gestori telefonici e Isp e più avanti quelli dell’authority per l’energia sui Call Center delle società di gas e elettricità e il quadro sarà completo.

DM Agosto 24, 2006 alle 15:23

Visto che c’è Telecom di mezzo, voglio azzardare:
– saranno assunti meno della metà dei centralinisti;
– il resto resterà senza lavoro;
– qualche esponente governativo si auto-elogerà per i risultati.

Sarò felice di perdere la scommessa.
In bocca al lupo!

Daimler Agosto 25, 2006 alle 9:56

Ciao Alex,
credo che il problema sia più grande di come tu l’abbia posto. La “pacchia”, oltre che delle aziende di call center, è anche di tutte le società che ne fruiscono i servizi dimezzando costi e personale interno. E tra queste ci sono davvero un po’ tutti. Sono moltissime infatti le aziende che non hanno più internamente il classico “centralinista”, per diversi motivi fra cui il risparmio è la forza motrice principale per il cambiamento ma non l’unica.
Se anche da sinistra e dal sindacato si sono alzate voci critiche è proprio perchè il problema non è riconducibile, come spessissimo accada, a imprenditori avidi. Il problema è sistemico, è intervenendo con il pugno duro si rischia solo di compromettere il lavoro di molte persone…perchè poi lo sappiamo come fanno i nostri signori dell’imprenditoria, in un attimo raccolgono baracca e burattini e cercano profittoaltrove.

tccmz Agosto 28, 2006 alle 18:53

Ciao Alessandro,
sono da qualche mese operatore call center per il servizio 187 di telecom italia… non mi spreco a parlare di sfruttamento, mi limito a raccontarti cosa sta succedendo dai primi giorni del corrente mese ad oggi…
Il callcenter in cui mi sfruttano fa capo a comdata (ceduta se non erro l’anno scorso da telecom). Quando mi assunsero vi erano continui corsi di formazione che preparavano circa 25 nuove cavie ogni 15 giorni. Dal primo agosto (quando si è fatta intensa la puzza di controlli sui contratti di lavoro) hanno smesso di formare nuovi addetti. Ad oggi circa 100 operatori su 300 sono stati lasciati a casa, sfortunati loro che avevano un contratto con le agenzie interinali in scadenza, oppure erano nei 45 giorni di prova previsti dal contratto a tempo determinato (come il mio) della durata di sei mesi. Ebbene si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui da ottobre trasferiranno l’attività in Romania, dove un laureato costa al massimo 4euro all’ora tutto compreso, e dove non è difficile trovare persone che parlino bene l’italiano (anche la tre ha call center in Romania e Albania). Ancora prima però chiuderà, con ogni probabilità, il servizio 119 tim, medesimo luogo di lavoro, dove gli operatori hanno un contratto a progetto…
Insomma, se da un lato i controlli aiuteranno a diminuire i soprusi lavorativi, dall’altro ci toglierà l’unico lavoro che sembra essere rimasto alla portata: l’operatore call center.
un saluto da un laureato prossimo disoccupato…l’unica soddisfazione sarà vedere il mio capo in mezzo ad una strada come me…

Daimler Agosto 29, 2006 alle 9:03

Ecco, è appunto quanto accaduto a tccmz che mi preoccupa…lavoro a strettissimo contatto (ma fortunatamente non all’interno) con aziende che si ocupano di call center (sia inboun che outbound)…se le cose si mettono come per ora si sono messe per Atesia la soluzione è la stessa per tutti ovvero l’Est. I paesi che gia tccmz ha ricordato sono già pronti a ricevere i nostri “impavidi” imprenditori…

