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	<title>Alessandro Longo</title>
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	<description>Telefonia, hi-tech e giornalismo</description>
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		<title>Frequenze, il ritorno della politica</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tavolo delle frequenze radiomobili torna bollente, dopo la parentesi del governo Monti. Sarà una  delle partite più complesse, per il nuovo esecutivo, e dal suo esito dipende buona parte del destino  dell’innovazione mobile italiana. Continueremo a fare eccezione in Europa, con un far west delle  frequenze? O finalmente abbracceremo uno scenario in cui queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il tavolo delle frequenze radiomobili torna bollente, dopo la parentesi del governo Monti. Sarà una  delle partite più complesse, per il nuovo esecutivo, e dal suo esito dipende buona parte del destino  dell’innovazione mobile italiana.</p>
<p>Continueremo a fare eccezione in Europa, con un far west delle  frequenze? O finalmente abbracceremo uno scenario in cui queste preziose risorse, che sono bene  comune, sono utilizzate in modo efficiente, senza sprechi né rendite di posizione? Il bivio è tutto qui.  E sono due i fattori in gioco, adesso.</p>
<p>Da una parte, l’Europa. Preme perché tutti i Paesi membri armonizzino lo spettro (evitando le grosse  differenze di assegnazione ora presenti e il generale disordine delle frequenze). La Commissione probabilmente pubblicherà a giugno un documento che spingerà in tal senso. L’obiettivo è accelerare il passaggio di frequenze 700 MHz dalle tivù a internet mobile, già dal 2015, come già avvenuto con gli 800 MHz ora utilizzati per l’Lte (4G). L’Europa ha poi un’attenzione particolare per l’Italia: ricordiamo pende ancora la procedura d’infrazione avviata per l’eccessiva chiusura del nostro mercato televisivo. La soluzione è un’asta futura che assegnerà frequenze a nuove emittenti.</p>
<p>La nuova Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), di cui sono cambiati i vertici a luglio, ha ideato un<a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/19786_frequenze-passera-pronti-per-l-asta-aspettiamo-ue.htm"> regolamento d’asta</a> che finalmente- dopo tanto tira e molla- dovrebbe placare le (giuste) preoccupazioni dell’Europa. Ma la partita non è ancora chiusa.</p>
<p>Anche perché c’è il secondo fattore da considerare. Un nuovo governo, dove il ruolo del Pdl è ben più importante rispetto a quello precedente. Non è un caso che <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/21025_governo-letta-sulle-tlc-e-braccio-di-ferro-pd-pdl.htm">il partito di Berlusconi abbia lottato per mettere le mani sulle deleghe per le comunicazioni</a>: si prepara ad affrontare al meglio una nuova stagione di rivoluzioni per lo spettro. Da qui al 2015 succederà di tutto: è già stabilito che agli operatori mobili andranno i canali 57-60, cioè 30 MHz, delle frequenze 700 MHz; in più bisogna trovare spazio per la radio digitale, avviare un primo serio coordinamento internazionale sulle frequenze e partecipare ai tavoli che decidono, in Europa, l’evoluzione tecnologica dell’Lte.</p>
<p><a href="http://www.chefuturo.it/2013/05/il-tavolo-delle-frequenze-radiomobili-torna-bollente-non-possiamo-piu-perdere-tempo/">CONTINUA</a></p>
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		<title>Web lavori tra innovazione e sfruttamento//Inchiesta</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 09:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono giovani, in prevalenza donne, e lavorano per persone o aziende che non conoscono, attraverso siti Web quasi sempre americani. Il lavoro: tradurre una frase, sottotitolare un film, scrivere un po&#8217; di codice per un videogioco da cellulare, dare assistenza on line a qualche cliente di grandi aziende. Ma anche &#8211; e forse è peggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sono giovani, in prevalenza donne, e lavorano per persone o aziende che non conoscono, attraverso siti Web quasi sempre americani. Il lavoro: tradurre una frase, sottotitolare un film, scrivere un po&#8217; di codice per un videogioco da cellulare, dare assistenza on line a qualche cliente di grandi aziende. Ma anche &#8211; e forse è peggio &#8211; mettere &#8220;50 mi piace&#8221; su una pagine Facebook o scrivere una recensione (fasulla) di un albergo o di un ristorante su Tripadvisor. Certo, ci sono anche buone occasioni, con cui un laureando può aspirare a portare a casa fino a un centinaio di euro al giorno. Ma varie stime internazionali rivelano che il guadagno medio è molto meno roseo: due o tre euro all&#8217;ora, fino a un massimo di quattro o cinque se si è molto veloci. Senza tutele, né garanzie. Nemmeno quella di essere davvero pagati, alla fine.</p>
<p>E&#8217; il fenomeno del <strong>crowdworking</strong>, fusione di due termini inglesi (&#8220;work&#8221; e &#8220;crowd&#8221;, cioè folla), l&#8217;ultima frontiera di lavoro disgregato e miniaturizzato nell&#8217;era post industriale.</p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/sul-web-ti-pagano-mezzo-cent/2206412">CONTINUA QUI</a></p>
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		<title>Non c&#8217;è rappresentanza governativa per l&#8217;Agenda Digitale. Conta solo la tv, ancora?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 13:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è qualcosa che farebbe risparmiare 19 miliardi di euro all’Italia ogni anno, secondo il Politecnico di Milano, ma la politica continua a considerarla una cosa di secondo piano- per ignoranza o per interessi opposti e televisivi: l’Agenda Digitale. &#160; La conferma si è avuta con l’ultima squadra di governo. Da più parti, esperti, accademici, tecnici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>C’è qualcosa che farebbe risparmiare 19 miliardi di euro all’Italia ogni anno, secondo il Politecnico di Milano, ma la politica continua a considerarla una cosa di secondo piano- per ignoranza o per interessi opposti e televisivi: l’Agenda Digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La conferma si è avuta con l’ultima squadra di governo. Da più parti, esperti, accademici, tecnici dei ministeri, avevano chiesto a Letta di individuare una figura politica con il compito di favorire l’attuazione dell’Agenda digitale, un pacchetto di norme che manca ancora di una <a href="http://www.alongo.it/?p=1456">30ina </a>di decreti attuativi e rischia rallentamenti per l’inerzia politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E invece: non un sottosegretario, né un viceministro incaricato direttamente di questi ruoli. Nessuno per altro, nella squadra del governo, si è distinto per un ruolo innovativo. Eppure c’erano candidati autorevoli, come Meloni (PD), Sacco (Scelta civica e docente Bocconi). Anche in questo governo, il digitale è rappresentato solo nella sua chiave telefonica o televisiva. Internet e le reti, che tanto potrebbero fare per il pil e la società secondo gli studi internazionali, non hanno rappresentanza.</p>
