La rete cortocircuita i sensazionalisti. How long?

di alex il 1 luglio 2007

Per una volta sottoscrivo la critica di Grillo a certi vizi del giornalismo, che però soon comuni in tutto il mondo e non solo in Italia (come lo stesso suo post fa capire)

Riporto una schifezza che riguarda la morte di Federico Aldrovandi. Pochi giorni fa sono stati rinviati a giudizio i quattro poliziotti che lo hanno fermato e massacrato. Dieci secondi di approfondimento nel telegiornale. DIECISECONDI. Nello stesso notiziario minuti e minuti dedicati al sogno infranto di Anna Falchi e di Ricucci.
I giornalisti non possono più far finta di nulla. La Rete li sputtana ogni giorno che passa. Facciano un passo avanti, perderanno forse lo stipendio, ma non più la faccia.

La bilancia tra due esigenze- rendere i lettori più consapevoli di ciò che accade e inseguire i loro (presunti?) desideri voyeuistici- tende a spostarsi su questi ultimi. E’ lo stesso fenomeno che ha fatto tramontare il ruolo educatore dalla Tv di stato e l’ha trasformata in grande imbonitrice. Nihil novum sub sole, ma visto che il problema insiste è bene ripetere e ripetersi. La rete è la soluzione, perché con la coda lunga (e media) si può permettere di riportare l’attenzione sulle cose davvero degne? Io qui mi distanzio da tutti gli apologeti di Internet e, con anni sulle spalle di filosofia demistificatrice di ogni metafisica, ribadisco che il ruolo della rete non è una cosa data per sempre ma è qualcosa per cui bisogna combattere. Il rischio che anche l’info in rete si mass medializzi e segua certe derive c’è: bisogna vigilare.

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OOpabloOO luglio 1, 2007 alle 16:19

Beh, un caso lampante lo è Studio Aperto. Non credo sia degno di essere definito telegiornale, ma piuttosto una lunga rubrica di gossip, con piccoli stralci di notizie. Il problema non credo siano i giornalisti, ma i dirigenti delle reti che, per così dire… “indicano” una via da seguire.
Se questo può andarmi anche bene in una tv privata, non lo ritengo accettabile in quella pubblica, ma sono già anni che la “trasformazione” è iniziata e allo stato attuale non vedo come poter cambiare le cose, se non spegnendo la tv.
E si badi che il diffondersi di frivolezze nei tg, oltre che a fare ascolti, serve a scopi molto meno commerciali… Mezzi di “distrazione di massa”, come dice Travaglio, questa è in larga parte l’informazione televisiva

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Fabio Metitieri luglio 1, 2007 alle 19:26

Miiii…., Longo, un talebano anche tu? La Rete, o piu’ in generale il protocollo IP, e’ uno spazio/mezzo a disposizione di chi vuole usarlo. Per cui ci potranno essere la Tv on Ip, il gossip, i contenuti colti e profondi, e quelli generati dagli utenti. Non capisco su cosa si dovrebbe vigilare.

Ciao, Fabio.

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Amanda luglio 6, 2007 alle 7:16

Il gossip ha rotto, ormai.

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