I lettori cambiano, i giornali poco

di alex il 5 luglio 2011

Ho appena finito di leggere Cambiare Pagina di Luca De Biase e vedo ora l’articolo di Maistrello sul lettore che sta diventando. L’articolo mi suona ora come una conferma della tesi del libro. Per dirla in modo brutale, i lettori si sono stancati di essere presi in giro. La strategia del gridato, delle notizie deformate, orientate da interessi politici o dalla filosofia dello spettacolo, mostra la corda.

E’ insostenibile nel lungo periodo: e lo stiamo vedendo già adesso. I professionisti dell’informazione sono chiamati alla sfida di smettere di gridare, di non giocare più con queste regole, anche rischiando nel breve periodo di essere ascoltati di meno. Visto che quasi tutti gridano. Ma è una strategia insostenibile come quella che prosciuga il pianeta delle risorse per creare subito crescita economica.A chi, disilluso, ha smesso di informarsi perché non si riflette più nei giornali (online o offline), magari può sfuggire il punto. Ma ne va della democrazia se si indebolisce il ruolo di contro-potere dei media. Per capirci di più, rimando al testo di Luca, che considero fondamentale per orientarsi in questo difficile momento di passaggio.

 

 

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Riccardo Campaci luglio 5, 2011 alle 16:36

La tematica è interessante, ma io sono abbastanza pessimista. Il sensazionalismo non morirà mai e mangerà sempre la fetta di torta più grande proprio perché la “massa” tende ad ascoltare maggiormente le urla piuttosto che le analisi ragionate.
Basti pensare al successo di programmi tv come Quarto Grado e via dicendo. Il sensazionalismo esca sempre dalla porta per rientrare continuamente dalla finestra, o dalla cantina, o dalla soffitta.
Alcuni lettori cambiano, ma non abbastanza.

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