Bambino morto e folle giornalismo

di alex il 14 maggio 2006

Per quel che conta e a chi interessa quello che penso, dico che io sono d’accordo in pieno con il Cdr del Gazzettino.

“I giornalisti del Gazzettino – si legge in una nota firmata dal Comitato di Redazione del giornale – raccogliendo anche l’indignazione dei lettori, si dissociano totalmente dalla decisione del direttore Luigi Bacialli e del vicedirettore Vittorio Pierobon di pubblicare sul Gazzettino la fotografia del corpicino di un bambino morto nel grembo della madre assassinata. Una foto choc, inguardabile proprio per quello che rappresenta. ‘Vergognatevi, avete toccato il fondo’, ha scritto una lettrice, e ci limitiamo a raccogliere, condividendola, una delle molte proteste arrivateci oggi in redazione. A quale esigenza di informazione risponde la pubblicazione della foto di un bimbo mai nato? Forse perché lo ho chiesto la famiglia, come si legge nell’articolo di prima pagina? E allora è soltanto una bassa speculazione sul dolore umano, altro che diritto di cronaca. Si legge addirittura, rivolgendosi ai lettori, di ‘massimo rispetto della sensibilità di tutti’. Ogni commento in merito è superfluo. Non ravvediamo alcuna motivazione giornalistica nella pubblicazione, gratuita e offensiva, di tale foto. Come gratuiti sono anche una serie di giudizi sulla sfortunata ragazza che ci è toccato leggere in questi giorni in merito a tale vicenda. I giornalisti del Gazzettino non condividono e non si riconoscono in tale operazione mediatica, che nulla ha a che vedere con il diritto-dovere di informare i lettori e che lede nel profondo la sensibilità di un’intera comunità”

{ 12 commenti }

Carlo Felice maggio 14, 2006 alle 1:27

A me interessa molto, visto che sono un giornalista del Gazzettino e membro del Comitato di redazione.
Grazie :-)

alex maggio 14, 2006 alle 20:32

Massì, la sola via per discernere tra giusto e sbagliato è chiedersi: aggiunge qualcosa all’informazione, alla comprensione dell’evento, quella foto? Se la risposta è no, come credo, allora a che pro? Per fare scandalo e quindi pubblicità?

Carlo Felice maggio 14, 2006 alle 23:10

Hai perfettamente ragione ed è per questo che, come Comitato di redazione del Gazzettino, abbiamo preso una posizione forte – che tu hai cortesemente pubblicato – contro la decisione di pubblicare quella foto.

Pier Luigi Tolardo maggio 15, 2006 alle 0:44

Non si può giudicare la scelta della famiglia sconvolta dal dolore ma condannare la scelta dell’editore di fare di tutto per vendere più copie è il minimo che si possa fare.

Matteo maggio 15, 2006 alle 11:08

Se non ho capito male, il motivo della famiglia era quello di far “capire” che si è trattato di un duplice omicidio, e non di un solo unico omicidio come la legge “impone”.
Un conto è parlare di feto un conto è vedere quella foto. Era un essere umano e la foto sottolinea ancora di più questo concetto…

Non sono tanto d’accordo sulla pubblicazione della foto, ma non sono neanche eccessivamente scandalizzato. Un motivo di fondo c’era (per di più c’era la richiesta della famiglia), non mi sembra sia stata solo un’operazione scandalistica/pubblicitaria…

Dragonfly maggio 15, 2006 alle 14:35

la penso come Matteo…

Carlo Felice maggio 17, 2006 alle 10:36

Chiedo scusa per l’invasione dei commenti, ma come parte in causa volevo dare un’ultima spiegazione.
Non voglio entrare nel merito di una possibile questione “scandalistico-pubblicitaria”, voglio entrare soltanto nel merito dell’opportunità della pubblicazione della foto: ebbene, la pubblicazione di quella foto viola a mio parere i codici deontologici che si sono dati i giornalisti. Ma, se questo non dovesse bastare, aggiungo che c’erano altri modi di fare quella che viene presentata come una battaglia civile per il riconoscimento dei diritti di un feto di otto mesi e mezzo: uno di questi è la pubblicazione di un’ecografia di un embrione vivo. Forse il risultato sarebbe stato ancora più eclatante.

eleonora nalesso ottobre 29, 2006 alle 18:08

credo che pubblicare la foto del piccolo hevan sia stato un bel gesto per far capire alla gente cosa ha tolto quell’uomo con quel gesto atroce.far vedere il piccolo hevan sul giornale non è stato sbagliato perche tutti devono vedere l’angelo che non ha potuto vivere.togliere la vita non è un diritto che haa la gente ma che ha solo dio e nessuno si deve permettere di farlo.la persone non sono dio,la giustizia non è dio è soltanto la prima punizione per il colpevole,il mostro per poi trovarsi ad essere punito seriamente da dio che lo giudicherà.e qndo lo giudichera l’unico posto in cui lo collochera è l’inferno perche la gente cosi solo l’inferno si meritano.perche i problemi si risolvono parlando e non ammazzando,è troppo facile porsi dietro la violenza,è da codardi e non da persone umane.se tutti cominciassero a parlarsi forse molti problemi nel mondo si risolverebbero.ma nessuno è cosi intelligente da farlo.lascio questo commento sperando che la gente rifletta.e lasciate vedere chi ha ucciso quell’uomo,lasciate che la gente veda hevan,almeno capira che non si dovrebbe ricorrere alla violenza.

ale aprile 19, 2007 alle 15:11

mi dispiace non anno rispetto di nessuno!!!

snygga skjortor herr novembre 15, 2016 alle 23:29

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Franklyn novembre 29, 2016 alle 19:08

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