<p>Invece ci sono Giampiero D’Alia (Funzione Pubblica) noto anche per una proposta di legge censoria sul web. E <strong>Pietro Grasso</strong>, Presidente del Senato, che ha ipotizzato l’opportunità di leggi speciali per assicurare maggior sicurezza al Web.  Laura Boldrini vuole combattere l’anarchia del web. Le prime dichiarazioni del governo sul digitale sono di attacco, lungi dal voler valorizzare il potere innovativo dei nuovi media per la società, la pubblica amministrazione, l’economia</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agenda digitale, stato dell&#8217;arte dei ritardi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 21:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ente attuatore – l’Agenzia per l’Italia digitale- che non è ancora operativo appieno e una marea di decreti attuativi che avanzano con lentezza e ritardi. È questa la situazione dell’Agenda digitale, quel pacchetto di misure che mira a risolvere le lacune italiane su tanti fronti dell’innovazione, dalla banda larga alla scuola alla PA digitale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un ente attuatore – l’Agenzia per l’Italia digitale- che non è ancora operativo appieno e una marea di decreti attuativi che avanzano con lentezza e ritardi. È questa la situazione dell’Agenda digitale, quel pacchetto di misure che mira a risolvere le lacune italiane su tanti fronti dell’innovazione, dalla banda larga alla scuola alla PA digitale.</p>
<p>È il momento di fare il punto su una questione che prometteva di cambiare l’Italia ma che ora rischia rinvii inammissibili. Da più parti mi arrivano segnalazioni di esperti e addetti ai lavori sugli intoppi che l’Agenda sta affrontando. Alcune verranno pubblicate nelle prossime settimane sul sito specializzato<a href="http://www.agendadigitale.eu/tag/agenda-dimenticata">Agendadigitale.eu</a>, che coordino, ma è possibile fare qui una sintesi e un’anticipazione dei principali problemi.</p>
<p><strong>Va anche detto che le parole di Letta lasciano solo in parte sperare nel meglio. Nel suo discorso di lunedì, cita l&#8217;agenda digitale nel mucchio con le nanotecnologie. Dimostra di non aver capito- temo- un aspetto fondamentale: che il web non è un settore, ma è una dimensione trasversale a tutta l&#8217;economia e la società. Solo abbracciando questo senso, l&#8217;Italia può diventare un Paese moderno. Su questo condivido i giudizi di Michele Vianello e di Carnevale Maffè.</strong></p>
<p>IL QUADRO</p>
<p>Come mi racconta Paolo Colli Franzone di <a href="http://www.netics.it/">Netics</a>, “su diciannove novità introdotte dal Decreto Crescita 2.0 (quello che ha dato l’avvio all’Agenda), soltanto cinque sono già effettivamente in vigore e non necessitano di ulteriori passaggi formali; altri sei hanno tempi di entrata in vigore collocati tra la fine di aprile 2013 e il biennio 2014-15”.</p>
<p>I problemi sono negli altri otto, essenzialmente. E sono concentrati nell’ambito eGovernment, ovvero della PA digitale: terreno delicato in cui la forza del nuovo dovrà scontrarsi con le resistenze del vecchio.</p>
<p><a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/17386_profumo-presto-l-anagrafe-unica.htm">La carta d’identità elettronica (o, per meglio dire, il documento digitale unificato”) doveva partire in primavera</a>.</p>
<p>Il noto avvocato specializzato <a href="https://twitter.com/guidoscorza">Guido Scorza</a> mi segnala che manca il decreto attuativo- previsto dal Decreto Crescita 2.0 di ottobre 2012- per le modalità di funzionamento dell’Anagrafe nazionale digitale. Questa sarebbe una delle prime forme di unificazione di tutti nostri dati posseduti dalla PA e quindi alba di un futuro in cui non avremo più bisogno di passare da un ufficio all’altro per le pratiche.</p>
<p>«Stesso destino per il decreto in materia di domicilio informatico, per quello sull’innovazione nel sistema dei trasporti e, soprattutto, per “l’Agenda nazionale che  definisce i contenuti e gli obiettivi delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico” e per il “rapporto annuale sullo stato del processo di valorizzazione in Italia” che avrebbero dovuto essere approvati ormai da mesi a norma di quanto previsto all’art. 9», nota Scorza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.chefuturo.it/2013/04/nel-pantano-dellagenda-digitale-ce-la-faremo-con-il-governo-letta/">CONTINUA SU CHE FUTURO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Banda larghissima italiana a prezzo moderato</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 08:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra proprio che non costerà poi tanto, in Italia, la banda larghissima di primo livello, quella che gli operatori offriranno con circa 30-50 Megabit in download e 3-10 Megabit in upload. &#160; Previsione facile guardando alle prime offerte deiconcorrenti e ai vari annunci di AgCom (Autorità garante delle comunicazioni) a loro favore. Insomma, è probabile che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sembra proprio che non costerà poi tanto, in Italia, la <strong>banda larghissima</strong> di primo livello, quella che gli operatori offriranno con circa 30-50 Megabit in download e 3-10 Megabit in upload.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Previsione facile guardando alle prime <strong>offerte</strong> dei<strong>concorrenti</strong> e ai vari annunci di AgCom (Autorità garante delle comunicazioni) a loro favore.</p>
<p>Insomma, è probabile che le offerte dei concorrenti costeranno tutte 5-10 euro al mese in più dell’Adsl e certo meno di quelle Telecom. In Italia del resto sarà difficile trovare anche utenti disposti a pagare 5 euro al mese in più. Persino tra le <strong>aziende</strong>, di questi tempi, c’è chi si farà bastare un’Adsl.</p>
<p><a href="http://www.pmi.it/tecnologia/infrastrutture-it/articolo/64285/banda-larghissima-italiana-a-prezzo-moderato.html">ARTICOLO COMPLETO SU PMI.IT</a></p>
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		<title>La ripresa del WiMax</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il WiMax cresce nella copertura e nelle offerte dei principali operatori: basta fare una panoramica per capire come questa tecnologia wireless abbia subito un’evoluzione significativa. Non solo il WiMax non è morto, ma negli ultimi mesi la sua copertura è diventata a livello nazionale e le offerte sono ormai a prezzi analoghi a quelli di un’Adsl 7 Megabit senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il <strong>WiMax</strong> cresce nella <strong>copertura</strong> e nelle <strong>offerte</strong> dei principali operatori: basta fare una panoramica per capire come questa tecnologia wireless abbia subito un’<strong>evoluzione significativa</strong>.</p>
<p>Non solo il WiMax non è morto, ma negli ultimi mesi la sua copertura è diventata a livello nazionale e le offerte sono ormai a <strong>prezzi analoghi</strong> a quelli di un’<strong>Adsl 7 Megabit</strong> senza linea Telecom.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.pmi.it/tecnologia/infrastrutture-it/articolo/64058/wimax-per-le-aziende-in-digital-divide.html">CONTINUA SU PMI.IT</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Telecom-3 Italia, iattura per i consumatori?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 12:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;acquisizione di H3G, che Telecom Italia sta valutando, rischia di essere una iattura per i consumatori: le conseguenze potrebbero essere, infatti, il rincaro delle tariffe dei telefonini e una minore scelta. L&#8217;impatto sugli utenti è ancora un aspetto inesplorato della fusione Telecom-H3G (azienda del marchio 3 Italia), ma tra gli esperti e gli addetti ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;acquisizione di H3G, che Telecom Italia sta valutando, rischia di essere una iattura per i consumatori: le conseguenze potrebbero essere, infatti, il rincaro delle tariffe dei telefonini e una minore scelta. L&#8217;impatto sugli utenti è ancora un aspetto inesplorato della fusione Telecom-H3G (azienda del marchio 3 Italia), ma tra gli esperti e gli addetti ai lavori comincia a circolare qualche analisi. Alla luce del fatto che ormai l&#8217;accordo è ufficialmente un&#8217;opzione, non è più una voce di corridoio: sarà valutato giovedì dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia.</p>
<p>«In effetti c&#8217;è il rischio di rincari, dalla fusione. 3 Italia è l&#8217;operatore che più di altri ha avuto un ruolo di rottura, nel nostro mercato. Soprattutto per i prezzi aggressivi dell&#8217;internet mobile», dice a L&#8217;Espresso <strong>Cristoforo Morandini</strong>, dell&#8217;osservatorio Between. «Potrebbero scomparire le tariffe più economiche e in generale potrebbe alzarsi la media dei prezzi», aggiunge.</p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/telecom-con-tre-rischi-di-rincari/2204382">CONTINUA SULL&#8217;ESPRESSO</a></p>
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		<title>Fine del digital divide: i dati, i soldi, i tempi (entro il 2014)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 14:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; cominciato l’ultimo grande assalto dell’Italia al digital divide, cioè la battaglia per ridurre a zero la popolazione non raggiunta da banda larga terrestre (fissa o mobile), entro- si presume- il 2014. A fine marzo è stato pubblicato infatti il primo dei due bandi di gara con cui verranno costruite reti nel digital divide e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>E&#8217; cominciato l’ultimo grande assalto dell’Italia al digital divide, cioè la battaglia per ridurre a zero la popolazione non raggiunta da banda larga terrestre (fissa o mobile), entro- si presume- il 2014. A fine marzo è stato pubblicato infatti il primo dei due bandi di gara con cui verranno costruite reti nel digital divide e il secondo bando (più importante) scatterà a fine aprile, probabilmente.</p>
<p>[...]</p>
<p>È condizione necessaria, ma non sufficiente, perché l’Italia persegua gli obiettivi dell’Agenda digitale europea: pubbliche amministrazioni (uffici, ospedali, tribunali) che parlano senza carta, scuole dove le nuove tecnologie si fondono con i metodi di insegnamento. Aziende del made in Italy che competono a livello internazionale sulle piattaforme dell’e-commerce. Vediamo infatti che vuol dire, in Italia, colmare il digital divide.</p>
<p>[...]</p>
<p>Sarebbe come, qualche decennio fa, non averli collegati al resto con le strade asfaltate. Ecco perché secondo la Commissione europea risolvere il digital divide è più urgente- e genera più progresso economico, sociale- di espandere la banda ultra larga (30-100 Megabit). Perché <strong>coprire tutto con la banda larga è un po’ come passare dal Vhs al Dvd</strong>: è il vero scarto dal passato al presente (non lo stesso si può dire dell’avvento dell’alta definizione). Verso una società in cui spostare i bit diventa più importante che muovere persone, macchine, cose, per provare- anche così- ad affrontare alcuni dei problemi critici dell’Occidente (ridurre la disoccupazione e l’inquinamento, in primis).</p>
<p><a href="http://www.chefuturo.it/2013/04/la-fine-del-digital-divide-i-dati-i-soldi-i-tempi-entro-il-2014/"><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.chefuturo.it/2013/04/la-fine-del-digital-divide-i-dati-i-soldi-i-tempi-entro-il-2014/">IL POST COMPLETO SU CHEFUTURO!.</a></p>
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		<title>Il web e l&#8217;importanza della stampa libera</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 16:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una cosa che Tim Berners Lee, il co-creatore del web, ha detto poco fa a Trento e che merita un&#8217;ulteriore evidenza: che la libertà della stampa è sacra come quella del web; ed è uno degli antidoti alla degenerazione autoritaria che i governi (e le corporation padrone dei nostri dati) possono fare dello stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>C&#8217;è una cosa che Tim Berners Lee, il co-creatore del web, <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/03/22/news/tim_berners_lee-55131375/">ha detto poco fa a Trento</a> e che merita un&#8217;ulteriore evidenza: che la libertà della stampa è sacra come quella del web; ed è uno degli antidoti alla degenerazione autoritaria che i governi (e le corporation padrone dei nostri dati) possono fare dello stesso web.</p>
<p>Parole importanti, perché provenienti non da uno di retroguardia ma da uno dei maggiori visionari del nostro tempo. Importanti soprattutto in Italia e  soprattutto ora, quando la solita tentazione semplicistica che il nostro popolo ha nell&#8217;affrontare i grandi problemi può portare a soluzioni alla Grillo, che non parla alla stampa e fa di tutta l&#8217;erba un fascio.</p>
<p>Web e stampa liberi. Entrambi. Per un ecosistema dell&#8217;informazione pro-democratico. Io non credo che la parcellizzazione dell&#8217;informazione affidata a tanti individui separati, per quanto linkati da una logica crowd, possa essere sufficiente watch dog del potere. Per la democrazia, avremo sempre bisogno di strutture organizzate e professionali, pur in crescente collaborazione con le crowd e con gli individui che abitano a vario titolo il nuovo ecosistema. Perché serve una struttura per fare la guardia alle strutture di potere, ramificate e complesse.</p>
<p>Su questo non faccio altro che <a href="http://towcenter.org/research/post-industrial-journalism/">sposare la tesi di altri</a>. Ed è bello che vi si legga lo stesso afflato nelle parole del padre del web.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ue, musica pirata non danneggia le vendite legali</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 14:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[pirateria]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un report condotto per conto della Commissione, il download illegale di brani non influenza negativamente gli acquisti e non deve preoccupare i detentori del copyright. E&#8217; vero che ci sono studi di segno opposto, ma perlomeno si può dire che la situazione non è chiara e univoca. E finché non lo è, è corretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Secondo un <a href="http://ipts.jrc.ec.europa.eu/publications/pub.cfm?id=6084">report </a>condotto per conto della Commissione, il download illegale di brani non influenza negativamente gli acquisti e non deve preoccupare i detentori del copyright.</p>
<p>E&#8217; vero che ci sono studi di segno opposto, ma perlomeno si può dire che la situazione non è chiara e univoca. E finché non lo è, è corretto costringere i provider a filtrare i siti con possibile danno agli equilibri di internet?</p>
<p>C&#8217;è anche da dire che la pirateria sta calando per via del boom delle vendite di musica online e dello streaming (legale). Credo quindi che chi resta a fare pirateria, adesso, probabilmente sono perlopiù persone che non hanno alternative e non comprerebbero comunque.</p>
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		<title>Offerte banda larghissima, i nuovi scenari</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 00:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[banda larghissima]]></category>
		<category><![CDATA[fibra ottica]]></category>

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		<description><![CDATA[Agcom ha deciso di ridurre i prezzi Telecom all&#8217;ingrosso, per la rete in fibra, e ne derivano alcune conseguenze non scontate, per l&#8217;offerta al pubblico. Ho provato a riassumerle. Telecom recepirà le decisione di Agcom nella propria offerta rivolta ai concorrenti e dopo 60 giorni potrà lanciare quella al dettaglio su tutte le città che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Agcom ha<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/02/28/news/via_libera_banda_larghissima-53597565/?ref=HREC2-2"> deciso di ridurre i prezzi Telecom all&#8217;ingrosso</a>, per la rete in fibra, e ne derivano alcune conseguenze non scontate, per l&#8217;offerta al pubblico. Ho provato a riassumerle.</p>
<li>Telecom recepirà le decisione di Agcom nella propria offerta rivolta ai concorrenti e dopo 60 giorni potrà lanciare quella al dettaglio su tutte le città che effettivamente copre. Sono 31, ma solo a Milano con Ftth 100 Megabit. Le altre sono con Fttc a 30/3 Megabit (presto potenziabili a 50-70 Megabit, secondo lo standard Vdsl2). Finora, poiché mancava questa decisione Agcom, Telecom ha potuto offrire la fibra agli utenti solo in via sperimentale a Roma, Milano, Napoli e Torino.</li>
<li>Potrebbero calare i prezzi della fibra Telecom agli utenti,<a href="http://www.telecomitalia.it/internet/fibra-ottica" target="_blank"> adesso un po&#8217; altini (59 e 50 euro al mese) </a>rispetto a quelli Fastweb (29-45 euro). Telecom decide i prezzi al dettaglio, infatti, anche sulla misura di quanto farà pagare all&#8217;ingrosso agli altri operatori. Visto che Agcom la costringe a ridurre questi ultimi prezzi, e quindi le offerte dei concorrenti al pubblico costeranno di meno del previsto, Telecom ha interesse a scontare le proprie offerte al dettaglio. Per restare competitiva.</li>
<li>Verso l&#8217;estate dovrebbero arrivare le prime offerte dei principali operatori su rete Telecom, a 30/3 Megabit. E dovrebbero essere numerose e non troppo care, grazie allo sconto imposto da Agcom. Io mi aspetterei circa 40 euro al mese.</li>
<li>Arriveranno, a giorni, anche le prime offerte Wind e Vodafone su rete Metroweb a 100 Megabit (fibra nelle case). Che però per ora è solo a Milano (ma coprirà 30 città nel 2015).</li>
<li>Per ultimo, anche se pochi se ne sono accorti, nel nuovo piano industriale Telecom ha appena comunicato che coprirà il 35 per cento della popolazione, con la fibra, entro il 2015, in 125 città. Aveva già dato invece la copertura 2014,  99 città e 7 milioni di famiglie.</li>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Europa si allontana dalla neutralità della rete</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 20:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[neutralità della rete]]></category>

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		<description><![CDATA[La si può leggere come una presa di distanze dai valori della neutralità della rete quanto ha affermato pochi giorni fa la commissaria per l&#8217;Agenda Digitale Neelie Kroes: che gli operatori possono fare offerte &#8220;tiered&#8221;, termine con cui s&#8217;intende le offerte dove il prezzo è collegato ai servizi utilizzati dagli utenti. Quindi, per esempio: paghi 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>La si può leggere come una presa di distanze dai valori della neutralità della rete <a href="http://www.techweekeurope.co.uk/news/european-commission-net-neutrality-104777" target="_blank">quanto ha affermato pochi giorni fa la commissaria per l&#8217;Agenda Digitale Neelie Kroes</a>: che gli operatori possono fare offerte &#8220;tiered&#8221;, termine con cui s&#8217;intende le offerte dove il prezzo è collegato ai servizi utilizzati dagli utenti. Quindi, per esempio: paghi 10 euro per avere solo http, ma se vuoi vedere anche i video devi pagare 15&#8230;o 20 euro.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;affermazione importante, che arriva dopo anni in cui la Commissione ha solo preso tempo, su tali questioni. Si era limitata solo a dire che avrebbe vigilato perché gli operatori non compromettessero la libertà di espressione o la concorrenza, con le loro pratiche di gestione del network. Beninteso, ci sono già stati casi di operatori con offerte &#8220;tiered&#8221;, soprattutto sul mobile ma anche sul fisso. L&#8217;abuso di queste offerte ha spinto le autorità olandesi a fare la prima legge europea a tutela della neutralità della rete. Il disco verde- informale- da parte dell&#8217;Europa dovrebbe ora incoraggiare la nascita di altre offerte di questo tipo.</p>
<p><a href="http://blog.wired.it/bandastretta/2013/01/18/leuropa-si-allontana-dalla-neutralita-della-rete.html">Continua</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ma Lte avanza più lento del previsto in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 01:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga mobile]]></category>
		<category><![CDATA[lte]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà che non è tempo per investimenti coraggiosi, sarà che hanno speso davvero tanto in frequenze e che fare una rete ex nova è molto costoso, ma rilevo che gli operatori mobili stanno procedendo a passo molto cauto con le coperture e le offerte Lte. Anche se nelle prossime settimane è prevista un&#8217;accelerata grazie alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sarà che non è tempo per investimenti coraggiosi, sarà che hanno speso davvero tanto in frequenze e che fare una rete ex nova è molto costoso, ma rilevo che gli operatori mobili stanno procedendo a passo molto cauto con le coperture e le offerte Lte. Anche se nelle prossime settimane è prevista un&#8217;accelerata grazie alle nuove frequenze 800 MHz.</p>
<p>Insomma, c&#8217;è un po&#8217; di ritardo sulle promesse iniziali. Ricordiamolo: Telecom prometteva di coprire 20 città entro dicembre. Telecom e Vodafone di avere entro Natale le prime offerte per smartphone. 3 Italia aveva addirittura affermato che sarebbe stato il primo a lanciare l&#8217;Lte.</p>
<p>Ecco invece la situazione: Telecom e Vodafone sono a Roma, Milano, Torino, Genova, Palermo, Napoli, Padova. Vodafone anche a Bari; Telecom anche a Trento, Forlì, Taranto, Cortina D’Ampezzo, Ancona, Courmayeur, Catanzaro.<span id="more-1433"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ergo, Telecom sta guidando la partita della copertura e ha anche un maggior numero di offerte. Ma nessuno ha quelle per smartphone: per ora si naviga solo con chiavetta o e le offerte includono un solo modello di tablet (Samsung Galaxy 8.9). 3 Italia lancerà le offerte a inizi febbraio, mi dice, e per ora sta offrendo i servizi ad Acuto, Roma e Milano in modo non commerciale. Ad Acuto &#8220;un centinaio di persone tra studenti, docenti e amministrazione comunale stanno già utilizzando su tablet&#8221;, mi dice l&#8217;operatore. &#8220;A dicembre abbiamo avviato l&#8217;Lte anche a Milano e a Roma dove circa 200 clienti selezionati stanno usando in promo gratuita le funzionalità del nuovo servizio attraverso chiavette, tablet e smartphone Lte&#8221;. Mi risulta che 3 Italia avrà un&#8217;offerta Lte sostanzialmente in linea con quelle attuali, quindi molto più economiche rispetto a quelle di Tim e Vodafone (che partono da 30 euro al mese). Insomma, il consiglio è di aspettare un mese per provare l&#8217;Lte. Anche perché Tim e Vodafone dicono che a gennaio lanceranno anche le offerte per smartphone.</p>
<p>La copertura Telecom e Vodafone dovrebbe aumentare presto grazie alle frequenze 800 MHz, ottenute a gennaio dal ministero allo Sviluppo economico, che le ha liberate dalle tivù locali. E&#8217; la prima volta che l&#8217;Italia toglie spazio alla tivù per darlo a internet e per me è segno epocale di un Paese che gioco forza deve cambiare i pesi in gioco. Lo vuole la normativa europea e in fondo lo vuole anche la popolazione, che pur essendo sempre molto televisivo-centrica (rispetto al resto del mondo) sta sposando con decisione l&#8217;internet mobile.</p>
<p>Mi sembra che Vodafone sia l&#8217;operatore più pronto a usare gli 800 MHz: già nei prossimi giorni (a quanto mi dice) e progressivamente su tutto il territorio nazionale. &#8220;Le frequenze 800 permetteranno di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale, con l’estensione della rete 4G a livello nazionale e nelle aree ancora in digital divide. Inoltre, l’utilizzo di questa tecnologia aumenterà ulteriormente la qualità del servizio dati anche all’interno degli edifici&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Banda larga, i numeri di un ritardo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 09:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena usciti da Eurostat &#160; Households with internet access and broadband connection, % Internet access Broadband connection 2006 2009 2012 2006 2009 2012 EU27 49 66 76 30 57 72 Belgium 54 67 78 48 63 75 Bulgaria 17 30 51 10 26 51 Czech Republic 29 54 71 17 49 68 Denmark 79 83 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Appena usciti da Eurostat</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Households with internet access and broadband connection, %</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="132"><strong> </strong></td>
<td colspan="3" width="274" valign="top"><strong>Internet access</strong></td>
<td colspan="3" width="274" valign="top"><strong>Broadband connection</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="91"><strong>2006</strong></td>
<td width="91" valign="top"><strong>2009</strong></td>
<td width="91"><strong>2012</strong></td>
<td width="91"><strong>2006</strong></td>
<td width="91" valign="top"><strong>2009</strong></td>
<td width="91"><strong>2012</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>EU27</strong></td>
<td width="91"><strong>49</strong></td>
<td width="91" valign="top"><strong>66</strong></td>
<td width="91"><strong>76</strong></td>
<td width="91"><strong>30</strong></td>
<td width="91" valign="top"><strong>57</strong></td>
<td width="91"><strong>72</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Belgium</strong></td>
<td width="91">54</td>
<td width="91" valign="top">67</td>
<td width="91">78</td>
<td width="91">48</td>
<td width="91" valign="top">63</td>
<td width="91">75</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Bulgaria</strong></td>
<td width="91">17</td>
<td width="91" valign="top">30</td>
<td width="91">51</td>
<td width="91">10</td>
<td width="91" valign="top">26</td>
<td width="91">51</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Czech Republic</strong></td>
<td width="91">29</td>
<td width="91" valign="top">54</td>
<td width="91">71</td>
<td width="91">17</td>
<td width="91" valign="top">49</td>
<td width="91">68</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Denmark</strong></td>
<td width="91">79</td>
<td width="91" valign="top">83</td>
<td width="91">92</td>
<td width="91">63</td>
<td width="91" valign="top">76</td>
<td width="91">85</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Germany</strong></td>
<td width="91">67</td>
<td width="91" valign="top">79</td>
<td width="91">85</td>
<td width="91">34</td>
<td width="91" valign="top">65</td>
<td width="91">82</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Estonia</strong></td>
<td width="91">46</td>
<td width="91" valign="top">63</td>
<td width="91">75</td>
<td width="91">37</td>
<td width="91" valign="top">62</td>
<td width="91">74</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Ireland</strong></td>
<td width="91">50</td>
<td width="91" valign="top">67</td>
<td width="91">81</td>
<td width="91">13</td>
<td width="91" valign="top">54</td>
<td width="91">65</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Greece</strong></td>
<td width="91">23</td>
<td width="91" valign="top">38</td>
<td width="91">54</td>
<td width="91">4</td>
<td width="91" valign="top">33</td>
<td width="91">51</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Spain</strong></td>
<td width="91">39</td>
<td width="91" valign="top">54</td>
<td width="91">68</td>
<td width="91">29</td>
<td width="91" valign="top">51</td>
<td width="91">67</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>France</strong></td>
<td width="91">41</td>
<td width="91" valign="top">69</td>
<td width="91">80</td>
<td width="91">30</td>
<td width="91" valign="top">63</td>
<td width="91">77</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Italy</strong></td>
<td width="91">40</td>
<td width="91" valign="top">53</td>
<td width="91">63</td>
<td width="91">16</td>
<td width="91" valign="top">39</td>
<td width="91">55</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Cyprus</strong></td>
<td width="91">37</td>
<td width="91" valign="top">53</td>
<td width="91">62</td>
<td width="91">12</td>
<td width="91" valign="top">47</td>
<td width="91">62</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Latvia</strong></td>
<td width="91">42</td>
<td width="91" valign="top">58</td>
<td width="91">69</td>
<td width="91">23</td>
<td width="91" valign="top">50</td>
<td width="91">67</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Lithuania</strong></td>
<td width="91">35</td>
<td width="91" valign="top">60</td>
<td width="91">62</td>
<td width="91">19</td>
<td width="91" valign="top">50</td>
<td width="91">61</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Luxembourg</strong></td>
<td width="91">70</td>
<td width="91" valign="top">87</td>
<td width="91">93</td>
<td width="91">44</td>
<td width="91" valign="top">71</td>
<td width="91">68</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Hungary</strong></td>
<td width="91">32</td>
<td width="91" valign="top">55</td>
<td width="91">69</td>
<td width="91">22</td>
<td width="91" valign="top">51</td>
<td width="91">68</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Malta</strong></td>
<td width="91">53</td>
<td width="91" valign="top">64</td>
<td width="91">77</td>
<td width="91">41</td>
<td width="91" valign="top">63</td>
<td width="91">77</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Netherlands</strong></td>
<td width="91">80</td>
<td width="91" valign="top">90</td>
<td width="91">94</td>
<td width="91">66</td>
<td width="91" valign="top">77</td>
<td width="91">83</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Austria</strong></td>
<td width="91">52</td>
<td width="91" valign="top">70</td>
<td width="91">79</td>
<td width="91">33</td>
<td width="91" valign="top">58</td>
<td width="91">77</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Poland</strong></td>
<td width="91">36</td>
<td width="91" valign="top">59</td>
<td width="91">70</td>
<td width="91">22</td>
<td width="91" valign="top">51</td>
<td width="91">67</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Portugal</strong></td>
<td width="91">35</td>
<td width="91" valign="top">48</td>
<td width="91">61</td>
<td width="91">24</td>
<td width="91" valign="top">46</td>
<td width="91">60</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Romania</strong></td>
<td width="91">14</td>
<td width="91" valign="top">38</td>
<td width="91">54</td>
<td width="91">5</td>
<td width="91" valign="top">24</td>
<td width="91">50</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Slovenia</strong></td>
<td width="91">54</td>
<td width="91" valign="top">64</td>
<td width="91">74</td>
<td width="91">34</td>
<td width="91" valign="top">56</td>
<td width="91">73</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Slovakia</strong></td>
<td width="91">27</td>
<td width="91" valign="top">62</td>
<td width="91">75</td>
<td width="91">11</td>
<td width="91" valign="top">42</td>
<td width="91">72</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Finland</strong></td>
<td width="91">65</td>
<td width="91" valign="top">78</td>
<td width="91">87</td>
<td width="91">53</td>
<td width="91" valign="top">74</td>
<td width="91">85</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Sweden</strong></td>
<td width="91">77</td>
<td width="91" valign="top">86</td>
<td width="91">92</td>
<td width="91">51</td>
<td width="91" valign="top">79</td>
<td width="91">87</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>United Kingdom</strong>*<strong> </strong></td>
<td width="91">63</td>
<td width="91" valign="top">77</td>
<td width="91">83</td>
<td width="91">44</td>
<td width="91" valign="top">69</td>
<td width="91">80</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Iceland</strong></td>
<td width="91">83</td>
<td width="91" valign="top">90</td>
<td width="91">95</td>
<td width="91">72</td>
<td width="91" valign="top">87</td>
<td width="91">91</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Norway</strong></td>
<td width="91">69</td>
<td width="91" valign="top">86</td>
<td width="91">93</td>
<td width="91">57</td>
<td width="91" valign="top">78</td>
<td width="91">86</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Croatia</strong>**<strong> </strong></td>
<td width="91">41</td>
<td width="91" valign="top">50</td>
<td width="91">66</td>
<td width="91">23</td>
<td width="91" valign="top">39</td>
<td width="91">60</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Montenegro</strong></td>
<td width="91">:</td>
<td width="91">:</td>
<td width="91">55</td>
<td width="91">:</td>
<td width="91">:</td>
<td width="91">52</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Former Yug. Rep. of Macedonia</strong><strong> </strong></td>
<td width="91">14</td>
<td width="91">42</td>
<td width="91">:</td>
<td width="91">1</td>
<td width="91">34</td>
<td width="91">:</td>
</tr>
<tr>
<td width="132"><strong>Turkey</strong>**<strong> </strong></td>
<td width="91">20</td>
<td width="91">30</td>
<td width="91">47</td>
<td width="91">17</td>
<td width="91">26</td>
<td width="91">43</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>:     Data not available</p>
<p>*     United Kingdom: 2011 instead of 2012; EU27 for 2012 is calculated using United Kingdom data for 2011</p>
<p>**    Croatia and Turkey: 2007 instead of 2006</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Selected activities of internet users, 2012</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="123"><strong> </strong></td>
<td colspan="5" width="558"><strong>% of internet users in the last 3 months having used internet for:</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="111"><strong>Reading online news, newspapers</strong></td>
<td width="112"><strong>Internet banking</strong></td>
<td width="111"><strong>Posting messages to social media</strong><strong> </strong></td>
<td width="112"><strong>Travel and accommodation services</strong></td>
<td width="112"><strong>Creating a   website or blog</strong><strong></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>EU27</strong></td>
<td width="111"><strong>61</strong></td>
<td width="112"><strong>54</strong></td>
<td width="111"><strong>52</strong></td>
<td width="112"><strong>50</strong></td>
<td width="112"><strong>9</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Belgium</strong></td>
<td width="111">53</td>
<td width="112">69</td>
<td width="111">u</td>
<td width="112">49</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Bulgaria</strong></td>
<td width="111">69</td>
<td width="112">7</td>
<td width="111">57</td>
<td width="112">18</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Czech Republic</strong></td>
<td width="111">85</td>
<td width="112">47</td>
<td width="111">35</td>
<td width="112">58</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Denmark</strong></td>
<td width="111">79</td>
<td width="112">86</td>
<td width="111">:</td>
<td width="112">60</td>
<td width="112">11</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Germany</strong></td>
<td width="111">67</td>
<td width="112">55</td>
<td width="111">42</td>
<td width="112">62</td>
<td width="112">8</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Estonia</strong></td>
<td width="111">91</td>
<td width="112">87</td>
<td width="111">56</td>
<td width="112">28</td>
<td width="112">12</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Ireland</strong></td>
<td width="111">43</td>
<td width="112">56</td>
<td width="111">59</td>
<td width="112">61</td>
<td width="112">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Greece</strong></td>
<td width="111">77</td>
<td width="112">17</td>
<td width="111">59</td>
<td width="112">38</td>
<td width="112">10</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Spain</strong></td>
<td width="111">76</td>
<td width="112">45</td>
<td width="111">61</td>
<td width="112">58</td>
<td width="112">12</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>France</strong></td>
<td width="111">38</td>
<td width="112">66</td>
<td width="111">40</td>
<td width="112">47</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Italy</strong></td>
<td width="111">55</td>
<td width="112">37</td>
<td width="111">52</td>
<td width="112">45</td>
<td width="112">6</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Cyprus</strong></td>
<td width="111">73</td>
<td width="112">35</td>
<td width="111">61</td>
<td width="112">48</td>
<td width="112">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Latvia</strong></td>
<td width="111">88</td>
<td width="112">64</td>
<td width="111">51</td>
<td width="112">u</td>
<td width="112">8</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Lithuania</strong></td>
<td width="111">92</td>
<td width="112">65</td>
<td width="111">71</td>
<td width="112">21</td>
<td width="112">6</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Luxembourg</strong></td>
<td width="111">75</td>
<td width="112">69</td>
<td width="111">55</td>
<td width="112">65</td>
<td width="112">11</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Hungary</strong></td>
<td width="111">86</td>
<td width="112">36</td>
<td width="111">62</td>
<td width="112">25</td>
<td width="112">16</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Malta</strong></td>
<td width="111">76</td>
<td width="112">60</td>
<td width="111">64</td>
<td width="112">46</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Netherlands</strong></td>
<td width="111">59</td>
<td width="112">86</td>
<td width="111">70</td>
<td width="112">55</td>
<td width="112">17</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Austria</strong></td>
<td width="111">57</td>
<td width="112">57</td>
<td width="111">46</td>
<td width="112">51</td>
<td width="112">10</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Poland</strong></td>
<td width="111">48</td>
<td width="112">51</td>
<td width="111">68</td>
<td width="112">20</td>
<td width="112">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Portugal</strong></td>
<td width="111">67</td>
<td width="112">41</td>
<td width="111">75</td>
<td width="112">28</td>
<td width="112">12</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Romania</strong></td>
<td width="111">73</td>
<td width="112">8</td>
<td width="111">48</td>
<td width="112">24</td>
<td width="112">9</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Slovenia</strong></td>
<td width="111">69</td>
<td width="112">41</td>
<td width="111">66</td>
<td width="112">46</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Slovakia</strong></td>
<td width="111">63</td>
<td width="112">52</td>
<td width="111">62</td>
<td width="112">52</td>
<td width="112">7</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Finland</strong></td>
<td width="111">89</td>
<td width="112">91</td>
<td width="111">54</td>
<td width="112">69</td>
<td width="112">8</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Sweden</strong></td>
<td width="111">86</td>
<td width="112">85</td>
<td width="111">58</td>
<td width="112">58</td>
<td width="112">11</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>United Kingdom</strong>*<strong></strong></td>
<td width="111">53</td>
<td width="112">:</td>
<td width="111">:</td>
<td width="112">58</td>
<td width="112">:</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Iceland</strong></td>
<td width="111">94</td>
<td width="112">90</td>
<td width="111">67</td>
<td width="112">54</td>
<td width="112">13</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Norway</strong></td>
<td width="111">90</td>
<td width="112">91</td>
<td width="111">62</td>
<td width="112">59</td>
<td width="112">11</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Croatia </strong></td>
<td width="111">85</td>
<td width="112">33</td>
<td width="111">56</td>
<td width="112">23</td>
<td width="112">10</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Montenegro</strong></td>
<td width="111">75</td>
<td width="112">4</td>
<td width="111">77</td>
<td width="112">25</td>
<td width="112">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="123"><strong>Turkey</strong></td>
<td width="111">73</td>
<td width="112">17</td>
<td width="111">42</td>
<td width="112">19</td>
<td width="112">5</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>:     Data not available</p>
<p>u    Data not reliable</p>
<p><strong>* </strong>United Kingdom: 2011 instead of 2012; EU27 for 2012 is calculated using United Kingdom data for 2011</p>
<ol>
<li>The survey covered households with at least one person aged 16-74, and individuals aged 16-74. The main reference period was the first quarter of 2012. Households were asked about internet access by any member of the household at home. Individuals were asked about frequency of internet use and about activities they had carried out on the internet in the last three months prior to the survey at home or at any other location for private purposes.</li>
<li><strong>Eurostat</strong>, Statistics in Focus 50/2012 &#8220;<strong>Internet use in households and by individuals in 2012</strong>&#8220;, available free of charge in pdf format on the Eurostat web site. The full set of data can be found in the dedicated section: <a href="http://ec.europa.eu/eurostat/ict"><strong>http://ec.europa.eu/eurostat/ict</strong></a> under &#8220;Data&#8221;.</li>
<li>Digital Agenda for Europe: <a href="http://ec.europa.eu/digital-agenda">http://ec.europa.eu/digital-agenda</a></li>
<li>Internet user: having used the internet in the last 3 months.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>All&#8217;Itu (Onu) scontro sulla geopolitica di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 16:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che ho capito dalla conferenza WCIT dell&#8217;Itu (Onu), da cui è sorto il nuovo trattato internazionali che regola le reti tlc (aggiornando quello del 1988): Siamo entrati in una sorta di guerra fredda per la governance del digitale, che quindi diventa a tutti gli effetti un affare geopolitico. Ricordiamo che 89 membri delle Nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Quello che ho capito dalla conferenza WCIT dell&#8217;Itu (Onu), da cui è sorto il nuovo trattato internazionali che regola le reti tlc (aggiornando quello del 1988):</p>
<p>Siamo entrati in una sorta di guerra fredda per la governance del digitale, che quindi diventa a tutti gli effetti un affare geopolitico.</p>
<p>Ricordiamo che 89 membri delle Nazioni Unite (di cui l’Itu è l’agenzia per le tlc) hanno sottoscritto il nuovo trattato (<a href="http://www.itu.int/en/wcit-12/Documents/final-acts-wcit-12.pdf">pdf</a>). Tra gli altri, Russia, Cina, Arabia Saudita, Brasile. L’hanno contestato invece 55 Paesi tra cui gli Stati Uniti, Regno Unito, Canada, accusandolo di essere un tentativo per censurare internet a opera dei governi meno democratici. Altri Paesi, come l’Italia, stanno invece valutando il da farsi. Hanno deciso di consultarsi prima con i propri governi.</p>
<p>Il testo si presta a varie interpretazioni e c’è da scommettere che avrà effetti diversi a seconda del Paese dove verrà ratificato. Coloro che non l’hanno sottoscritto rimarranno comunque con le regole attuali, risalenti al 1988.</p>
<p>Una cortina si è eretta tra i Paesi che hanno firmato e coloro che non l’hanno fatto e quindi dal 2015 potranno nascere differenti modi di gestire (e vedere) la rete, pur sempre sotto il cappello delle Nazioni Unite.</p>
<p>L’aspetto interessante è che entrambe le barricate dicono di agire per il bene di internet. Idem il segretario generale dell’Itu, Hamadoun I.Touré, secondo cui il nuovo trattato non minaccia la libertà di espressione e anzi non si occupa affatto del controllo di internet; ma anzi contribuirà a portare online quelle 4,5 miliardi di persone che sono ancora fuori da internet e che abitano perlopiù nei Paesi poveri.</p>
<p>Il nuovo trattato dà, di fatto, un ruolo maggiore ai singoli Paesi per le questioni della rete. Dice per esempio che sono tutti i governi ugualmente importanti per la governance di internet, per assicurarne la stabilità, la sicurezza, la continuità e il suo futuro sviluppo. L’aspetto della sicurezza è centrale, nel dibattito: gli Stati Uniti si sono opposti a dare questo ruolo ai governi. Hanno visto come una minaccia alla libertà di internet anche un articolo che dà ai governi  il compito di contrastare le “comunicazioni elettroniche non richieste”. Il timore, dei non firmatari, è che questo sia un pretesto per censurare i contenuti sgraditi al potere politico, considerandoli quindi alla stregua dello spam.</p>
<p>Alcuni dei firmatari però ritengono che il modello multi stakeholder sia solo una facciata e in realtà siano gli Usa <a href="http://italian.ruvr.ru/2012_12_14/Internet-rimane-monopolio-USA-Russia-Cina/">ad avere la vera governance della rete.</a></p>
<p>La materia è intricata e forse bisognerebbe evitare di cadere nell’ingenuità di una visione bianco-nero: persino <a href="http://www.economist.com/blogs/babbage/2012/12/internet-regulation">The Economist</a> scrive che gli Usa in fondo fanno anche i propri interessi, con la propria posizione pro-internet. “Nessun altro Paese beneficia così tanto dallo status quo nel mondo online. Poiché molta dell’infrastruttura internet è in America e la maggior parte del suo traffico passa da lì, l’America è in una posizione senza uguali per spiarlo, se volesse farlo. Le aziende internet americane catturano inoltre la quota maggiore dei profitti dell’industria online”.</p>
<p>Certo è che non avremo un nuovo trattato per regolare in modo condiviso le reti tlc, nel mondo, e già questo esito può essere visto come una sconfitta. Ma è positivo che questi temi siano finiti al centro di una “guerra fredda digitale” (come la definisce The Economist), con opposti punti di vista, dove è molto difficile discernere tra buona e cattiva fede degli esponenti. Se ne riparlerà probabilmente alla prossima conferenza Itu, prevista nel 2014 nella Corea del Sud. Ma, nel frattempo, sarà interessante vedere quali altri Paesi firmerà il trattato. Anche quelli che l’hanno rigettato adesso potrebbero, in futuro, sottoscriverne alcuni articoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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