Le folli spese nelle licenze WiMax

di alex il 26 febbraio 2008

Ora siamo all’ottava giornata, i rilanci continuano.Ariadsl, A.F.T., Evia, MGM e Telecom: questi i protagonisti. Ariadsl ha avuto il coraggio di mettere 11 milioni di euro per l’area 1 (che comprende la lombardia) e che oggi si è chiusa.
Il bello sarà scoprire come faranno a rientrare in questo investimento, se davvero il wimax ha senso solo nelle aree di digital divide, che tra l’ltro tendono a ridursi naturalmente per i progressi di adsl e hiperlan.
Sembra quasi una bolla come quella dell’Umts, si parva licet componere magnis.

Mediaset si è ritirata perché il ritorno di investimento, con queste cifre, era stimato non più praticabile, rispetto ai suoi calcoli pre-gara. E Mediaset certo non soffre di problemi di liquidità.

{ 12 commenti }

aghost febbraio 26, 2008 alle 22:22

e dunque?

Smeerch febbraio 27, 2008 alle 1:51

Il discorso fila, Alex.
Faccio una domanda da profano: e se invece che coprire solo posti dove si soffre il ‘digital divide’ il Wi-Max si occupasse di portare banda larga wireless ovunque? Si può fare? E’ possibile? Che problemi ci sarebbero (tecnici, economici, ecc.)

alex febbraio 27, 2008 alle 2:03

Dove c’è l’Adsl sarebbe poco interessante. Il WiMax non riesce a offrire le stesse prestazioni
Diverso sarà con il WiMax mobile

Renee febbraio 27, 2008 alle 13:17

Smeerch, te l’ho già detto che capisci cazzo di telecomunicazioni e te lo ripeto! Il wi-max ha poca banda per un territorio vasto e serve per chi, col pc portatile, ha una urgenza e devo collegarsi in città. Non frega niente a nessuno di coprire il sahara e la steppe andine perchè non ci cacci una lira, è chiaro il concetto? Basta mettere un wifi su ogni cabina telefonica e copri tutta una città con 4 soldi e il ritorno c’è… oh se c’è!

Net Flier febbraio 27, 2008 alle 18:01

mi sembra che ormai i big player ci abbiano salutati..non vorrei pensare male, ma, è possibile ipotizzare che abbiano giocato al rialzo solo per “spennare” i concorrenti?

veditu febbraio 28, 2008 alle 8:27

forse invece AriaDSL ha un bel piano industriale e è stato disposto a spendere quelle cifre per assicurarsi la copertura nazionale.
a quel punto scattano economie di scala (pensate solo ai costi di una campagna pubblicitaria).

i prezzi di AriaDSL peraltro sono piuttosto buoni.

Net Flier febbraio 28, 2008 alle 9:12

la campagna pubblicitaria è una spesa extra, non un’economica di scala! se tu hai da fare una pubblicità su settegiorni di rho, ha un costo, se la devi fare sul giorno, ne ha un altro

veditu febbraio 28, 2008 alle 22:33

Se la vuoi fare in tv ne ha un altro ancora. e qui scatta l’economia di scala.

Lo stesso quando vai dai fornitori: se compri una apparecchiatura ha un costo, se ne compri 20 volte tanto riesci a strappare un buon prezzo.
detto questo i problemi saranno di AriaDSL…

Ferd febbraio 29, 2008 alle 15:29

ma a parte le georgiche (“si parva licet componere magnis”), adesso vediamo che copertura e che prezzi propongono questi nuovi provider…

Net Flier marzo 2, 2008 alle 0:31

“8. veditu – 28 Febbraio 2008
Se la vuoi fare in tv ne ha un altro ancora. e qui scatta l’economia di scala.”
è chiaramente proporzionale il costo, ma di economico non ha niente..semmai una determinata campagna su una determinata/o rivista/rete/sito, può avere delle economie di scala (se fai tutte le uscite di una rivista..), ma di certo fare pubblicità su una rivista locale, non è paragonabile come fare una campagna su una rete televisiva di alto livello..

Nicola aprile 6, 2008 alle 11:32

Per non parlare delle SQL Injection, gravissime, come questa:
http://www.milanoexpo-2015.com/?idp='3&lin=1

Cassaundra Detz agosto 8, 2019 alle 1:46

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