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Mangiare carne fa male alla terra 28 Gennaio 2008

Lo conferma ancora una volta il New York Times, oggi tradotto su Repubblica.
Essere vegetariani diventerà sempre più una scelta etica ovvia, con buona pace di chi- per ignoranza e dissennatezza- ancora se ne stupisce.

Secondo la Fao, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, le terre destinate all’allevamento del bestiame costituiscono il 30 per cento delle terre emerse non ricoperte da ghiacci del pianeta. Questa stessa produzione di bestiame è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra della Terra, più di quelle emesse dai trasporti nel loro complesso. Uno studio dello scorso anno dell’Istituto nazionale di scienze dell’allevamento in Giappone ha stimato che ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell’equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l’energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.

Emorragia WiMax 21 Gennaio 2008

Update
Sono passati due giorni di rilanci, ora ci sarà il terzo. La cosa notevole è Fastweb che si ritira dalla Lombardia.

Si apprende or ora che le offerte delle aziende, per l’asta, sono 29. Le manifestazioni di interesse erano state 45.
E’ presto per dirla tutta, ma si profila una gara in sordina. Io spero ancora che questo WiMax riesca almeno un po’ a ridurre il digital divide italiano, creando però connessioni buone e non surrogati di banda larga nelle zone sfigate del Paese

Italia.it è costato circa 7 milioni di euro

Lo scrive ora Repubblica.it.

Molleindustria: Faith Fighter 20 Gennaio 2008

Divertentissimo picchiaduro religioso di Molle Industria, appena uscito. SI sceglie quale figura religiosa impersonare (Gesù, Budda…) e ci si picchia di “santa” ragione.
E’ un’altra opera ludico-ideologica degli anarchici di Molle Industria.
Vediamo ora chi si offenderà

Elitel passo e chiudo 18 Gennaio 2008

Ho dovuto cancellare il post Elitel. Capirete presto perché, la cosa sta assumendo contorni legali troppo grandi. D’ora in avanti non si commenta più.

Incollo sotto il vecchio post

Elitel di nuovo down (UPDATED) 8 Gennaio 2008
UPDATE 3

Apprendo dai commenti che i servizi sono tornati UP

Update 2

Vedo i primi segni di ritorno in vita. Il sito di Elitel è di nuovo online, ma è lentissimo

Update

Da Elitel mi dicono che la ripresa è prevista per la giornata e il problema è causato dallo spostamento di ubicazione delle macchine.

Da ieri sera, i server e il sito, le caselle di posta, sono di nuovo irraggiungibili.
Restiamo in attesa di notizie, di certo è che Elitel ancora non è uscita dal tunnel e dai problemi con i fornitori, e dall’incertezza per il futuro.

P.S.
Questo post ha i commenti aperti, MA se vedo insulti il responsabile sarà bannato senza avvisaglia. Aggiungo anche che per quello che si scrive qui si è perseguibili penalmente, previa denuncia, possibilissima, di Elitel.

USA: contro il p2p, eliminiamo la flat 17 Gennaio 2008

Usa, per congestione del Web TimeWarner vuole eliminare le flat

Arrivano sempre più segni inquietanti di azioni dei provider contro il peer to peer. In quest’altro caso, ancora lo scopo dichiarato è la quality of service e la soluzione è addirittura sostituire le flat tornando a tariffe a consumo:

NEW YORK (Reuters) - Time Warner Cable ha annunciato ieri che sta progettando una sperimentazione per introdurre per gli utenti Internet tariffe basate sull’uso effettivo invece che tariffe flat, lo standard nel settore. Il secondo operatore di Internet via cavo degli Usa ha dichiarato che sperimenterà questo tipo di tariffe con gli utenti di Beaumont, in Texas, come parte di una strategia che aiuti a ridurre il congestionamento della rete da parte di una minoranza di consumatori che pagano la stessa tariffa mensile degli utenti minori.

