La città incantata

di alex il 24 settembre 2006

La città incantata, che ho appena visto su Sky, è un film bellissimo. Non mi sorprende che abbia avuto tanto successo in patria (Giappone) e anche vinto un orso d’oro nel 2002.
E’ un romanzo di formazione con così tanti significati sottesi. Vorrei che i bambini a scuola studiassero questo, invece che il fustigante Pinocchio, parto di un’educazione costrittiva piccolo-borghese ottocentesca.
Ci sono effettivamente paralleli che vengono in mente con Pinocchio, appunto perché sempre di romanzo di formazione si tratta.
Ma la morale, la poesia è ben altra cosa, qui: si parla di altruismo, di amore, della capacità di una bambina di maturare facendo forza su se stessa. Con umiltà, contando solo sui propri buoni sentimenti, riesce a farsi amici fedeli, trovare il buono anche in creature che sembrerebbero cattive ma che sono soltanto sole e prive d’amore. E alla fine, riuscire a trovare i propri genitori, perduti per la loro ingordigia e sbadataggine, fino a diventare maiali (qui è proprio all’opposto, rispetto a Pinocchio).
Mi sono commosso più volte per la delicatezza e il candore della sceneggiatura. A un bambino può insegnare tanto. Non a ubbidire ciecamente ai propri genitori se no si diventa asini (Pinocchio), ma che i propri genitori si possono pure perdere(rsi), ma che è comunque possibile ritrovarli e che comunque sempre nel proprio cuore è possibile riconoscerli, sebbene trasformati dalla vita; che le persone cattive quasi sempre hanno bisogno di amore e gentilezza per rivelare il proprio cuore. Che non bisogna fermarsi alle apparenze e affrettare giudizi.

spir

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gparker settembre 24, 2006 alle 18:40

Mio Dio la città incantata è uno dei flim più belli, intensi e delicati che abbia mai visto. E’ pieno di sequenze dove è impossibile non piangere, anche se non so se piacerebbe ad un bambino, mi è sempre sembrato un’opera decisamente adulta che potrebbe annoiare un bambino.
E’ il primo film che vedi di Miyazaki?
Perchè il fatto di presentare personaggi che in nessun caso sono buoni o cattivi ma incorporano entrambe le forze è una cosa tipica ed è forse l’elemento più bello ed arrogante.

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Alessandro Longo settembre 24, 2006 alle 19:01

Che altro mi consigli di Miyazaki?

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dominik settembre 24, 2006 alle 19:33

il castello errante di howl è l’ultima sua produzione (è uscito nel 2005). Come impostazione è differente da la città incantata ma è altrettanto bello!

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Alessandro de Lachenal settembre 24, 2006 alle 21:44

l’ho visto all’inizio dell’estate a casa di un’amica (che però se n’era andata a letto x stanchezza) insieme a Luigi (7 anni). Non lo ha capito, in alcune scene ha avuto persino un po’ di timore (e sotto sotto anch’io, ma dovevo rincuorarlo…). No, sono d’accordo con la poesia, la bellezza ecc. di questo film, ma non scambierei tali caratteristiche (appannaggio degli adulti) con ciò che “piace” ai bambini. Altrimenti sarebbe un’altra (sovrapposizione) imposizione, solamente al contrario, cioè di segno inverso. Pedagogicamente inutile. Non sono un educatore, ma immagino che l’eta migliore x apprezzarlo cominci verso i 12-14 anni: la storia (in senso profondo) della “Città incantata” è troppo densa di riferimenti per essere intesa prima di quell’età. Almeno, IMHO.

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Niccolò settembre 24, 2006 alle 21:56

Alex, del Maestro Miyazaki ti consiglio vivamente “Principessa Mononoke” e “Porco Rosso”

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Davz settembre 25, 2006 alle 0:55

Alessandro, a me sono piaciuti tantissimo Laputa, Nausica della Valle del Vento, Poro Poro… e a dire la verità anche tutti gli altri (anche i meno conosciuti, alcuni di più, altri un po’ meno). Se ti va e se la ritrovo ti mando una relazione su La città Incantata che avevo scritto per un esame di Cinema d’Animazione..

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zoro95 giugno 2, 2013 alle 18:41

mi scuso davz vorrei portare la città incantata al esame mi potresti mandarmi la relazione a cristianosottile@tiscali.it grazie in anticipo

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Davz settembre 25, 2006 alle 1:26

aaaaa come ho fatto a dimenticare Totoro?? :)

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Alessandro Longo settembre 25, 2006 alle 1:42

Fare un bel pacchetto di Dvd con la filmografia e inviarla all’indirizzo scritto nei contatti, per Natale?:)))
Sono sfacciato

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Alessandro de Lachenal settembre 25, 2006 alle 1:54

PS: non c’entra niente ma faccio prima così – segnalo *per la persona che ti ha disegnato il blog* questo indirizzo: http://samovar.blogosfere.it/, titolo: “Sorsi di cultura russa”
CIAO

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Davz settembre 25, 2006 alle 2:15

Per Alessandro de Lachenal, in parte sono d’accordo (il senso profondo dell’opera può essere compreso o per lo meno analizzato nelle sue molteplici sfaccettature, solo da un adulto. Secondo me però ci sono altri aspetti da considerare, fra i quali:

- gli spunti culturali che i nostri bambini sentono sono differenti rispetto a quelli dei bambini giapponesi. Ciò che si conosce dalle leggende popolari, dal “sentito dire”, dal proprio ambiente (ad esempio i riferimenti ai numerosi spiriti e dei che esistono nella tradizione giapponese e che sono riconoscibili nel film mentre vanno a riposarsi alle terme).

