I grossi limiti dell’e-banking BNL 15 Maggio 2010
Si dice sempre che da noi gli utenti sono arretrati, ma non si dice altrettanto un’altra cosa vera: che anche l’offerta è arretrata, nell’e-banking, nell’e-commerce e in tante altre cose.
Il caso dell’e-banking di Bnl è emblematico. Vi dicono di poter fare tutto con la piattaforma online? Sbagliato. Il trading non consente operazioni sul mercato tlx (a differenza di Intesa San Paolo e Credito Italiano, mi dicono). Provate poi a chiedere una variazione sulla vostra carta di credito, tramite piattaforma online. Ti compare una pagina da stampare, compilare e da inviare a un numero di fax. Per variazioni tipo indirizzo, non per cambiare il limite di utilizzo, tra l’altro. E non ditemi che è per sicurezza, mi metto a ridere: la piattaforma online, una volta che mi ha autenticato, può farmi trasferire l’intero importo del conto corrente. A maggior ragione dovrebbe consentirmi variazioni.
Sono pessimista sulla possibilità che Bnl modernizzi presto la propria piattaforma: il mercato è molto poco concorrenziale e in particolare quello dell’e-banking in Italia è asfittico. Certo però che se l’offerta è di questa qualità, non lo incoraggia nemmeno…
Opzioni musicali 28 Marzo 2010
L’ultimo album dei Baustelle ascoltatelo pure gratis su Dada, ma per comprarlo è meglio Ibs. Pura matematica del prezzo e anche la comodità di un click-to-download tutto l’album.
P.S.
Certo che fino all’anno scorso ce la scordavamo questa libertà di scelta sulla musica digitale. Ora è il momento dei film da scaricare. Suvvia etichette nostrane, ce la fate a sincronizzarvi sul 2010.
I furbetti degli Ad Blocker 8 Marzo 2010
L’esperimento di Ars Technica (bloccare i contenuti per 12 ore a chi usa Ad Blocker) solleva alcune riflessioni. Sì, è vero, ci sono pubblicità invadenti. Credo però che sul web siano solo due gli atteggiamenti coerenti: a)Accettare la pubblicità di siti che ci interessano b)evitare i siti che hanno pubblicità che non condividiamo.
La soluzione: “vedere il sito lo stesso, ma togliere la pubblicità” è il classico atteggiamento da furbetti. Siamo tanto bravi a condannarlo quando si tratta di politici e imprenditori ma poi siamo i primi a esercitarlo quando si tratta delle nostre scelte individuali.
Gli ad blocker sono sbagliati sempre? No, possono aiutare a bloccare quella pubblicità fastidiosa (e magari anche con spyware) che si apre quando finiamo su un sito sconosciuto, trovato con una ricerca da Google. Ma allora abbiamo la coerenza di mettere in whitelist tutti i siti su cui andiamo di proposito e regolarmente.
Il mio primo articolo sul fitness 9 Febbraio 2010

E’ bello quando si può scrivere di un hobby che ti accompagna da tutta la vita. Così sono contento di quest’articolo uscito sull’ultimo Venerdì di Repubblica, dove smentiamo i tanti luoghi comuni sul fitness. Dalla pancetta obbligatoria con l’età al fatto che per rimettersi in forma bisogna iscriversi in palestra.
Conversioni che stupiscono 9 Dicembre 2009
“Se all’epoca di Auschwitz e Dachau ci fosse stato internet, non ci sarebbe stato lo sterminio degli ebrei”. Rheingold? No Maurizio Costanzo. Sì quello che “ma vuoi mettere una passeggiata al chiaro di luna” al De Crescenzo che gli raccontava delle prime navigazioni sul web, 10 anni fa o giù di lì.
Miopia eCommerce Warner Village 7 Novembre 2009
E poi si chiedono perché l’Italia è all’ultimo posto in Europa per uso di ecommerce (fonte: Eurostat 2009). E’ anche colpa dell’offerta e per verificarlo fate un salto su siti grandi e importanti. Come Warner Village.
