Una politica staccata dal Paese

di alex il 8 aprile 2006

Ho molto apprezzato il post di Sergio

Stiamo regredendo come popolo, abbiamo ceduto a lungo a chi ci mostrava la via più facile (e certo Silvio Berlusconi è una figura chiave in questo processo, benché non sia il solo responsabile). Siamo assuefatti perché abbiamo assunto la remissività a piccole dosi giorno dopo giorno per anni. Non dal 2001 o né dal 1994, ma molto prima. Ogni giorno accettiamo che il mondo vada impercettibilmente peggio con la complicità delle nostre scelte, osiamo sempre meno e ci accontentiamo sempre di più: sul momento non te ne rendi conto, ma se ti volti indietro ti accorgi che a forza di sfiorare i paletti li abbiamo spostati ben oltre ciò che solo un decennio fa avremmo ritenuto tollerabile. Il risultato è che la popolazione italiana è immune all’indignazione, ha fatto gli anticorpi all’orgoglio.

Verissimo, ma c’è chi si indigna. Però siamo troppo pochi a farlo. La massa lo accetta come normale. Al Sud più che al Nord. Un esempio banale. Una donna del Nord Italia si è trasferita qui. Faceva l’infermiera prima, la fa ora. Si lamentava perché qui le cose erano incredibili, la cura medica era fatta alla meno peggio, senza ordine, razionalità; ci si permette sciatterie e leggerezze indicibili nella gestione ospedaliera. Uno di qui le ha risposto: “cosa vuole, così vanno le cose al Sud, che si può fare”. Ecco. E’ questo atteggiamento che ci sta portando alla deriva. Senza più nemmeno l’orgoglio che ci faccia alzare la testa, caduti, riversi, battuti, come potremmo tirarci su?

Un’aggiunta. In questo atteggiamento riconosco il semne di un’italianità che viene da lontano. Ai tempi delle dominazioni si diceva “Francia o Spagna purché si magna”. Secoli di poteri altrui pesano sul cuore degli italiani, ci portano a perdere fiducia nelle nostre capacità autonome come popolo, ci si arrende nei confronti dell’idea che il potere sia ladro e si cerca di convivere con esso. E chi va al potere fa di tutto per confermare questa idea. Lo si vede come normale. Anche nei Paesi del Nord c’è la corruzione politica. Ma ci si vergogna se si viene scoperti. Qui non ci si indigna più di tanto; i ladri al potere sono “furbi”. Non dico niente di nuovo, ma mi premeva sottolineare come sia una cosa che viene dal nostro passato di popolo dominato. Ma è un passato da cui ora sarebbe tempo di emanciparsi.

Nota
Non sono uno storico, ma alll’Università ho fatto tre esami di storia; mi sembra un’analisi condivisa da molti.

{ 4 commenti }

Alberto aprile 8, 2006 alle 12:47

Grandissimo messaggio. Sei riuscito a rispecchiare in parole ciò che penso dell’Italia.

Alessandro de Lachenal aprile 9, 2006 alle 1:35

anche se può sembrare un suggerimento eccentrico rispetto al punto di partenza (e di osservazione/giudizio) tuo e di Sergio, consiglio di dare un’occhiata a http://www.golemindispensabile.it/default3.asp (mi riferisco al numero 2, marzo 2006)
CIAO e… buon weekend (di votazioni)!

ANtO settembre 23, 2007 alle 19:19

Ciao, concordo pienamente con ciò che hai scritto :-)

Disney settembre 23, 2011 alle 23:12

Kick the tires and light the fires, polbrem officially solved!

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