Amministrazione digitale? La vedo dura

di alex il 2 Gennaio 2006

Il primo gennaio scattano alcune regole che portano l’amministratore pubblica italiana verso le gloriose sorti progressive del digitale.
Il problema più grave da affrontare, dicono gli esperti, non saranno tanto i fondi necessari per la migrazione della PA quanto la difficoltà a cambiare le abitudini e aggiornare la cultura informatica di chi ci lavora.
Sinceramente la vedo dura, almeno finché il grosso degli attuali dipendneti comunali non andrà in pensione. La mia esperienza è che l’addetto comunale medio, almeno qui al Sud, è di un’ignoranza abissale; altro che computer: a malapena hanno conoscenze da licenza media. Tanto, com’è noto, si entra per raccomandazione. Un esempio. Bisognava fare la carta d’identità a una cittadina russa che risiede in Italia. La emette il comune di Taranto. Alla voce cittadinanza, scrive: sovietica. A 13 anni circa dal crollo del regime. Database poco aggiornati? Hanno dimenticato di scaricare le ultime patch, a quanto pare. Possibile che nessun addetto che abbia letto la carta emessa si sia reso conto dell’assurdità? Ma non è finita qui, ignorantia vincit omnia: si cerca a fatica di spiegare l’errore all’addetta (una cinquantenne) che ha consegnato la carta. <<"Ma allora è sbagliato, "sovietica"?>>. Altro che patch: questi si sono chiusi in una caverna negli ultimi 13 anni. Dicono che correggeranno con la dicitura esatta, ossia “cittadinanza russa”. Arriva la nuova carta: ora c’è scritto “cittadinanza russa (USR)”. Non chiedetemi che cosa voglia dire quella sigla, ma sospetto che i soviet usciti dalla porta siano rientrati dalla finestra.
Amministrazione al computer? La vedo dura, la vedo dura…

{ 6 commenti }

Alessandro de Lachenal Gennaio 2, 2006 alle 23:57

ma no, caro alessandro, è che l’addetto comunale medio fa parte dello zoccolo duro, i “duri e puri” di Bertinotti, anzi, che dico, di Cossutta! Nel senso che si rifiutano di ammettere che il paese del socialismo reale si sia dissolto come neve al sole e che questo significhi il trionfo del capitalismo, ossia che (come ha scritto un noto storico) “the west is the best”. Ah, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, questi ultra-idealisti, che non si fanno smuovere nemmeno dalle cannonate della Storia; la loro ricompensa è certa: andranno tutti in paradiso! Magari ci andassero presto, così lasciano il posto ai + giovani…? ;-))

Alessandro de Lachenal Gennaio 3, 2006 alle 0:28

ah, e ho appena letto questo intervento di Luisa Carrada (è grave se non sai chi è…) proprio su tali tematiche, che la fa meno pessimistica di te — anche se lei vede la cosa, ovviamente, dal versante ‘accademico’, non da quello di Yula…
Dimenticavo il permalink: http://mestierediscrivere.splinder.com/1132157501#6310776
CIAO

Smeerch Gennaio 3, 2006 alle 8:39

Post davvero brillante.

Smeerch Gennaio 3, 2006 alle 8:41

Piccolo hint per il blog. > Nel menù, sotto la categoria “Archive” ci starebbe bene un bel link “home” che riporti l’utente alla homepage. Altrimenti come fa un utente a tornare alla homepage? Nemmeno cliccando sul logo del blog si riesce a tornare alla homepage. (Il logo non è cliccabile).

alex Gennaio 3, 2006 alle 16:01

La conosco, de lachenal di poca fede! Ci siamo anche scambiati qualche mail tempo fa.

Galleon Resale Resort Share Time Ottobre 10, 2006 alle 15:46

Good observation, your ideas are right on.

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