Una Tv giovane

di alex il 21 settembre 2007

E così una signora di 57 anni, cioè Loretta Goggi, dà una bella strigliata a un signore di 83 anni, cioè Mike Bongiorno, sotto gli occhi del novantenne Enzo Mirigliani, storico patron della manifestazione.

Via repubblica.it

{ 5 commenti }

aghost settembre 21, 2007 alle 7:22

sanremo è lo specchio tragico del paese: ma come si fa a mettere a presentare uno di 83 anni? Se in questo paese non si è ritenuto che non ci fosse nessuno in tutta italia meglio di bongiorno, siamo senza speranze.

antonio vergara settembre 21, 2007 alle 9:24

un bell’esempio di tv gerontofila :-)

Lorenzo settembre 21, 2007 alle 10:57

Si parla di Miss Italia e non Sanremo. Ma poco cambia. Ho letto l’articolo e la cosa che mi ha stupito è il commento sull’età dei partecipanti alla querelle, cito testualmente: “E così una signora di 57 anni, cioè Loretta Goggi, dà una bella strigliata a un signore di 83 anni, cioè Mike Bongiorno, sotto gli occhi del novantenne Enzo Mirigliani, storico patron della manifestazione. Un po’ Villa Arzilla, a voler essere crudeli.” E’ vero che i due signori ultraottantenni appartengono decisamente alla terza età, ma non metterei anche la Goggi in questo gruppetti di “baldi giovani”. l’impressione che, televisivamente parlando, la terza età per una donna arrivi dopo i 40 e per gli uomini dopo i 70. Inquietante!

marco settembre 21, 2007 alle 15:27

E che ti aspettavi . Se in parlamento abbiamo delle cariatidi come Andreotti e Rita Levi Montalcino …..per non parlare del presidente del Senato … vabbe’ lasciamo perdere , meno male che esiste la morte .!!!!

Lorenzo settembre 21, 2007 alle 16:16

La domanda, però, sorge spontanea: ma sta robaccia in tv chi la guarda? Per spirito di riconoscimento ho il dubbio che siano altrettante cariatidi. Ma agli under 50 chi ci pensa? Non è che si sta creando un enorme vuoto di mercato? Cioè noi, e noi ci mettiamo ovviamente dentro al pubblico più sofisticato, che guardiamo e che consumo facciamo del medium tivvù? Ma è possibile che si sia incancrenito un format di pensiero che è congelato da 30 anni? Rivedo programmi di intrattenimento uguali a se stessi da 30 anni che ogni anno fanno meno audience, che tengono duro e non mollano pur di non presentare una teleanschauung diversa. Non è che quando ci si risveglia gli investitori pubblicitari si renderanno conto che stanno comprando solo “eyeballs” con la catarrata? Ma siamo sicuri che il business della pubblicità in Italia viaggi su valori economici reali? A questo punto la domanda è: tutto il business della tv generalista italiana è fuori dalla realtà?

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