Anonimo Agosto 29, 2006 alle 15:51

“Anche la tre ha call center in Romania e Albania”
Erano rumors di un annetto fa dopo la “cessione” di dipendenti ad Ericsson.
Ma tornando a noi, condivido TUTTO quanto scritto da Alessandro: da una parte vi sono contratti “spazzatura” da eliminare, dall altra “anarchie imprenditoriali” da verificare con attenzione.
Gli ideali dei managers dei cc (di alcuni cc…) contrastano concretamente con le procedure che vengono richieste all’operatore. Senza addentrarmi evidentemente troppo nei particolari noto una certa confusione provenire dai vertici delle strutture piramidali, c’ è una vasta bibliografia al riguardo, alcuni libri sono realmente divertenti.
Io lavoro da un annetto come lavoratore somministrato (l’obiettivo è quello di battere il record di longevita interinale 🙂 ) nel CC di una “Grande Azienda” con contratti bisettimanali,trisettimanali o se va alla grande mensili….ma ormai ho esaurito tutti i bonus contemplati.
Dimitri

dave Agosto 31, 2006 alle 11:59

> l’unico lavoro che sembra essere rimasto alla portata: l’operatore call center

Questo mi spaventa piu’ del lavoro in se’. Ma e’ possibile che in Italia non si trovi null’altro?

tccmz Settembre 6, 2006 alle 0:06

>Erano rumors di un annetto fa dopo la “cessione” di dipendenti ad Ericsson.

Può darsi che fossero rumors, ma il panorama che si prospetta guardando siti come questo, è ben diverso: http://www.cpservice.it/site/cpservice2_webprofessional_it/static/pgid1_IT.html

Oggi ci ha fatto visita l’ad del gruppo comdata… entro fine mese altri 100 operatori in meno…

Anonimo Settembre 6, 2006 alle 21:50

cerchi lavoro x cool senter contatta al 3485410327

salvatore Settembre 6, 2006 alle 21:52

cerco lavoro x cool senter
o ga lavorato x win infostrada telecom italia

Anonimo Settembre 15, 2006 alle 9:51

Cè forze un0 collsentere ce me vuoglia azzume?

sfruttata Settembre 20, 2006 alle 7:52

sono ad atesia da quasi 10 anni nelle out bound che non vengono riconosciute come lav subordinato(che ridere!) e speravo in una assunzione…ma ora mi tocca andare in …Romania??che palle

SPV Ottobre 11, 2006 alle 9:28

Calmate questo entusiasmo, vi scrive un Supervisor di un Call Center Inbound dove solo il 60% circa delle risorse verrà assunta con l’entrata a tutti gli effetti di questa nuova normativa … e l’altro 40 % a casa da chi avrà lo stipendio ?!

Attenti signori … non è tutto oro quel che luccica !!!

Ice Ottobre 18, 2006 alle 15:58

Gestisco da due anni un piccolo call center e tengo a precisare che sono apolitico (ovvero destra, sinistra, centro, tutti uguali, sempre e cmq ladri) .
Intendo dire una sola cosa: facile scrivere, ma il problema è un’altro. Io apprezzo, stimo e “coccolo” il + possibile le persone che collaborano con me, ma se voglio lavorare è il mercato che mi impone le cifre a cui posso vendere un servizio. Se dovessi assumere tutte le 25/30 operatrici, i costi mi raddoppierebbero ! ciò significa che aziende non avrebbero + interesse e quindi non lavorerei +. Attenzione, non è solo perché altri fanno prezzi inferiori, ma anche x’ le aziende non potrebbero permetterselo.
Quindi la scelta è semplice: o mi permettono di tenere i contratti a progetto, ho se devo assumere le persone con il regime fiscale italiano chiudo, lasciando a casa anche una quindicina di persone che lavorano con me e si occapano daltro.

Che fare ? ????

