Blog e marketing 27 Novembre 2006
A margine della ricerca Ipsos sull’influenza dei blog negli acquisti, Mantellini scrive su PI che i blog sono in realtà refrattari al marketing. Ogni tentativo di usare questa influenza per scopi pubblicitari guidati è destinato a fallire. Ebbene, non sono d’accordo. In realtà basta trovare il modo giusto, nella trasparenza, per inserirsi nella discussione dei blog. Chi pensa non sia possibile fa l’errore di considerare il marketing come qualcosa di sempre uguale a se stesso.
In realtà, sta cambiando, va verso il viral (qui tanti esempi. E i blog sono già dentro questa funzione viral: si pensi a tutti i post che hanno parlato dei video di You TUbe dove si vede Ronaldinho, un duo che fa i tatuaggi o l’immagine di una ragazza ritoccata al computer…sono campagne di Nike, Keglevich, Dove. Ed è questo, credo, solo l’inizio. Magari che non si riesca a rendere il marketing più rispettoso della nostra dignità di esseri umani pensanti? Si vedrà.
Uscito Rule of Rose 26 Novembre 2006
Nonostante le polemiche, è sugli scaffali italiani da venerdì. (S)conforta sapere che gli isterismi censori sono anche negli UK, dove però sono più bravi con i fatti e quindi hanno bloccato la distribuzione.
Margherite staliniste
Intanto, ha annunciato Fioroni, Per arginare i fenomeni che portano i giovanissimi a riprendere le proprie bravate ai danni dei più deboli per poi addirittura diffonderle via Internet, il Ministro e il Governo stanno, nel concreto, discutendo per rivedere la normativa che regolamenta l’accesso alla rete web e l’utilizzo dei videogiochi.
Belle nuove, vero?. Notate il fluido passaggio logico tra arginare il bullismo e regolamentare la rete e l’uso dei giochi.
Se ne parlava oggi con Andrea Monti. Lui dice: esiste già una normativa, è nel codice civile e dice che i genitori sono responsabili per quello che i figli fruiscono. Invece di fare rispettare le leggi esistenti, se ne vogliono fare altre, che rischiano di rendere ancora più lontana internet dalla gente; ancora di più vista come un mostro. Facciamoci del male, già siamo sotto la media UE per utenti internet, uso del pc, banda larga…La proposta politica è stata di obbligare i minorenni a navigare in internet solo con il permesso scritto dei genitori. In questo modo si mette intorno alla rete un’aura di pericolo, già mi immagino i genitori tecnofobi rassicurati nelle giustezze delle proprie paure, allontanare le nuove generazioni da Internet.
La strategia del potere è vecchia, anche ai tempi di Socrate censurava l’inovazione (del pensiero, in quel caso) con la motivazione che “corrompe i giovani”. Ma è della libertà che i politici hanno paura.
Internet mobile senza neutralità 24 Novembre 2006
Google si scaglia contro gli operatori mobili che bloccano Google Maps, il Voip, lo streaming video.
Tanto per ricordare che una Internet senza neutralità non c’è bisogno di immaginarsela, c’è già: è quella su cellulare. Che gli operatori tendono a considerare proprio giardino.
Il vento sta cambiando, lentamente, però. Perché si sono resi conto che così la gente snobba i loro recinti e non se lo possono permettere, perché il traffico voce mobile ormai è a crescita quasi zero, in termini di entrate, nei Paesi avanzati.
I limiti del numero fisso Vodafone Casa
Questa volta Telecom dice parole sacrosante, nell’accusare Vodafone di poca trasparenza nella pubblicità del servizio numero fisso.
Vodafone fa credere che il servizio Vodafone Casa dotato di numero di rete fissa sia un analogo della rete fissa Pstn. Ma così non è. Ci sono limiti: ne ho scritto, per primo, su Nova24. A volte non vorrei avere questi primati, perché mi rendo conto che le grandi aziende italiane hitech non sono abituate a una stampa critica e quindi contro i pochi che parlano chiaro(soprattutto se non sono grandi giornalisti in redazione) poi fanno muro
Telecom scrive
- Non esiste infatti alcun collegamento fisico - come il doppino telefonico - dedicato esclusivamente alla fornitura del servizio;
- il servizio viene fornito invece utilizzando le frequenze radio della rete mobile che non essendo assegnabile in una logica dedicata ad uso esclusivo di ciascun cliente comporta un abbassamento dei livelli di qualità e disponibilità del servizio stesso”.
