L’ossessione della forma blog per le notizie

di alex il 14 gennaio 2008

Ci sono tanti siti di e-magazine che se abbandonassero la forma blog (che tanto blog non sono) e ne adottassero una alla “Punto Informatico” sarebbero molto più leggibili.
Prendete Techcrunch. Ricchissimo di notizie web 2.0, ma messe una dietro l’altra, senza ordine di importanza. E’ la presunzione del blog che vuole fare a meno dei principi di gerarchia delle notizie. Ci vedo dietro l’utopia di dare al lettore il potere di scelta della gerarchia. Ma il risultato è che le notizie oggettivamente (o quasi) più importanti, come un accordo Google-Panasonic, sono sepolte dietro le miriadi di piccoli finanziamenti venture alle start up.
Il problema è che questa utopia del blog è gestita da persone che non hanno studiato abbastanza materie umanistiche e quindi non sanno che il sapere, la storia, è sempre espressa filtrata dagli occhi di chi la guarda e la riporta. QUesta coloritura è l’inevitabile carattere dell’esistenza umana: l’uomo non può vivere le cose come una macchina, per fortuna, e quindi personalizza. Obiettività significa quindi riportare i fatti con coscienza, buonafede, facendo in modo di dare ascolto alle diverse campane, senza distorcerli. Ma senza nemmeno rinunciare a quella coloritura, che se onesta non impedisce all’utente di farsi una propria idea. Chi professa un’assenza di coloritura è in malafede e va guardato con più sospetto ancora, perché invita il lettore a spegnere il cervello e a prendere come oro colato tutto quello che legge, senza più coscienza critica.
E’ così che gli ignoranti si scagliano contro i libri di storia perché troppo di sinistra e vorrebbero testi “più obiettivi”. E’ una polemica che a volte ritorna. Aspetto con ansia il momento in cui le riviste online abbandoneranno la forma blog.

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Gaspar gennaio 14, 2008 alle 15:10

Ti sei dimenticato dell’esistenza di Google

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Carlo Odello gennaio 14, 2008 alle 18:57

Perfettamente d’accordo. Torniamo alla solita questione: l’informazione deve essere trattata come tale in ogni sua forma. Avere un blog non significa “sbatterla in pagina” in qualche modo, è necessario comuque gerarchizzare e interpretare. Sempre rendendo evidentemente molto chiare le proprie posizioni. E su questo mi permetto di sottolineare come in Italia si sia travisato il concetto di blog anche da parte dei blogger. I blogger non saranno giornalisti e i blog non saranno giornali sino a quando il 99% di loro non smetterà di pensare di essere qualcuno che fa informazione solo perché Internet gli dà la possibilità di comprare spazio.

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Smeerch gennaio 15, 2008 alle 3:54

Alex, la coloritura – come dici tu – c’è sempre, ovviamente. Io non vedo tutto questo male nella mancanza di gerarchia e strutturazione.
Mi chiedo piuttosto se il tuo punto di vista non sia falsato dal fatto che tu sia un giornalista e che – più o meno consciamente – voglia dare un senso alla lodevole professione che hai scelto.

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coseinfila gennaio 15, 2008 alle 9:35

esatto. esatto. esatto.
blog è solo una parola. ma chi pubblica informazioni deve conoscerne le priorità.

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LivePaola gennaio 16, 2008 alle 6:27

Per chi è stanco dell’iperattualità dei blog sempre a caccia dell’ultima notizia, consiglio Il Blog di Vent’Anni Fa: http://ventannifa.myblog.it/

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Mai maggio 19, 2015 alle 0:16

Everyone loves what you guys are up too. This kind
of clever work and coverage! Keep up the wonderful works guys I’ve
you guys to our blogroll.

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