Smettiamola di essere dei idealisti, la vita è ben + dura di quella che la TV ci propone !!!!

una ragazza Novembre 22, 2006 alle 14:58

vi avicinati abbastanza bene alle idee di Hitler…auguri…
Mussolini non e morto..e dentro di voi

Anonimo Marzo 24, 2007 alle 10:29

ciao sono francesca lavoro come oeratrice telefonica da tre anni adesso sto lavorando in un call center mi sembra di lavorare ad alcatraz mi obbligano a dire ai clienti che non vogliono l’offerta di attivarlo per forza non si può scambiare una chiacchera con un collega non ci fanno fare neanche cinque minuti di pausa lavoro cinque ore e mezza. se non attiviamo ci trattano da rincoglioniti e i team leader tutto il giorno cantano dai ragazzi su forza muovetevi se anche con parolacce sono stanca di essere sfruttata mi sta portando all’esaurimento.
vi saluto franci

KAOS Giugno 4, 2007 alle 23:48

Cara Chiara… Sono molto contento per te che lavori in un ambiente cosi sereno e leale. Non voglio demoralizzarti ma il problema che si pone oggi sul mondo delle TLC, se continua per questa strada, toccherà anche te, non per colpa dei tuoi bravissimi e gentilissimi titolari ma per colpa delle grandi società come Comdata, Atesia ecc ecc che portano conoscenze e tecnologie all’estero dove il costo del lavoro è decisamente inferiore quindi, un domani, i clienti dei tuoi titolari potrebbero tranquillamente rivolgersi a una neo-società Rumena o Albanese che offrirebbe lo stesso identico servizio con le stesse identiche tecnologie con la conseguente perdita della commessa per i tuoi titolari. In tutto questo tu e le tue 25 colleghe ci rimettete il posto di lavoro.
E’ per questo che il Governo deve fare qualcosa, deve impedire alle aziende con profitti già IMPRESSIONANTI di portare il proprio lavoro all’estero per aumentare ANCORA DI PIU’ i propri profitti e lasciando sempre piu persone e famiglie senza lavoro.

trip Giugno 19, 2007 alle 20:36

io lavoro da tre anni in un call center di una grossssssa azienda di telecomunicazioni ( e non vi dirò quale ) e qua sui tre call center inbound su milano , bari e catania ,TUTTI ( e dico tutti eh? a 8 , 6 , 4 ore e weekendisti ) gli operatori ( oltre 1000) hanno un contratto a tempo indeterminato con ccnl delle telecomunicazioni e tutto quello che un dipendente possa sperare comprese le convenzioni per i dipendenti , la maternità , le facilitazioni di turno per mamme e papà., buoni pasto da 8,26 € ecc ecc ,,,,
Non fate di tutta l’erba un fascio ! ci sono perle in questo mare di cocci…Io sono stata fortunata a trovarne una !

franco foresti Agosto 17, 2007 alle 13:01

fatemi lavorare in albania

sara Agosto 29, 2007 alle 22:26

Ho iniziato il corso al call center lunedì e lo finirò questo venerdì… lunedì firmo il contratto a progetto per 6 mesi, senza fisso mensile, se riuscirò a tenere il cliente al telefono per 20 secondi, mi daranno 1,87 cent, posso fare questo al max 35 volte al giorno, farò 20 km per arrivare al call center e se riuscirò ad attivare un contratto, mi daranno 11,86 euro.. Questo nel nord Italia, non in Romania, per intenderci.. 28 anni, sposata, mutuo casa e auto, naturalmente niente figli.. E’ vergognoso, ma non si trova lavoro e ci si deve accontentare..

Davide Ottobre 10, 2007 alle 10:08

Ciao ragazzi, io a dire il vero devo ancora comnciare ma a leggere la maggior parte delle opinioni su internet riguardo i call center..già mi è passata la voglia, sono laureato, ho un master in management dei beni culturali e non posso fare sta fine .. a vendere cose inutili a vittime innocenti, già ho lavorato per Sky e vi assicuro che tra ciò che promettono e ciò che vendono..ne passa di acqua sotto i ponti.

