Agcom/Pirateria, confermato 6 luglio

di alex il 30 giugno 2011

Parola di Calabrò…che rassicura, non ci sarà censura, aspettate l’articolato.

Forse è un segnale rassicurante, dopo la protesta scoppiata sul web e sui banchi della politica (PD, IDV e oggi anche Fini)

(Adnkronos) – Quando l’articolato sulle nuove regole anti-pirateria online sarà messo in consultazione pubblica il 6 luglio prossimo «si vedrà che molte ombre sono fugate e che qualcuno si è scagliato contro i mulini a vento». Ad affermarlo è il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, in una lettera inviata al direttore de ‘La Stampà Mario Calabresi in risposta all’articolo del 27 giugno a firma di Juan Carlos De Martin. Il resoconto dell’incontro del 23 giugno tra Calabrò e alcuni blogger e rappresentanti di associazioni, scrive lo stesso presidente dell’Agcom, «riportato da De Martin non rispecchia il reale andamento della riunione. In quella sede abbiamo preso buona nota delle osservazioni esposte, che saranno tenute nel debito conto così come le altre che sono pervenute e perverranno da tutte le parti coinvolte nell’amplissima consultazione promossa dall’Autorità». Se non ho dato esplicite risposte nel corso della riunione, rileva ancora Calabrò, «è perchè non anticipo mai decisioni che devono essere assunte collegialmente. Quanto ai contenuti dell’articolato, che sarà messo in consultazione pubblica il 6 luglio, sarebbe preferibile, io credo, attendere di conoscerne prima il testo. Si vedrà che molte ombre sono fugate e che qualcuno si è scagliato contro i mulini a vento». Il compito che la legge ci ha assegnato, rileva, «è certamente difficile e delicato, ma non più di quelli attribuitici in altre materie sensibili che toccano diritti di libertà come, ad esempio, il compito in materia di par condicio; un campo nel quale l’Autorità è riuscita ad adottare decisioni equilibrate e ben calibrate che hanno garantito il pluralismo, reggendo al vaglio giurisdizionale»

{ 1 commento }

level giugno 30, 2011 alle 16:40

Ok Calabro’ dice una cosa… Enzo Mazza invece insiste sull’oscuramento di siti “completamente” illegali. Che poi da quando un’autorita’ di Stato deve essere difesa da enzo Mazza?

Questi signori si renderanno conto che le cose su internet vanno in un certo modo.

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Articolo precedente:

Articolo successivo: