Tutto lo spam del mondo per qualche fesso

di alex il 16 agosto 2006

Leggo nell’articolo di eMarketer di oggi qualche dato interessante: sono 800 mila le famiglie americane che hanno comprato prodotti tramite e-mail di spam; il tasso di successo di questa pubblicità è pari allo 0,05 per cento. Il problema è che è abbastanza: poiché uno spammer bene organizzato riesce a inviare 70 milioni di e-mail al giorno, sono pari a 36 mila vendite al giorno. Mi sento di fare due considerazioni
1)Ci libereremo dello spam solo quando troveranno un modo alternativo che a parità di costo sarà più efficace. E meno invasivo. Le keyword advertising, le pubblicità web 2.0 nei social network? Il punto è che 0,05 per cento è una quota di crietini abbastanza fisiologica e irridemibile

2)Giorni fa si discuteva, anche su Mantellini, di come la pubblicità offline fosse caratterizzata, spesso, dall’arroganza e dall’imposizione sul pubblico. Lo spam e, in passato, i pop-up, ci ricordano che quel modello e quella filosofia hanno fatto strada anche online e sono ancora lungi dall’essere divelti, nonostanze le tante chiacchiere sul potere del web 2.0

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Pier Luigi Tolardo agosto 18, 2006 alle 8:57

Ogni giorno nella cassetta esterna al mio condominio(generale e apposta per questo tipo di pubblicità generalizzata) vengono rovesciati diversi pacchi di brochure giganti di Gs, Carrefour, Coop, Euronics, sedi locali ovviamente, con le promozioni e le offerte speciali della settimana e del mese, offerte questo da diversi anni, forse 4-5, è difficile che queste catene della grande distribuzione in forte attivo buttino via i loro soldi che oltretutto non troppi.
Mia madre e gli inquilini comunque leggono questa roba, non sempre e pur sapendo che, spesso, queste offerte sono solo specchietto per allodole, essendo prodotti spesso esauriti in breve tempo.
La caratteristica di questo spamming “porta a porta” è che è molto mirato: supermercati della zona e in forte concorrenza.
Ecco, era per dire, che certe forme di spamming in Rete saranno sempre più convenienti in propozione alla diffusione del web anche in Italia e alla possibilità di circoscrivere il target.

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ottofit settembre 1, 2006 alle 12:19

E’ il modello economico (70 milioni di messaggi a costo prossimo allo zero) della comunicazione via rete a rendere economicamente vantaggioso lo spam (e il p2p). Se la tariffazione fosse a dati trasferiti cosa succederebbe? Credo che non si possa prescindere da questo dato di fatto.

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