NON HO LA CATTIVERIA NECESSARIA PER I CALL CENTER

LA PRIMA COSA CHE FAREI E’ PICCHIARE IL MANAGER e allora voglio evitare

grazie

SARA LUCI Ottobre 18, 2007 alle 17:13

Ciao volevo dirvi che lavoro anche io in un call center e mi sento un pollo in batteria e pure mal pagato…comunque queste aziende hanno il dovere di farla finita di usare tipologie di contratti fuorilegge per rigilarsela come vogliono per fare soldi a palate con noi precari….il contrtto a progetto non puo’ piu’ per legge essere applicato ai call center perche’ l’assistenza al cliente non e’ un progetto che ha una sua conclusione come potrebbe esserlo una campagna pubblicitaria ad esempio. L’assistenza ai clienti soprattutto per i servizi di telecomunicazioni e’ una cosa seria da professionisti..non e’ vero che siamo quelli che rompono le balle all’ora di cena o di pranzo …se siamo a volte non perfettamente formati non e’ per nostra poca volonta’ a frequentare i corsi ma ai signori team leader che ci formano per le nuove campagne in dieci minuti…nello sgabuzzino….al buio…nemmeno i cinesi a cucire i palloni….un giorno o l’altro se non facciamo sentire la nostra voce ci legheranno forse peggio …e’ anche vero pero’ che lavoro non si trova e quando si trova va tenuto sia come sia…anche se poco ci fa’ campare..lo sanno e si approfitteranno sempre soprattutto di noi ragazze e donne che avendo famiglia chiediamo sempre piu’ spesso lavori con orari flessibili poi ci ritroviamo a scegliere tra sfruttamento e stare a casa..sapete io non ho ancora capito cosa sia meglio per me….voi????

angela Novembre 13, 2007 alle 10:13

salve a tutti….io lavoro in un call center da poco ma vi posso assicurare che mi trovo molto molto bene,sono gentilissimi e nn sembra 1 ambiete di lavoro,è come se ci conoscessimo da anni,si ride si scherza e si lavora.
per quanto riguarda il pagamento è un pò poco in effetti ma si lavora solo 3 ore al giorno e poi un call center secondo me non è da prendere come lavoro principale,cmq ci sn dei miei colleghi che lavorano l’ da due o tre mesi e sono passati al servizio clienti di enel,hanno il posto fisso,lavorano 6 ore al giorno e prendono 650,00€….sono pochi si ma è meglio così che lavorare in fabbrica per 8 ore al giorno e prenderne 400,00 nn credete?

ANONIMO Febbraio 12, 2008 alle 9:15

IL TUO TITOLO MARXISTA LENINISTA DICE TUTTO DA SOLO .
GUARDA CHE IN CINA E RUSSIA NON CI SONO CALLCENTER
MA VIVONO BEN DI SOTTO ALLA DECENZA I TUOI AMICI COMUNISTI.
NEL 2008 PARLI ANCORA DA COMUNISTA TI RENDI CONTO COME SEI MESSO ?

didan Febbraio 13, 2008 alle 23:08

Un commento al Post di Davide: effettivamente la definizione “call center” è sempre intesa con accezione negativa ma ti assicuro che non è così. lavoro all’interno di un call center bancario e ti assicuro che non si picchia nessuno e molti sono laureati e competenti. Non si vendono prodotti forzando i clienti ma si da’ assistenza e servizi dispositivi. Non capisco cosa c’entra la laurea in beni culturali, secondo te un laureato non può partire dal gradino più basso con umiltà e puntare lo stesso a fare carriera?

medlin Maggio 7, 2008 alle 13:47

Angela, dove sono le fabbriche che pagano solo 400,00€/mese full time!? Hai mai lavorato in una così? Secondo me no. Non esiste fabbrica in Italia che paga così poco- almeno che non lavori senza contratto.
Quelli che prendono relativamente poco sono gli impiegati. Dopo TRE ANNI di lavoro da impiegata in un’assicurativa e vari aumenti sono arrivata a prendere 930,00€/mese. Mi sono licenziata per andare a lavorare in fabbrica firmando contratto di “formazione e lavoro” che mi permetteva di portare a casa 950,00€/mese senza straordinari. Dopo 16 mesi il contratto e scaduto e si è trasformato in contratto a tempo indeterminato con rispettivo aumento di livello professionale- così mi sono trovata a prendere 1200,00€/mese dopo MENO di DUE ANNI di lavoro.

