Ban dell’utente p2p? Sì, ma solo per vie ordinarie 29 Aprile 2009
Oggi hanno raggiunto un compromesso a Bruxelles, tra industria del copyright e difensori delle libertà degli utenti e di conseguenza è cambiato il testo della bozza del nuovo pacchetto Telecoms (che dovrebbe valere dal 2010).
In sostanza: sì alla disconnessione degli utenti internet se fanno peer to peer, ma solo per ordine della magistratura e per opera della polizia (contro la cui decisione gli utenti possono fare ricorso). L’industria voleva che venisse fanno direttamente, per ordine del governo e attraverso i provider, saltando la magistratura. I difensori degli utenti volevano che l’accesso internet fosse considerato diritto universale dell’uomo e quindi intoccabile.
Il balletto continua, comunque già questo compromesso è tale da impattare sulla vita degli utenti peer to peer, una volta recepito dalle normative nazionali.
Via il D’Alia dal decreto sicurezza 28 Aprile 2009
UPDATE
E’ stato abrogato
L’emendamento oscura-siti-che-istigano-a-delinquere, del decreto sicurezza, è stato oggetto di un emendamento che ne richiede lo stralcio.
A questo punto pare abbastanza scontato che verrà tolto, visto che è stato il PDL a presentare l’emendamento di stralcio e di recente anche D’Alia sembrava disposto a modifiche.
Ma secondo me non è finita qui, ci riproveranno. Stiamo a vedere, comunque il testo ancora non è stato approvato.
Passa il D’Alia, ma sarà emendato 24 Aprile 2009
ERRATA CORRIGE
A quanto pare l’emendamento è ancora in discussione alla camera, è passato il pacchetto sicurezza stalking, ma il D’Alia è in un altro pacchetto. Grazie Sergio. Tutto il resto qui sotto è ancora valido…
Intanto il famigerato D’Alia è passato con il pacchetto sicurezza, ma poiché pare sia inapplicabile (non perché è una porcheria mai vista, eh), sarà emendato. Lo stesso D’Alia di recente aveva dato da intendere che aveva capito quale enormità aveva ideato (non si rendeva conto delle conseguenze).
E’ il solito balletto che, se va bene, ci farà solo perdere tempo in una materia, internet, che invece avrebbe bisogno di tutta l’attenzione delle leggi perché l’accesso si diffonda tra la popolazione. Invece di conoscere nuove barriere. Sul tema si è detto tutto, ma dobbiamo ora ringraziare Gilioli che ci ha fatto capire una cosa, con le sue provocazioni al convegno di ieri: non è che la Carlucci sia pro major, è che la disegnano così..
D’Alia almeno ha mostrato ripensamenti (tardivi, ma forse non troppo tardivi), dalla Carlucci non c’è da sperare nemmeno questo. E allora? Rigiriamo la ruota, forse alla prossima tornata elettorale ci andrà meglio (e anche a destra ci sono esponenti interessanti, ma chissà se quando toccherà a loro il potere saranno altrettanto coraggiosi).
Addio Fabio 19 Aprile 2009
Aveva solo 50 anni. Fabio Metitieri è scomparso lasciandomi attonito durante una mia breve vacanza praghese.
Solo pochi giorni prima mi ero confrontato con lui sui temi della network neutrality. Avevo stima di lui. Lui non perdeva occasione di criticarmi, ma con quel modo diretto e argomentato che ti senti di dover rispettare. Se lui era un troll, come molto lo giudicavano, come definire allora quei commetnatori, spesso anonimi, che criticano articoli senza nemmeno averli letti? Ho con lanciano strali privi di ragionamento?
Alla blogosfera è venuto a mancare ora il suo tafano socratico. Peccato, gli faceva bene. La critica argomentata fa sempre bene, anche quando ci sempra priva di fondamento. I greci la chiamavano dialettica, pare fosse la ricetta per arrivare a un livello superiore di conoscenza. Gli ingredienti sono: posizioni chiare e distinte e voglia di discutere e ragionarci sopra.
Uno studio sul giornalismo online 13 Aprile 2009
I giornali online, almeno negli Usa, non sono riusciti a portare online i propri lettori cartacei (ci sono riusciti solo nel 3 per cento dei casi), secondo un nuovo studio.
Difficile dire quanto valga per l’Italia, dove i lettori di giornali sono molto di meno in rapporto alla popolazione. Per la mia piccolissima esperienza, basata sui riscontri che ricevo quando scrivo pezzi su Repubblica e su Repubblica.it, i rispettivi lettori sono due insiemi che si sovrappongono solo in parte, in una parte centrale. Da pezzi sull’online mi sembra di ricevere più riscontri e mail da utenti “comuni” e da addetti ai lavori, mentre la carta mi attira più riscontri da politici e altri giornalisti (che nella mazzetta hanno tutti i giornali ma sull’online non sono altrettanto attenti).
Certo il fenomeno avanza inarrestabile. La rete forse non sarà la risposta in senso assoluto, ma è già in molti casi una risposta possibile. Si segnala il fenomeno dei siti web iperlocali (sembra un paradosso, in lingua inglese e per il web), che prendono il posto di giornali locali defunti.
Su questi temi, oggi c’è anche questo resoconto di Mantellini.
Utenti peer to peer cacciati da internet 2 Aprile 2009
UPDATE
Giustamente i commentatori fanno notare che dopo questo post la Francia ha bocciato la legge. Ebbene, non penserete mica che è finita così? Già si parla della possibilità di riproporla in seconda lettura. L’industria non ha nessuna intenzione di cedere così facilmente.
I provider saranno obbligati a disconnettere gli utenti colti, per tre volte, a scambiare file pirata. Gli utenti saranno avvisati due volte e la terza…zac! L’arrivo di questa legge significa che i governi nazionali in Europa possono varare una misura del genere senza aspettare il via libera dall’Europa Unita.
Aumentano le possibilità che una legge di questo tipo arrivi anche in Italia. In Europa la questione ora è affrontata in sede di definizione del nuovo pacchetto Telecom (che sarà in vigore dal 2010). Il Parlamento martedì si è espresso contro la disconnessione, ma non basta. Si aspetta la posizione anche del Consiglio UE e solo dopo, se c’è accordo tra Consiglio e Parlamento, arriverà la direttiva… Nel frattempo nulla toglie che arrivino altre leggi nazionali sullo stampo diq uella francese.