U2 figli della crisi musicale 27 Febbraio 2009
E sì, le tante edizioni del cd degli U2 sono proprio uno specchio della crisi dell’industria
Gli U2 con il nuovo album dimostrano di ricalcare perfettamente la nuova strategia dell’industria musicale.
L’album finisce sul peer to peer? Loro lo danno in streaming su myspace, gratis. E fanno tante edizioni cd pregiate, rivolgendosi ai collezionisti, che saranno sempre più i soli a comprare, in prospettiva, cose fisiche.
Siamo sul confine di una rivoluzione per la musica, paragonabile solo alla comparsa del vinile
Skype e la crittografia 23 Febbraio 2009
La UE si chiede come controllare le telefonate via internet. Ben presto qualcuno capirà che a impedire l’intercettazione (o meglio la decodifica in linguaggio umano di quanto registrato durante l’intercettazion) non è tanto Skype, o internet, ma l’uso della crittografia. Se non c’è Skype, possiamo usare un altro software. O un criptofonino. La legge dovrebbe imporre a tutti i soggetti che forniscono software o hardware con crittografia una backdoor che registra le chiavi e le ospiti in un server remoto. Non c’è una legge del genere, ma anche se ci fosse, come farla rispettare? Al limite, i mafiosi possono farsi un software su misura, per il voip, con crittografia integrata.
Non puoi impedire la crittografia. Non solo perché l’online banking e l’ecommerce andrebbe a gambe all’aria, ma anche perché puoi anche proibirlo ma il mafioso la userà lo stesso (ha ben altri reati ai quali rispondere). Si danneggerebbe solo l’uso buono della crittografia.
La sola soluzione che vedo e che mi risulta già sperimentata sono i trojan installati di nascosto sui computer degli indagati, per registrare la chiamata.
Situazione impervia perché basta cambiare computer e si sfugge al controllo. Oppure usare un computer con un sistema operativo non proprietario, voglio vedere la polizia postale che fa un trojan per tutte le distro di Linux.
Insomma, un bel pasticcio che mette in crisi le intercettazioni telefoniche. Vorrà dire che torneranno in grande auge quelle ambientali…
Alitalia online che disastro 21 Febbraio 2009
E’ da ieri che sto cercando di acquistare un volo su Alitalia e non è la prima volta che mi accorgo di quanto buggato sia il sito. Fai tutto e al momento dell’acquisto ti ritrovi il messaggio
“Attenzione alle seguenti segnalazioni.
il sistema non ha potuto effettuare la prenotazione: almeno una frazione del viaggio non è stata confermata”
Puoi avviare una chat ma ovviamente “nessun operatore è disponibile”
Il tutto solo qualche giorno dopo una disavventura aerea: tornavo da Barcellona e il volo, per unproblema tecnico, aveva un’ora di ritardo. Atterra alle 21.20, quando il volo successivo sarebbe partito alle 21.35. Avevo il check in già fatto e l’avrei preso, se ad inefficienza non si sarebbe sommata inefficienza: ci mettono ben 20 minuti per disimbarcarci e per il pullman. Arrivo al gate alle 21.45. Dite che per pochi minuti ci hanno aspettato, visto che non ero da solo sul volo ed era l’ultimo della giornata? Macché. Alitalia preferisce pagare albergo e ristorante, invece di aspettare 10 minuti (e non capisco perché invece in altri casi aspetta anche di più). Erano tanti quelli che, anche da altri voli, si sono trovati nella stessa situazione: una 20ina. E quelli dell’albergo, Satellite, che devono ringraziare Alitalia, mi hanno detto allibiti che il giorno prima ce n’erano 200. “Anche solo 100 euro a persona, sono 20 mila euro. Ma ad Alitalia conviene non aspettare qualche minuto?”. Sarebbe interessante scoprirlo. Senza considerare che, oltre al danno per l’albergo, Alitalia deve fronteggiare la perdita di immagine, per i passeggeri inferociti. Ma forse ormai pensa che, da quella parte, non ha più niente da perdere.
Lode all’anonimato 20 Febbraio 2009
In questi tempi, a fronte del delirante ddl Carlucci (che non so se è inutile o dannoso, a secondoa di come lo si interpreta), vale la pena ricordare questo vecchio-ma-ancora-attuale pezzo di Schneier sull’importanza dell’anonimato su internet.
I due concetti fondamentali sono che 1)è importante che io possa essere anonimo, perché non siamo in un mondo perfetto e in questo mondo imperfetto io posso subire conseguenze negative anche per azioni e paroli legali sul web (vedi: non essere assunto, denunciato da aziende di cui ho descritto criticamente i servizi, essere discriminato da colleghi/conoscenti per le mie opinioni; è la stessa ragione per cui il Garante della Privacy avvisa sui rischi dei social network) 2)non abbiamo bisogno di conoscere l’identità di altri utenti sul web, ma il loro grado di affidabilità, che è cosa ben diversa. eBay lo risolve con il sistema del feedback sui venditori.
Io aggiungere un tassello, che è il concetto di anonimato protetto e responsabile di Quintarelli: le forze dell’ordine sappiano sì il mio nome, ma se serve e in base a indagini, regolarmente istruite da un magistrato competente. Affinché io sia inchiodato alle mie resonsabilità, se si pone l’eventualità. Ma non sia costretto a girare sul web sempre schedato per tutto e a tutti.