michele Maggio 27, 2008 alle 11:00

Ciao ho appena finito 2 mesi di caal center a cercare di piazzare sky in realtà dovevano essere 4 ma gli altri 2 non me li hanno fatti fare a loro avviso perchè i risultati erano pochi, in realtà ho “smerdato” 2 team leader tra loro perchè uno diceva una cosa e l’altra esattamente il contrario e quando li ho messi faccia a faccia ho capito che il mio tempo era finito! a parte questo l’esperienza davvero negativa, pause non pagate (non dico la sigaretta ma almeno il cesso!!) firmato un contratto che poi non corrispondeva per nulla in busta paga, sti cavoli di team a dire ogni secondo dai non siete capaci di vendere??? insomma a parte il lavoro precario e davvero sottopagato è stato un incubo!! ma aimè da trentenne disoccupato ci tornerei sigh ciao

Giovanni Maggio 30, 2008 alle 16:01

Ma se vi fa proprio così schifo questo tipo di lavoro, cazzo! sveglia! Cercatevene un’altro! Magari non sarà immediato ma almeno avrete qualcosa da fare invece che passare le giornate a lamentarvi.
Quando non si potranno fare più questi tipi di contratti,finalmente non ci saranno più migliaiadi precari…
…ma migliaia di disoccupati.

Manuel Giugno 4, 2008 alle 18:56

Oh finalmente! Diciamo le cose come stanno veramente…Bravo Giovanni! Concordo pienamente! …Ecche’azz… Se vi sfruttano, non lavorate per loro e poi fate i nomi delle aziende online, no?!Cosi li sputtanate un po’… Se trovate solo sfruttatori sulla vostra strada o avete l’allergia per le grosse aziende, trovatevi un amico fidato che fa il commerciante o l’artigiano e ha bisogno di una mano, oppure mettevi in proprio come ho fatto io, anche se poi, vi avviso, si guadagna meno che a fare l’operaio ma almeno non avete nessuno che vi dice cosa dovete fare e non avrete di certo il tempo di lamentarvi!

Beppe di Bevero Luglio 5, 2008 alle 12:49

Piuttosto che niente…è meglio il “piuttosto”…

Autocritica…la verità stà sempre nel mezzo…da una parte imprenditori che usano mezzi legali per lucrare sul lavoro di altri,
dall’altra lavoratori che “esigono” tutele che, spesso, nemmeno i loro datori di lavoro hanno…

Risultato:
L’importante è non dar potere ai sindacati che vivono dei soldi trattenuti dalle buste paga e distruggono la voglia di creare valore di piccoli imprenditori che non si chiamano “Atesia” o “Telecom” o “Sky”.

