Il pornoburger sull’espresso

di alex il 25 marzo 2008

Nell’espresso in edicola, un ampio articolo sui nuovi tremendi burger americani. Due concetti mi sembrano interessanti 1)Va sempre peggio, ora anche tra i ceti medio alti si diffonde l’abitudine di mangiare junk food senza remore e con la consapevolezza di farsi del male (non so quanto sia supportata però quest’affermazione, da studi statistici…) 2)C’è un junk food all’italiana, mascherato: quello dei bar che a pranzo, ai dipendenti degli uffici, propongono queste paste riscaldate. Spesso cibo precotto tolto da una busta. Il nutrizionista avvisa: tra l’una e le tre mangiamo sempre peggio.

Peccato che nessuno parli di soluzioni. Possibile che non si riesca a promuovere la nascita- anche con campagne di informazione, magari dello Stato- di centri di ristorazione per la pausa pranzo, attenti alla salute degli avventori? Basterebbe denunciare a più gran voce i danni di quell’alimentazione; chi lavora in ufficio potrebbe essere più spinto a reagire; i sindacati a chiedere mense che tengono conto dei principi di un’alimentazione sana, ipocalorica, senza grassi idrogenati.
Troppo utopistico? Ne va della salute di tanti italiani, vale la pena combattere per il cambiamento. Almeno lo Stato dovrebbe sentirsi toccato nel portafoglio, perché a causa di pestiferi bar e mense la gente pesa molto di più sul sistema sanitario nazionale.

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baldo marzo 25, 2008 alle 19:01

Ci provarono qualche anno fa con “Slow Food”, ma era più promozione che educazione. Sulla lungimiranza dei politici poi, lassciamo stare…

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Net Flier marzo 25, 2008 alle 21:56

due problemini di fondo: il primo è che le pause sono sempre più corte; il secondo è che la gente vuole pause più corte per poter uscire (giustamente) prima dal lavoro e farsi i fattacci suoi nel tardo pomeriggio. Purtroppo questo porta due sfavorevoli condizioni “all’apertura” di qualcosa di serio durante la ristorazione che non sia il solito risto/tratto/bar/piattinofattodacasina che in quanto a tempi e/o costi è sempre troppo alto/lungo per la propria pausa o per i tempi rimasti in casa (ormai un dormitorio per moltissimi). i merdonald, insieme ai suoi simili, sono ovunque e ti danno panino+patate+coca al prezzo di un’insalatona al bar a cui devi aggiungere il bere ed il caffè..dove pensi che vada la gente a mangiare? inutile alzare gli stipendi, bisogna abbassare i prezzi dando più valore al denaro per poter stare meglio..

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Alex Drastico aprile 1, 2008 alle 20:54

vedi che quando non straparli di vegani e roba simile sono dalla parte tua??? Trovo sacrosane le tue parole in questo post!!! Si mangia da schifo a pranzo ed è ignobile quello che ti propinano pur di farci la cresta il più possibile. Si va da sughi pensantissimi, fatti così perchè saziano di più e permettono al “ristoratore” di metterci meno pasta; per arrivare ad assurde quantità di sale per farti bere (e pagare) di più. Non parliamo poi dei “motici” panini di Trenitalia, eh, che se li addenti con fame rischi di non riuscire a staccarteli dal palato! Sapete qual’è la soluzione, secondo me? Ciotolina portata da casa. Chissà che così capiscano…

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