Dal piano triennale al Paese digitale: il grande salto

di alex il 3 luglio 2017

La sensazione è quella di trovarsi davanti al grande salto. Dobbiamo saltare, questo è certo, perché dietro di noi avanzano le fiamme. Che si chiamano perdita di produttività Paese, declino nella competitività mondiale. Dobbiamo saltare, anche se c’è un burrone tra noi e il mondo digitale che abbiamo di fronte. E le gambe sono fiacche, abbiamo appena indossato un abbigliamento (forse) adatto all’impresa, e abbiamo pochissimo tempo per allenarci. Eppure, bisogna saltare. Tra le mani, il manualetto di istruzioni per almeno provarci, a fare questo salto della vita: il (primo) piano triennale 2017-2019 della spesa pubblica informatica. Pubblicato ieri, com’è noto, con firma del premier Gentiloni.

Quante aspettative, riposte in questo piano. L’abbiamo atteso per un anno buono. Adesso è arrivato e già appare evidente che è solo un punto di inizio. Che la sfida davanti a noi richiede altri strumenti. Un altro piano, probabilmente, più dettagliato e a un livello ancora più pratico (“basso”), laddove questo piano triennale si può considerare solo il primo passo attuativo del Crescita Digitale del 2015 (che a sua volta era un passo avanti rispetto all’Agenda Digitale di Monti del 2012).

Se leggiamo gli articoli dei tanti esperti ospitati nel nostro speciale sul piano, possiamo percepire qui e lì qualche nota di attenzione. Molti riconoscono che la sfida è complicata; del resto il piano è arrivato un anno dopo il previsto e ha target già nel 2017; del resto, perché si realizzi quella grande trasformazione Paese, deve avvenire proprio quella cosa che di solito in Italia non riusciamo a fare bene (negli ultimi decenni, in molti ambiti, mica solo nel digitale): uno sforzo congiunto di sistema. Tutti a remare in modo coordinato nella stessa direzione. E tutto questo bisogna farlo con una governance ancora incerta e modalità che sono ancora tutte da costruire – appena abbozzate nel piano, ecco perché già si comincia a parlare, in incontri con gli stakeholder, di un prossimo piano attuativo del piano triennale. Il piano del piano del piano (che era il Crescita). E chissà quando i cittadini vedranno i primi effetti tangibili di tutto questo “pianificare”. Certo non li hanno visti con Spid o con PagoPa.

 

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