La pubblicità che grida non ha capito niente

di alex il 8 agosto 2006

Da Repubblica.it

Da Gentiloni bacchettate alle tv
“Basta con gli spot ad alto volume”
Secondo una ricerca dell’Iscom, l’83% degli spot ha un volume più alto del 51% rispetto ai programmi. Il ministro delle Comunicazioni: “E’ mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori. Un comportamento illecito e prepotente”

Questo della pubblicità che grida è un retaggio di un passato, di un modo paternalistico di fare marketing, dove gli spettatori sono accomunati a bambini deficienti che se non li (s)gridi non capiscono. Credo che tra la gente stia crescendo una consapevolezza, anche grazie a Internet, cioè che questo modo di fare pubblicità è un insulto alla loro intelligenza. Su Nova24 che uscirà giovedì scrivo come le reti sociali del Web (MySpace e altri), secondo eMarketing, stanno ridisegnando il modo di fare pubblicità, su Internet e anche su altri canali, più tradizionali. E’ il web 2.0 che sta educando la gente a rifuggire da chi grida. E chissà se la cosa non avrà anche un impatto sulla politica, oltre che sul marketing.
Certo, lo so bene che il web 2.0 non è la causa principale e che è parte di un fenomeno, che spinge verso mezzi di comunicazioni più sofisticati, dove l’utente non è il destinatario di un messaggio ma è reso parte, più o meno forzosamente, del messaggio stesso. Ora, il broadcasted marketing esisterà sempre, ma la gente sta diventando più allergica a certe superficialità e quindi forse i toni cambieranno. Negli Stati Uniti la Tv continua a perdere audience e pubblicità; secondo Forrester è segno di un nuovo modo di approcciare la Tv, più intelligente e multitasking, multicanale, interattivo (grazie al Tivo, che qui forse non arriverà mai e se arriverà le major riusciranno a bloccare la funzione “skip ads”).

Tutto questo significa che sta crescendo il senso critico della gente comune? Vorrei tanto crederlo.

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Federico Fasce agosto 8, 2006 alle 17:53

Io credo che piuttosto dovrà crescere il senso critico della gente. Almeno di quella che vuole rimanere nella cerchia di coloro i quali sono alfabetizzati. Il senso critico è fondamentale, in un mondo di informazione più o meno partecipata, per distinguere il grano dal loglio.

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Niccolò agosto 8, 2006 alle 21:33

lo spero davvero che cresca il senso critico della gente, sarebbe l’ora… certo, crescerebbe meglio se non fosse anestetizzato dalla tv idiota.

intanto sono contento se diminuisce il volume degli spot: mi sono rotto di prendere il telecomando per abbassarlo ad ogni interruzione pubblicitaria (troppe, troppe, troppe) e rialzarlo quando ricomincia il film.

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