Perché non ha senso chiedere a un freelance “quando esce il pezzo”

di alex il 9 febbraio 2014

Scrivo questo come se fosse un post it: lo linkerò a chiunque mi faccia la domanda, e sono tanti, tra aziende e uffici stampa.

 

a)Un collaboratore sa quando esce il proprio pezzo una volta che è uscito. Le redazioni non lo dicono e il rinvio è sempre dietro l’angolo.

b)Allora forse, penserete, il collaboratore potrebbe dirvi almeno quando è probabile l’uscita. Anche questa informazione non sempre è disponibile (a parte che non so quanto sia utile). Ipotizziamo però un caso ideale in cui io so che la redazione prevede, in teoria, quell’articolo per il venerdì o la domenica successiva. Poi non esce. Allora chi mi ha fatto la domanda mi chiederà quando uscirà di nuovo. E così via discorrendo, di rinvio in rinvio (cosa che può avvenire per settimane o mesi). Insomma mi dovrò occupare di seguire le sorti di un articolo dopo averlo finito, scritto dieci o venti “articoli fa”. Non è il mio lavoro rendere conto alle pr di questi aspetti. Occupa tempo e io devo utilizzarlo per scrivere articoli, cosa per cui si viene pagati (sempre meno).

c)Un collaboratore che lo fa di mestiere deve scrivere almeno due articoli al giorno. Se dovesse occuparsi di rendere conto delle uscite per tutti questi, dovrebbe assumere una segretaria.

d)Se volete sapere quando esce un articolo, chiamate la redazione il giorno prima dell’uscita di quella rivista/giornale. Sono loro che possono darvi l’informazione. Ma probabilmente non saranno felici della vostra telefonata, perché sono pagati per fare un giornale non per dare conto alle aziende sull’uscita degli articoli che le citano.

e)Io capisco: volete sapere quando il vostro nome sarà sulla carta (ve ne frega un po’ meno dell’online) o il vostro cliente vi stressa per saperlo. Allora rileggete o linkate questo post. Vi assicuro che rappresenta la realtà delle redazioni.

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{ 2 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

pippo marzo 8, 2014 alle 14:50

anche tu sei un collaboratore di edizioni master eh?

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nicoletta ni.cosrl maggio 2, 2014 alle 15:24

Caro Alex, è vero, i collaboratori non sanno mai quando esce il pezzo..e non possono passare il tempo a “stressarsi” per farlo sapere a noi uffici stampa…

La mia agenzia si occupa sia di personaggi che di aziende e trovo che la tua esposizione descriva bene la qualità del lavoro di molti collaboratori…
Aggiungo che, in caso di un errore palese nel vostro pezzo, questo atteggiamento non dà alcuna garanzia di “servizio” …perchè x tutelare il nostro cliente dovremmo comunque rivolgerci al caposervizio…
la conclusione del ragionamento è: perchè rivolgersi a un collaboratore?? meglio lavorare e cercare un contatto con il redattore capo..
solo un’ultima cosa: per diventare grandi bisogna assumersi la responsabilità di quello che si fa..e non è detto che per forza nella vita si debba diventare giornalisti…perchè la descrizione del tuo “modus operandi” sembra più quella di uno che ambisce a una bella posizione di impiegato statale..

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