Ecco i primi punti dell’agenda digitale italiana

di alex il 11 marzo 2012

I ministeri coinvolti hanno firmato il primo marzo un documento con i primi punti d’azione, per l’agenda digitale, e la roadmap da seguire. Di seguito il tutto:

 

Asse Infrastrutture e Sicurezza

Per banda larga e larghissima il governo ambisce a raggiungere gli (ambiziosi) obiettivi indicati dall’Unione Europea. E cioè copertura banda larga di base a tutti gli italiani entro il 2013; ma anche banda larghissima entro il 2020 (a tutta la popolazione i 30 megabit e al 50 per cento i 100 megabit). Lo Stato costruirà anche datacenter per dare servizi cloud computing alla pubblica amministrazione, per risparmiare e a migliorarne l’efficienza. Per queste infrastrutture al momento lo Stato ha trovato soldi solo per il Sud (1,2 miliardi per la banda larga/larghissima e 300 milioni per i datacenter), che vengono da fondi europei inutilizzati dalle Regioni. «Stiamo facendo la stessa ricognizione di fondi per il Centro-Nord. Da qui al 2014 arriveranno inoltre 9,2 miliardi di euro dall’UE», fanno sapere da Sviluppo Economico. Solo per completare la banda larga base, mancano all’appello 400 milioni di euro per il centronord. In quest’ambito il governo lavora anche a misure per potenziare la sicurezza delle reti, nei pagamenti e nell’identità digitale. Obiettivo è creare un Cert italiano (Computer emergency response team).

 

Asse e-Commerce

Si pensa a defiscalizzare l’e-commerce per incentivare la domanda e l’offerta. Tra l’altro, equiparando l’Iva degli e-book a quella (ridotta) dei libri fisici. Il governo lavora anche an un modello di contratto unico per i diritti degli utenti e-commerce, a interventi sulla logistica. Siamo ultimi in Europa per quota di aziende che vendono online. Il governo intende rimediare facendo linee guida per le aziende, formazione del personale e favorendo i consorzi tra pmi. Vuole incentivare la moneta elettronica (anche contro l’evasione) e pensa di incentivare i negozi che si dotano di Pos. Ci si occuperà anche di editoria elettronica e copyright e l’orientamento sarebbe di privilegiare forme di protezioni flessibili (Drm), invece di fare una guerra dura alla pirateria.

 

Asse eGovernment e Open Data

Il focus sarà permettere al cittadino di fare tutto con la PA via internet; anche i pagamenti (che ora sono il nostro tallone d’Achille). Stabilirà standard e obblighi di open data per la PA (che dovrà quindi pubblicare i dati che la riguardano e quelli che possiede). Già il decreto Semplificazioni (che sta per terminare l’iter parlamentare) fissa alcuni punti entro il 2012, come la possibilità di pagare bollo e multe via internet. Promuovere telelavoro per disabili e incentivare l’uso del digitale da parte delle donne per ridurre il gender gap.

 

Asse Ricerca e Innovazione

Il governo stabilirà una prima strategia unica nazionale per la ricerca e l’innovazione. E quindi: armonizzerà le regole dei bandi pubblici in materia, si farà aggregatore di cordate che partecipano a bandi europei (ora poco sfruttati dall’Italia), si occuperà di garanzia al credito, finanza di progetto e credito agevolato per investimenti privati in ricerca e innovazione.

 

Asse Alfabetizzazione informatica

Italia maglia nera per quota di persone che non hanno mai navigato in internet (40 per cento). Il governo promuoverà quindi corsi e campagne di alfabetizzazione (sui canali Rai, tra l’altro), porterà la didattica online, migliorerà l’usabilità dei servizi eGovernment, inserirà l’informatica nei programmi di formazione continua di tutte le professioni.

 

Asse Smart Communities

Rendere le città più efficienti e migliorare la vita dei cittadini grazie al digitale. Le azioni saranno per promuovere le smart grid (reti energetiche distribuite e intelligenti), il telecontrollo del territorio e nuovi servizi per gestire il traffico, l’illuminazione pubblica in modo più economico ed efficiente. In quest’ambito ci si occuperà anche di reti per l’eHealth (sistemi di sanità a distanza).

 

Frequenze e start-up

Anche se fanno parte del tema dell’agenda digitale, il governo se ne occuperà al di fuori di questi sei assi. I dettagli sono ancora da stabilire.

 

La roadmap

Entro la prima settimana di aprile la cabina deve terminare l’analisi del contesto di riferimento. Quali azioni dell’agenda digitale europea recepire e come. Identificare i principali ostacoli e a quali investimenti fare affidamento. Entro prima settimana di maggio deve aver censito tutte le attività in corso e stilato nuovi progetti operativi. Entro prima settimana di giugno curato azioni normative e stimato impatto. Entro il 30 giugno arrivare al decreto

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