DIEGO DA CASORIA Novembre 5, 2009 alle 23:41

Io lavoro da quasi anni in un call center e ti assicuro,che mi accorgo ke più gli operatori aumentano,di conseguenza anche le attivazioni,ma vedo ke il profilo e le attivazioni diminuiscono,dovrebbe essere il contrario,poi più si attiva e più ti abbassano le provvigioni,ti sembra regolare questo?in ogni posto di lavoro dovrebbero premiare ki ha talento e spirito di sacrificio,ma non per ls di afragola.oggi hanno proposto l’in bound per la prima volta e mi sembrava di essere per strada come se qualkuno mi puntasse una pistola e mi facesse una rapina,ti spiego;Noi lavoriamo out bound per sky con 220 euro di fisso e 4 euro ad attivazione,vendendo il myskyhd,molto bassa la provvigione,cmq e stato proposto l’in bound sempre sky(ovvio kon l’azienda ls di afragola)e ci e stato riferito le ore lavorative e il profilo,allora contratto a tempo determinato fino a dicembre poi si sà dove ci rispediscono non posso dirlo sarei volgare,cmq si lavora 7 ore al giorno dalle 8:30 alle 22:30 in due turni ovvio e con 1 giorno di riposo,che ovviamente non sarai mai di sabato o domenica,sai qual’è la cifra proposta 650 euro al mese,cioè assurdo,io mi kiedo se lavoriamo kosì tanto e prendiamo kosì poko loro quanto ci guadagnano?in primis me la prendo kon lo stato,ovvio,ma anke sky dovrebbe kontrollare queste kose,perkè coloro ke attivano tanto le guadagnano in meno ore questi soldi e non lavorando il sabato e la domenica,quindi se i migliori rifiutano,per questioni ekonomike,sky dovrebbe verifikare in effetti ke metteranno persone nuove in modo ke l’azienda ke lavora per sky guadagni molto e li paghi poco,solo a sky non interessa la gestione e la qualità dei clienti?uno ke lavora da1 mese in out bound ed e la prima esperienza kosa potrà garantirti mika sanno utilizzare alla perfezione il siebel?solo ke il gestore ke dell’azienda ke lavora per sky,minaccia gli operatori dicendo vi conviene accettare le provvigioni scenderanno da 4euro a 2euro e 30 cent.a parte ke a mese iniziato non kredo sia giusto e si può fare kambiare il profilo ci dovrebbero essere dei patti e rispetto lavorativo,ora in tanti ci sentiamo minacciati da questi trattamenti,che se rifiuti riski il lavoro la fame e se accetti sei obbligato a fare lo skiavo 7 ore al giorno anke sabato e domenika per 650 euro,quindi io mi kiedo quando qualkuno penserà di fare qualkosa,i call center si arrikiskono sulla fame della gente,e lo stato li guarda,e poi premetto ke mettono persono ignoranti al telefono e se fossi in sky o telecom mi kiederei kome viene fatta la gestione del kliente e kome viene trattato se se dikono parolacce o non sanno le kose esatte oppure fanno dei pakki,o fanno perdere i kliente per inesperienza.quindi sui bassi costi guadagnano solo i call center nemmeno aziende kome sky o telecom perkè kosì perdono solo la klientela,siamo stufi dobbiamo ribellarci kome i francesi,basta zittire.HELP DA CALL CANTER!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

DIEGO DA CASORIA Novembre 5, 2009 alle 23:58

POI PREMETTO CHE LA ROVINA DEI CALL CENTER SONO ANCHE GENTE CHE DICONO MI TROVO BENE SIAMO TRA AMICI,CI DIVERTIAMO,CARI RAGAZZI SE SI VA A LAVORARE E SOLO PER UNA QUESTIONE ECONOMICA,NON PER UNA VITA SOCIALE,NON DOVETE PENSARE ALLE AMICIZIE,SE POI DITE ANKE GUADAGNO POKISSIMO,SOLO MI PIACE STARE KON LORO,NON E UNA SCUOLA!

Moreno Dicembre 13, 2009 alle 18:08

Chi sa qunto guadagna un titolare di un call center?

deny Dicembre 17, 2009 alle 19:42

Ciao…sto frequentando un corso di formazione per addetta call center…2 settimane…una grossa azienda.Il lavoro in se e per sè non credo mi dispiacerebbe,il problema sono questi corsi di formazione difficilissimi e concentratissimi in 8 ore al giorno dove ti spiegano cose complicatissime che solo persone con esperienza pregressa,o con una memoria pazzesca o comunque che sanno usare molto bene il pc possono fare…sono demotivata…mi stanno facendo sentire una stupida!Perchè non fanno formazioni più comprensibili e meno stressanti??

veronicaysusversos@virgilio.it Aprile 28, 2012 alle 16:51

io sono callcenterista x che ‘ Ministero Istruzione – settore scuola Media
ha ” dei problemi ” di pagamento….e Tribunale Lavoro Verona idem ….

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