L’Europa Unita imita D’Alia su pirateria e affini 19 Febbraio 2009
Arriva una proposta che sarà discussa dal parlamento europeo nelle prossime settimane. Obbligo a filtrare siti come Pirate bay, responsabilità dei provider… temo che si possa concludere solo che questa tendenza non sia un’esclusiva della stoltezza politica italiana, ma si sta diffondendo (almeno) in Europa. Ora c’è la battaglia per il passaggio dalle proposte alla legge vera e propria.
Il vero Skype su cellulare? 18 Febbraio 2009
Sono un po’ colpito e un po’ manco per niente dall’arrivo di Skype su N Series di Nokia, a partire dall’N97 (che tra parentesi ho visto a barcellona e mi sembra un grosso passo avanti sulla scia dei cellulari-computer).
Colpito perché finalmente arriva una versione completa di Skype per cellulari, senza tutti i limiti di Sype for Mobile e senza il bisogno di surrogati come Fring (per quanto valido).
Peccato non sia ancora il programma sognato da molti, scaricabile liberamente per symbian e completo di tutto. No: è un’esclusiva di Nokia. nokia potrà decidere dove metterlo, se metterlo. Di qui l’altra faccia della medaglia: mi sembra che Skype abbia rinunciato, sul fronte mobile, a quella parte da rivoluzionario (da tecnologia distruttiva) e preferisce agire all’ombra dei grandi poteri, Nokia, gli operatori mobili. Forse perché ha capito che sul mobile non si può fare la rivoluzione che ha fatto sul fisso: serve troppo l’accordo con un produttore di cellulari e soprattutto che un operatore non metta i bastoni tra le ruote al modello di business.
Floppy disk 12 Febbraio 2009
Internet: scarica illegalmente file, multato a Isernia con 340 mila euro
Isernia, 12 feb. - (Adnkronos) - Multa record in Molise dove gli agenti della polizia postale e delle comunicazioni hanno multato un cittadino della citta’ di Isernia di 340 mila euro. L’uomo, di cui gli agenti della Polposte di Isernia non hanno resa nota l’identita’, scaricava illegalmente file di vario genere da Internet per poi rivenderli.
Nel corso delle verifiche i poliziotti hanno infatti sequestrato circa 1.500 cd e diverse centinaia di floppy disk tutti contenenti materiale di vario tipo protetto da copy right.
Perché è sbagliata la legge filtra internet
Lo spiega benissimo Quinta in un lungo post di oggi.
Io tengo a specificare la differenza tra far rispettare le leggi anche sul web e la censura. Riguarda un concetto caro in democrazia, quale è la libertà di espressione
DOMANDA
Ma non è giusto far rispettare le leggi sul web?
RISPOSTA
Sì, ma in modo analogo al mondo reale. In democrazia c’è quello che si chiama libertà di espressione: io sono lbero di dire, scrivere, quello che vogliono. Salvo poi pagarne le conseguenze, con eventuali denunce e processi. Il filtro sul contenuto è invece a priori: impedisce anche l’espressione e salta la fase processuale. Nel mondo reale, è come se io ritirassi dalle edicole i giornali che parlano male di un certo politico o imprenditore. O come se impedissi a qualcuno di salire su una scatola e parlare con il megafono. E’ questo passaggio che sfugge a molti: perseguire un reato d’espressione è una cosa, impedire che avvenga è un’altra cosa. Sulle rapine possiamo fare prevenzione. Sull’espressione, così importante anche quando danneggia reputazioni altrui e incita ai reati, dobbiamo andarci in modo più sottile.
E poi spiegatemi come mai i gruppi su Facebook no e le magliette-mafia sì, i negozi dedicati a mussolini sì.
Quando gli animalisti sono fanatici 11 Febbraio 2009
Hanno fatto sospendere una mostra fotografica su violenze sugli animali. Un po’ come i cattolici e la rana crocifissa… Eppure quella mostra faceva addirittura un favore all’animalismo, mostrando la violenza. Ma anche se non fosse stata di condanna alla violenza, avrebbe avuto diritto a esserci lo stesso: l’espressione artistica, al di là delle motivazioni dell’autore, è sempre opportunità di dibattito e di stimolo intellettuale e delle coscienze. La censura invece è chiusura che chiama chiusura. Ed è doppiamente assurdo che venga dagli animalisti, che vorrebbero cambiare il mondo spingendo la gente a riflettere su violenze considerate normali dall’uomo della strada…
La prima grande crisi nell’era di internet 3 Febbraio 2009
Interessante riflessione sul Nytimes sul Wsj. Nel ‘29 la gente andava nei cinema. Ora è più economico: giocano online, usano i social network. L’articolista la chiama, con una definizione molto azzeccata, “anestesia sociale”. Ma non è una cosa brutta: è un modo per evitare la depressione e quindi conservare forze per trovare lavoro. Per continuare a cercarlo, senza perdere le speranze. Perdere le speranze: è quello che rende tante persone del sud Italia, spesso donne, disoccupate di lungo corso, ma fuori anche dalle statistiche di disoccupazione. Hanno perso finanche le speranze di trovarlo, il lavoro. E se quelle della generazione di mia madre ancora trovavano un senso, le attuali 30enni si disperano: tante ne ho conosciute che sono andate a psicofarmaci. Chissà se è meglio Facebook.