Il Giornale vs Internet, atto “ho perso il conto”

di alex il 11 gennaio 2006

Ma quale Internet e Google, meglio i libri. Leonardo Colombati si esibisce, sul Giornale di martedì, in uno di quei giochetti argomentativi che stanno (ancora, sembra) a cuore a molti giornalisti italiani: cercare di dimostrare che di quanto è pubblicato su Internet non c’è da fidarsi e che meglio usare i libri. L’autore voleva trovare un sito che gli ricordasse quali fossero i segni dello zodiaco e non trova modo migliore di scrivere in google “costellazioni”. Esce giustamente un sito che propone i nomi delle 88 costellazioni. Ma io cercavo solo le dodici costellazioni dello zodiaco! si lamenta l’autore. Allora perché non hai cercato “zodiaco”, “segni zodiacali”? Mica è colpa di Google se non si sa usare un motore di ricerca. Macché, l’autore dice che ci ha ritentato e ha scritto “12 costellazioni”. Con il dodici scritto a cifre. Nessuna sorpresa che anche questa volta i risultati non siano molto rilevanti, ma attenti ai commenti internetfobici dell’autore: il primo sito suggeritomi da google (già, ma di una ricerca sbagliata, Ndr) è stato lunario.com, dove finalmente ho trovato l’elenco che cercavo. Ma chi mi garantisce che quell’elenco è esatto? Chi si cela sotto il nome di lunariopuntocom? Un astrofisico, una maga, un burlone…[...] Se la mia fonte è un libro, posso dire di dormire sonni relativamente tranquilli: il nome e le notizie biografiche dell’autore di un testo di fisica e soprattutto l’editore che lo ha pubblicato possono offrirmi delle garanzie immensamente superiori a quelle di internet.. Rieccolo l’argomento solito: su Internet possono scrivere tutti (o quasi), sulla carta no, e questo filtro è garanzia di qualità. La forza dei soldi (dell’editore) come cifra dela qualità dei contenuti. Non mi dilungherò su quanto questo sillogismo sia sbagliato (la blogopalla ne ha parlato fino alla nausea), sul valore delle informazioni alternative presenti in Internet e sul fatto che dei libri (e dei giornali) non è detto che ci sia da fidarsi (il che, guarda caso, non è mai stato così evidente come da quando c’è Internet e ci sono i blog). Tengo solo a ricordare che non è vero che su Internet non si possa controllare e avere garanzie sull’identità di chi scrive. Selezionare le fonti, riconoscere i siti autorevoli è facile a chi usa Internet spesso (io per esempio, come voi, avrei usato Wikipedia per lo Zodiaco). Con le chiavi di ricerca giuste è difficile che escano siti talmente inaffidabili da presentare segni zodiacali sbagliati, tanto per restare nell’esempio. Si può concedere che su Internet ci siano molti più contenuti non professionali che sulla carta stampata. Ma il che non prova che siano sbagliati e che abbondino gli errori, né tantomeno che non ci siano gli strumenti per trovare garanzie e conferme. Anzi, questo controllo è possibile farlo in Internet, su temi più complessi del numero dei segni zodiacali, con facilità maggiore di quella permessa dai libri cartacei.

{ 7 commenti }

abdul gennaio 11, 2006 alle 14:26

Pienamente d’accordo, la gente che critica la Rete generalmente non sa distinguere tra tasto destro e sinistro del mouse.
Per quanto riguarda l’autorevolezza delle fonti libere (i.e. Wikipedia da te citata) si può benissimo dimostrare che un informazione erronea o falsa viene subito smentita e corretta.
Tendenzialmente in Rete si tende a puntualizzare e ad essere precisi su una qualsiasi notizia o nozione, basta osservare un qualsiasi newsgroup o blog pubblico.

catepol gennaio 11, 2006 alle 15:56

concordo anch’io. la rete e la ricerca di informazioni in rete insieme alla validazione dell’autorevolezza delle fonti per chi usa il web ad un certo livello è cosa oramai normale…un po’ d’esercizio e un po’ di pratica è il consiglio. e smettiamola di dire che tanto sul web può scrivere chiunque…che anche questo non viene poi così facile ai principianti di internet…

Faus74 gennaio 11, 2006 alle 17:25

Guarda caso quelli che criticano la rete sono gli stessi che non la sanno usare…

Bruno gennaio 11, 2006 alle 22:37

Certo che quanto a scrittura non è proprio sto gran lavoro di lima il tuo pezzo. Sicuramente, bisogna dire, quando si scrive su carta si presta maggiore attenzione ;-)

Alessandro de Lachenal gennaio 12, 2006 alle 10:44

io piuttosto sposterei il problema: già in un post precedente citavi il “Giornale” (anche se non ricordo a che proposito…), che non mi sembra un modello di giornalismo ‘avanzato’. E’ vero che l’informazione non ha bandiere e bisogna guardarsi attorno a 360 gradi, ma dicci un buon motivo x cui questo quotidiano attira la tua attenzione. In questo senso è abbastanza facile prendere di mira chi non ha pratica di internet. E’ il solito problema filosofico (noto, se non vado errato, come “difetto di secunda petri”): se uno è sciocco, è _costituzionalmente impossibile_ farglielo capire, nel senso che non ci può arrivare a capirlo ! (quindi perché insistere?lasciamoli cuocere nel loro brodo, no?). Oggi avrei preferito leggere qualcosa sul CES di Las Vegas, magari e invece. Ma sento che stai preparando qualcosa… vero?
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