Il cliente dovrebbe quindi essere correttamente informato che aderendo al servizio in questione verrebbe a perdere tutta una serie di prestazioni/tutele di cui poteva fruire tramite il servizio telefonico su rete fissa, ed in particolare:
- possibilità di effettuare chiamate dal proprio numero fisso;
- possibilità di accedere in maniera ininterrotta ai servizi d’emergenza;
- possibilità di essere localizzato in caso di chiamate d’emergenza;
- possibilità di utilizzare il numero fisso per servizi dati e fax”.
Certo, ciò non implica che- come vorrebbe Telecom- a VOdafone sia proibito lanciare il servizio. Solo, un po’ più di trasparenza non guasterebbe, almeno sul sito.
Videogiochi, ritorni di follia oscurantista 23 Novembre 2006
Sembra essere tornati indietro di 10 anni.
In Germania vogliono vietare i videogiochi violenti
Un caso di cronaca nera fa tornare alla ribalta l’idea di impedire per legge la commercializzazione dei cosiddetti killer-games.
Mi colpiscono certe argomentazioni
Gli ha fatto eco Bosbach, a capo del partito del Cancelliere Angela Merkel, dichiarando: “Se è vero che il diciottenne responsabile di questi atti giocava in maniera intensiva ai cosiddetti giochi killer, allora per il parlamento è venuto il tempo di agire
Non si sta confondendo la causa con l’effetto? Cioè è ovvio che un ragazzo disturbato si appassioni a certi giochi, che gli permettano di dare sfogo ad alcune pulsioni…e quando i giochi non bastano più, passa all’azione reale.
(Ma non voglio dire che solo i ragazzi disturbati si interessino di questi giochi
).
Invece di affrontare la complessità del problema, del disagio giovanile, si indicano i giochi come facile capro espiatorio. E’ come nascondere la cenere sotto il tappeto: poiché è troppo grande e fa paura il problema, troviamo nei giochi una causa-effetto diretta.
E tutto accade proprio quando ormai solo i giochi scadenti vedono i protagonisti come robo-killer folli, in sparatorie pure e insensate; c’è sempre più spesso una trama degna di questo nome (la serie di Half Life ha fatto scuola). Io credo che perseguitare i giochi significhi allontanarsi dalla ricerca di una soluzione.
Mica è scontato 20 Novembre 2006
Annuncio appena uscito su Infocity: Comune della Campania cerca giornalista pubblicista per collaborazione retribuita.
Tanto per fare capire come siamo conciati:)
Mantellini e l’oscurantismo 19 Novembre 2006
Mi sembra che il prossimo pezzo su PI sia il migliore mantellini degli ultimi anni. Argomenta un collegamento tra i ritardi (comprovati) dell’Italia sull’Ict e il vezzo imperituro di fare caccia alle streghe contro internet.
Pezzo divertnete, tra l’altro. Questo è il mio paragrafo preferito.
Eppure non sarebbe difficile capire che Internet è il luogo dell’alterità. Il contesto in cui possono convivere gli estremi e dove la concomitanza delle diversità si trasforma in valore. E maggiore libertà per tutti. E abitudine al contraddittorio e alla tolleranza. Non è cosi difficile capire che molti degli “al lupo al lupo” che impegnano le energie di polizia e magistrati oggi in questo paese, terz’ultimo nelle graduatorie dell’Europa dei 25 per la diffusione della rete, ricordano la barzelletta della vecchietta che chiama la polizia perche nel condominio di fronte una coppia sta facendo l’amore nella propria stanza a finestre aperte e che alla contestazione dei poliziotti sul fatto che da lì non si veda nulla risponde con leggerezza: “Da lì no, agente, ma se si arrampica in cima a quell’armadio vedrà perfettamente tutto”.
P.S.
Nel viaggio a londra che ho fatto c’era un giornalista di Panorama che lodava il proprio collega autore di quel pezzo sui videogiochi. Ne lodava la capacità di riconoscere una notizia “tra i tanti giochi che gli vengono segnalati”. Ho detto: “sì, facendo disinformazione”. Mi ha risposto: “ah, ma io non ne so niente di quel gioco”. Bah, gli ho spiegato che lo scopo non è seppellire la bambina ma quel filmato appare come game over (così leggo- non posso provare il gioco, non avendo una ps2 e non avendo alcun interesse nei survival horror). Mi è stato risposto che comunque è sconvolgente per un bambino e e che vengono inquadrate le mutantine della bambina in modo perverso. Credo che a questo si possa solo rispondere: come nei film, ci sono cose non adatte ai bambini e quel gioco ha un rating preciso a riguardo; censuriamo tutto? Riguardo alle inquadrature perverse- non le ho viste, ma suppongo sia nelle corde dell’immaginario erotico giapponese. Ricordiamo che sono DISEGNI, non immagini reali.
Internet mobile vera da primavera 18 Novembre 2006
Sono tornato da Londra, dalla conferenza di 3, con buone speranze. Ne parlo oggi pomeriggio su Radio24. “Abbiamo trovato finalmente un operatore mobile che ci vede come alleati, invece che come nemici. Un operatore che ha capito che bisogna aprire agli utenti tutto il potenziale di internet, invece di costringerlo in un walled garden”, mi ha detto Zenstrom, il capo di Skype. Già, perché le novità sono l’arrivo, da aprile, di una flat onnicomprensiva (si parla di meno di 1 euro al giorno e meno di 20 euro al mese) di tanti servizi. Chiamate SKype-to-Skype gratis (con Skype Out alle solite tariffe e persino Skype In), chat Msn, browsing flat (questo c’è già con l’offerta WWW di 3), Sling Box per accedere alla Tv di casa, uso di Orb per gestire a distanza il proprio computer con il cellulare e altre cose.
Qualcuno dirà: non è tutta internet su cellulare, dov’è l’ftp, il peer to peer, you tube a prezzi flat? Rispondo: siete una reincarnazione di Savonarola, dite la verità
. Mai contenti. Mi sembra invece un passo importante: ci siamo lamentati per anni della mancaza del flat e di una vasta scelta di servizi Internet su cellulare, della miopia degli operatori. You Tube credo arriverà pure in questo canone, fra un po’. Per il resto, almeno si può controllare il computer a distanza e attivare un download ftp così, se ne abbiamo voglia…a che pro farlo dal cellulare?
Non credo che manchi altro della Internet che interessa ai consumatori. La webmail rientra nella flat…D’accordo, mi pare manchi l’accesso pop/smtp, ma è una cosa che devo ancora chiarire.
Ora speriamo che le promesse siano mantenute. La cosa più traballante della novità è in realtà un’altra: per ora sarà tutto su cellulari di fascia alta. 3 dice che sta lavorando a una soluzione Java, per gli altri cellulari, ma ci vorrà tempo, temo.
Il succo è che 3 si è accorta di quella che per noi è un’ovvietà: internet è il futuro, non la si può sopprimere o azzopparla riducendola a un portale mobile (che però- a naso- mi sembra sia ancora la filosofia personale di Novari, ad di 3, iniziatore del concetto di portale mobile…fortuna che il gruppo 3 nel suo complesso è più lungimirante).
Adesso tocca agli altri. Suvvia, non siete stanchi di farci pagare 6 euro al MB? Noi sì.