- non è necessariamente obbligato recepire un messaggio o una morale, spesso ciò che rimane impresso sono solo alcuni spunti, colori, ambienti, alcune reazioni dei protagonisti.

- il target dell’opera di Miyazaki (leggendo da alcune interviste) era costituito proprio da bambine di 10-12 anni d’età. Il nodo centrale è una bambina (bambino) che, volente o nolente, deve fare qualcosa che non è stato abituato a fare fino ad allora, e senza necessariamente ricevere aiuti. Intono a quell’età cominciano ad esserci le prime responsabilità (che i bambini sentono molto di più di come un adulto potrebbe pensare), i primi lavoretti, e si deve sempre ricordare che si è nell’ottica della società giapponese.

Un libro da cui si è ispirato in parte l’autore è “Un villaggio misterioso dietro la nebbia” di Sachico Kashiwaba (si trova anche da noi). Ma ripeto, non è automatico che un bambino pensi direttamente a messaggi precisi come “lavoro” o “responsabilità”. Può anche semplicemtne apprezzare Sen che si riempie di fango nel tentativo di ripulire lo spirito del fiume, gioire con lei quando alla fine vi riesce e riconoscersi in qualche comportamento di Chihiro senza che ciò debba per forza succedergli consciamente…

- Infine qualsiasi cosa ( un libro di una fiaba, un film, un concetto) viene sempre apprezzata da un bambino quando c’è qualcuno accanto che è in grado di aiutarlo a comprendere; il bambino, secondo me, deve essere lasciato libero di interpretare, ma per fare ciò bisogna fornigli gli strumenti! :)

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l0ne settembre 25, 2006 alle 10:55

Ha vinto anche un Oscar, se proprio vogliamo mettercelo dentro. Anche se la premiazione è stata in chiave piuttosto bassa.

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Alessandro de Lachenal settembre 25, 2006 alle 21:31

per Davz (25 sett)
grazie della lunga risposta, che contiene utili precisazioni, però non credo cambi molto quello che avevo scritto: certo, lasciamo libertà di interpretazione con un supporto discreto (non invadente), ma occorre tenere conto (forse lo dico + a me stesso…) che le modalità espressive e comunicative di un bambino/ragazzo possono essere abbastanza involute, o manifestarsi anche parecchio tempo dopo. L’importante è fornire gli stimoli; ma in fondo riferivo un’esperienza personale, e mio figlio ha soltanto 7 anni e mezzo.
Già che ci sono anch’io vorrei essere sfacciato: se la ritrovi, mandi anche a me (a.delachenal@gmail.com) la relazione che avevi scritto sul film per il corso di animazione?
Grazie

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Davz settembre 25, 2006 alle 23:44

spedita :)

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gparker settembre 26, 2006 alle 18:10

Ti avviso che non c’è nulla che arrivi ai livelli di La Città Incantata, ma sono molto belli Porco Rosso e La Principessa Mononoke, come dice giustamente Niccolò, in più te ne segnalo uno un po’ più particolare Il Mio Vicino Totoro, particolare perchè nonostante le variazioni fantastiche tipiche dell’animazione ha una trama ed alcuni personaggi che sono tipici più dei film drammatici che dei cartoni.

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Calcifer novembre 14, 2006 alle 11:10

per davz, la relazione era per l’esame d’animazione a Torino? perkè ank’io stavo scrivendone una e mi sono imbattuto in questo blog mentre cercavo info. Il titola della mia sarà “l’universo femminile in Miyazaki” ma sarei curioso di leggere quella tua su Chihiro. se ti va mandamela su oppappajo@gmail.it e appena conclusa se sarai interessato ti recapiterò la mia.
cià ragazzi.

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sono io giugno 26, 2007 alle 13:13

io ho visto per ora, la città incantata ed il castello errante di howl, sono tutti e due stupendi, anche se preferisco il primo, in precedenza citato…La città incantata, mi ha dato ispirazion, per fare un libro ambientato in giappone, cmq che mi consigliate, oltre a questi 2?? ma c’è il libro di uno di questi 2?????

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sono io giugno 26, 2007 alle 13:16

io sono un ragazzino, ma io ho capito il senso del lavoro, e dell’enorme sforzo, che deve affrontare Sen, e poi, cmq, l’impegno che ci mette…

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machi ottobre 10, 2007 alle 16:41

la città incantata è uno dei miei film preferitie adoro il suo regista Hayao Miyazaki…tanto che ho incentrato la mia tesi di laurea proprio su di lui….Una cosa che penso e reputo importante è che un film come la cttà incantata non è solo un film che insegna ai bambni…ma è sorattutto un flm che insegna agli adulti a non perdersi nella dissolutezza del mondo materiale ed effimero…a conoscere meglio ciò che li circonda e a pensare sulla loro condizione attuale che li porta ad essere salvati dai loro bambini…

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francesca luglio 31, 2008 alle 0:34

la città incantata è un cartone stupendo e pieno d’insegnamento per gli adulti e per i bambini,ma amo anche il maestro Hayao Myazaki.
Mia mamma da piccola mi comprò quel dvd e io me ne innamorai immediatamante,noto che sia triste il pezzo dove Chihro è sul treno.
Non farei vedere a un bambino troppo piccolo il cartone Una tomba per le lucciole,è troppo impressionante e muore troppa gente…

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1 luglio 25, 2009 alle 15:01

chiro i genitori

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Anonimo dicembre 4, 2011 alle 12:06

HA me mie piaòuto cuel cartone perche’ e stato creato in giappone e il cartone
estato finito al 2003 e stata la fantasia a far cuesto cartone e e’ fantastico
un bacio ANNA

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