Si apprende che la colpa è sempre di un 5 per cento che occupa il 50 per cento della banda, con il peer to peer. La tendenza sembra inesorabile. Se non torna un periodo di sovrabbondanza di banda, aumenteranno le misure restrittive, per via di filtri al p2p o per via addirittura alla sostituzione delle flat con tariffe a consumo. Prevedo che le flat non scompariranno, ma rischiano di diventare non più l’offerta normale (che invece sarebbe a consumo) e quindi potrebbero essere più costose e magari gravate di alcuni limiti di traffico mensili.
I più maliziosi potrebbero aggiungere che la qos forse c’entra poco e niente e il motivo vero di fondo è che i provider temono o vogliono accordarsi con le major

Tele2 denunciata per il peer to peer 14 Gennaio 2008

Aduc ha denunciato Tele2 all’antitrust, perché blocca il peer to peer senza avvisare gli utenti.
Quella dei filtri al peer to peer è una questione che sta esplodendo in tutto il mondo, negli Usa e in Europa.
Questa è la prima denuncia italiana.
Alex

L’ossessione della forma blog per le notizie

Ci sono tanti siti di e-magazine che se abbandonassero la forma blog (che tanto blog non sono) e ne adottassero una alla “Punto Informatico” sarebbero molto più leggibili.
Prendete Techcrunch. Ricchissimo di notizie web 2.0, ma messe una dietro l’altra, senza ordine di importanza. E’ la presunzione del blog che vuole fare a meno dei principi di gerarchia delle notizie. Ci vedo dietro l’utopia di dare al lettore il potere di scelta della gerarchia. Ma il risultato è che le notizie oggettivamente (o quasi) più importanti, come un accordo Google-Panasonic, sono sepolte dietro le miriadi di piccoli finanziamenti venture alle start up.
Il problema è che questa utopia del blog è gestita da persone che non hanno studiato abbastanza materie umanistiche e quindi non sanno che il sapere, la storia, è sempre espressa filtrata dagli occhi di chi la guarda e la riporta. QUesta coloritura è l’inevitabile carattere dell’esistenza umana: l’uomo non può vivere le cose come una macchina, per fortuna, e quindi personalizza. Obiettività significa quindi riportare i fatti con coscienza, buonafede, facendo in modo di dare ascolto alle diverse campane, senza distorcerli. Ma senza nemmeno rinunciare a quella coloritura, che se onesta non impedisce all’utente di farsi una propria idea. Chi professa un’assenza di coloritura è in malafede e va guardato con più sospetto ancora, perché invita il lettore a spegnere il cervello e a prendere come oro colato tutto quello che legge, senza più coscienza critica.
E’ così che gli ignoranti si scagliano contro i libri di storia perché troppo di sinistra e vorrebbero testi “più obiettivi”. E’ una polemica che a volte ritorna. Aspetto con ansia il momento in cui le riviste online abbandoneranno la forma blog.

Una tv decrepita 12 Gennaio 2008

Leggo

ITALIA Tv: a dicembre calano i telespettatori
Perde 197 mila spettatori la tv natalizia, ma mentre la Rai si ferma a
un meno 0,7% di share nella giornata media, Mediaset perde il doppio. In
prima serata la Rai addirittura guadagna terreno, con un piu’ 1,6%. LA7
in prima serata cresce dell’0,2%. Dati Auditel.

Se si incrociassero i dati dell’auditel con quelli delle morti di vecchiaia forse si scoprirebbe qualcosa.

Io personalmente non sono ancora soddisfatto della tv su internet. on finché mi costringerà di legarmi mani e piedi a un preciso operatore telefonico, per averne l’iptv.

Telecom Italia smembrata 7 Gennaio 2008

Mette comunque tristezza leggere notizie come questa, i rumors sulla vendita di Alice France (operatore francese in mano a Telecom) e le previsioni di Credit Suisse (via Milano Finanza: “(Telecom) ha un grande reseller in Germania: Hansenet che ci attendiamo venga fuso con Telefonica Germania. Risulta invece più difficile cedere a Telefonica Tim Brazil per motivi Antitrust. Infine c’è sempre la rete TI wireline che potrebbe essere potenzialmente dismessa a un consorzio di banche italiane, forse nel 2009″. Sembra un destino da maiale, per questo asse portante dell’economia italiana: smembrato in tutte le parti, ché tanto non si butta via niente.

Chissà se non avremo presto a pentirci amaramente della perduta italianità di Telecom.

Spero di essere presto smentito. Mi sembra del resto che il nuovo management Telecom sia più disposto a innovare. Non me ne vogliano i piccoli provider, ma dalla capacità e dalla volontà di Telecom di investire in innovazione deriva molto del futuro delle tlc italiane.

P.S.
Fatta salva da questo discorso la separazione della rete, che continua a sembrarmi una buona cosa per la concorrenza. Ovviamente bisognerà sperare che sia fatta presto e bene, ma sia il presto sia il bene sono tutti in discussione