Ottimo a sinistra sulla cannabis 13 Novembre 2006
Finalmente si ripara a una delle leggi ipocrite e punitive del centro destra. Non è con il carcere che si educano le persone a non farsi del male con la droga leggera (come con le sigarette). Si finisce solo per affollare le carceri di ragazzi innocui. Adesso serve qualcosa anche contro la Bossi-Fini sugli immigrati, dai…
Panorama contro un videogioco
Panorama questa settimana ha raggiunto un nuovo abisso, con la copertina dedicata ai “nuovi videogiochi” e il titolo “Vince chi seppellisce la bambina”. Immagino i pensieri inorriditi dei padri di famiglia che passano dall’edicola… Ci si riferisce però al gioco Rule of The Rose (qui una preview che fa capire anche il contesto in cui l’ha posto Panorama) che da noi è in arrivo per PS2.

“VIDEOGIOCHI A scuola di ferocia con i videogame. E «Panorama» ha provato in anteprima lo scandaloso «Rule of Rose». Parla Anna Serafini della bicamerale per l’infanzia: «Ci vuole un’authority che vigili i contenuti».”
Panorama è venuto in possesso di un videogame sconvolgente
che tra pochi giorni sarà messo in commercio in italia. Un gioco
costruito sulla perversione e le violenza che ha come protagonisti i
bambini. Defininirlo agghiacciante è poco. Proprio per questo Panorama
ha deciso di parlarne e di presentarlo in tutta la sua orribile
evidenza: per lanciare un allarme, per gridare ad alta voce che il
problema della tutela dei minorenni (e quindi dei nostri figli) non può
più essere ignorato
Insomma, sì, c’è una bambina sepolta viva. Ma siamo noi. La protagonista, insomma, e noi dobbiamo aiutarla a uscire dalle conseguenze di quel trauma psicologico. Ci troviamo in un incubo e solo a poco a poco capiamo che sono tutte immagini oniriche che rappresentano episodi reali vissuti quando era bambina. Già, la protagonista ha 19 anni nel gioco. E’ bambina solo nel filmato iniziale, in cui si mostra la sepoltura, la violenza. Il titolo giusto sarebbe: “Perde chi ha sepolto la bambina”, perché sono i cattivi contro cui il giocatore dovrà vedersela. Ma non avrebbe venduto, mi sa, quindi è meglio ingannare i lettori facendo finta che c’è un gioco in cui bisogna seppellire una bambina (sì, per me questo è un inganno per fare compare il giornale, porca la miseria: smentitemi!).
Oddio, ci sono cose peggiori, come l’inquinamento e le morti bianche. Dopotutto non credo che più possa avere effetto questo al lupo al lupo contro i videogiochi: vivaddio la nuova generazione dei padri ha giocato, sa che cosa sono, e quando legge questi titoli si fa una risata. E all’edicolante chiede l’espresso.
P.S.
Vedo che è scoppiata una crociata idiota contro questo videogioco, con articoli sulla Padania, il Giorno e un servizio del TG5. Vedo anche la contro crociata indignata di chi di videogiochi se ne intende (tra i commentatori, esperti di vecchia data come Malara e Beratta
Si muove il WiMax italiano 10 Novembre 2006
O almeno ci tenta: giovedì l’Agcom ha aperto la consultazione pubblica, della durata di 60 giorni. Mi sa di: intanto mettiamoci avanti con il lavoro, nell’attesa che le frequenze si sblocchino.
Una cosa mi fa terrore, spero immotivato: il parallelo suggerito con il wireless local loop, dalle cui aste non è emerso nulla di fruttifero per il Paese. Le licenze sono state acquistate dai grossi operatori, che hano usato il Wll per fare backhauling, e non si è creata alternativa di accesso. Se fanno lo stesso con il WiMax, utilissimo invece per moltiplicare le possibilità di accesso a Internet e rendere l’italia un po’ più indipendente dalla rete di rame Telecom (esigenza sottolineata dallo stesso Calabrò), è tempo di indignarsi davvero. Soluzione? Fare le aste almeno in parte su beauty contest, così da non tagliare fuori i piccoli. COsì è stato fatto in Francia.
WiMax: avviata consultazione pubblica
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori i Commissari Michele Lauria e Giancarlo Innocenzi Botti, ha avviato una consultazione pubblica in merito alla possibile introduzione in Italia di tecnologie WiMax nella banda a 3.5 GHz.
Finanziaria pro Umts 9 Novembre 2006
Nella Finanziaria 2006 è spuntato un emendamento per estendere la licenza Umts a 35 anni, dai precedenti 20. on ci vedo niente di male, anzi, considerato che sono licenze pagate una cifra spropositata (27 miliardi di euro, contro una base d’asta di 4). Purché adesso gli operatori mobili si decidano ad aprire la porta ai virtuali, in cambio.
Telecom retta da Matusalemme 7 Novembre 2006
E’ uscito su Libero un pezzo di uno che si esalta perché Telecom sta riempiendo di ultrta sessantenni il proprio management. Adesso Toni Concina, nuovo direttore delle relazioni esterne, richiamato dalla pensione, ha 68 anni.
Il presidente Telecom, si sa, ha 75 anni. Il vice ne ha più di 60. Ora, senza entrare nel merito delle persone citate (leggo che COncina non ha nessuno dei limiti dei suoi coetanei, parla persino benissimo l’inglese), trovo discutibile l’arringa del giornalista: Si è capito che per certi mestiere la dote principale necessaria è l’esperienza e la rete di conoscenze. Il giovanilismo a tutti i costi è un brutto virus preso dall’Internet-pensiero, secondo il quale i 50 enni dovevano essere tutti rottamati e sostituiti da trentenni smanettoni.
In un Paese dove è preoccupante la disoccupazione giovanile del laureati e dove i partiti e le aziende e persino le scuole sono affollate da ultra sessantenni, ci andrei piano prima di applaudire a questo trend. Che non ha pari nel resto d’Europa. Siamo sicuri che non sia, la nostra italica, una distorsione da curare, invece di andarne fieri? In altre parole, possono ultra sessantenni capire davvero il mondo delle tlc, il futuro di internet che sono chiamati a orientare, senza essere tentati di imporre vecchi schemi e valori? Non lo so, per canto mio ho già un bel da fare a convincere i miei interlocutori ultra cinquantenni, nelle redazioni, persino di cose ovvio (per noi). Per esempio che il peer to peer è un fenomeno rilevante anche dal punto di vista economico.
La guerra della multi flat senza Telecom 4 Novembre 2006
Su Internet-Pro ho scritto una riflessione e un quadro abbastanza dettagliato dello stato della guerra delle multi flat, Adsl e telefonate illimitate, senza Telecom. Interessante che ci sia anche Vodafone. Triste, che le offerte più ghiotte siano appannaggio degli utenti unbundling, cioè 50 per cento della popolazione italiana.
Agli altri, resta da sperare nelle Adsl nude (senza linea voce Telecom), che però l’Autorità Garante delle Comunicazioni sta per azzoppare: deciderà entro metà novembre i rincari, ma è orientata a fissarli a circa 12 euro per i provider, che si rifaranno in qualche modo sugli utenti. Ne parlo su Nova24 di giovedì scorso.
Ospedale Taranto ai tempi delle carrozze 2 Novembre 2006
Mi capita di scrivere delle teleprenotazioni via internet agli ospedali e anche alla possibilità, sempre via internet, di consultare il referto. Ebbene, il laboratorio analisi di Taranto è due passi indietro sulla strada del progresso: le prenotazioni si fanno solo di persona. Nemmeno al telefono.
A tal riguardo, sappiate che ogni volta che scrivo di inefficienze, di arretratezze dell’Italia lo faccio con un occhio puntato a Roma, Milano. Non penso al Sud. Altrimenti, altro che di ritardi Adsl scriverei, ma di problemi ben più seri di queste- mi perdonino i lettori- sciocchezze (al confronto). GIà, perché di fronte ai quotidiani morti e feriti dell’Ilva, del dissesto finanziario, della disoccupazione endemica, tutto il babble tecnologico è una sciocchezza: si torna al nocciolo dei problemi dell’umanità, vita e morte. Ma io scrivo di tecnologia e quindi continuerò a lamentarmi delle arretratezze del Paese Italia su quel fronte, facendo finta di non sapere degli ustionati a causa di imprenditori senza scrupoli.