“Attenzione: Questo sistema richiede explorer 5.5 o superiore” (sic, non Internet Explorer). Con Firefox la prenotazione non va avanti.
Usabilità zero per molti versi. Per prenotare devi cliccare sull’orario ma dopo ti chiede di riselezionare tutto da capo, film, giorno, ora. E non accetta prenotazioni per film del pomeriggio. Devi prenotare oltre due ore prima l’inizio dello spettacolo (ma che, trascrivono a mano nei sistemi? E’ quello che si dice “real time”).
50 centesimi di “diritto prevendita” (ma perché?).
Evitate l’Uomo di Altamura 26 Agosto 2009
Un caso straordinario di ritrovamento archeologico: uno scheletro completo di uomo preistorico. Sono andato a vederlo, ad Altamura (Bari). Peccato che poi ho scoperto una cosa che nessuna guida dice: lo scheletro si vede solo in video (ma allora perché non metterlo su interent e buona notte?), perché è in una grotta profonda impraticabile. Lasciate perdere.
Tristezza concorsone 3 Italia 27 Luglio 2009

Che 3 si metta a fare una lotteria, passi. L’ha fatta anche Tim, all’epoca. Ma che la pubblicizzi anche in home page, come la cosa più importante del momento, beh…la dice lunga sui tempi che corrono.
Cinque buoni motivi per scioperare il 14 10 Luglio 2009
L’allarme D’Alia è una bufala 10 Giugno 2009
Questo blog aderisce alla campagna per smontare l’allarme che corre su Facebook, sull’emendamento D’Alia. E’ stato soppresso, andiamo avanti, tanto c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Disdire l’abbonamento alle suonerie cellulari 26 Marzo 2009
Visto che il tema è sempre verde, qualche consiglio per disdire l’abbonamento che ti si lega con un doppio cordone da 5 euro la settimana. Bisogna mandare un sms al numero delle suonerie con una parola in codice speciale, non facile da trovare. Questo sito, però, ne raccoglie tante. Attenzione, però, è come un video game: bisogna mettere la password precisa, rispettando maiuscole e minuscole… Entrare è facile, uscire no
L’Adsl fantasma di Tiscali
C’era una volta Tiscali Mini, l’Adsl più economica in Italia (10 euro mese). Ma la Mini è scomparsa dal sito di Tiscali. Contattati, dicono che è in realtà ancora attivabile. Non da molti, immagino, visto che non è che sia più in bella evidenza, sul sito… Forse era davvero troppo economica…
Pirate Bay a testa china 4 Marzo 2009
Wired ha seguito il processo ed è emerso un volto molto poco carismatico e rivoluzionario dei gestori di Pirate Bay. Sono stati tutto un “non è colpa mia, ma degli utenti” e un “io non avevo nulla a che fare con la gestione del sito” (Peter Sunde), che sarà pure pratico e sensato per farla franca, ma di onorevole ha ben poco. Non da parte di chi si è fatto per anni vessilli di libertà e rivoluzione del copyright.
Più privacy su Facebook 3 Marzo 2009
Ho visto che ci sono alcune opzioni, su Facebook, che ci potrebbero tornare utili per aumentare la nostra privacy. Magari non tutti le conoscono.
Passiamo il mouse su Impostazioni, in alto a destra, e poi clic su Impostazioni sulla privacy, nel menu a scomparsa. Clicchiamo su Ricerca togliamo le spunte dalle voci che non vogliamo siano visibili a qualsiasi utente internet che ricerchi il nostro nome su Facebook (siamo sicuri di voler mostrare a tutti i nostri amici le cose che ci piacciono?). Togliendo la spunta da Elenco di ricerca pubblico rimoviamo la nostra pagina di Facebook dai motori di ricerca.
Da Impostazioni sulla privacy clic su Applicazioni e poi su Impostazioni. Qui possiamo restringere le informazioni su di noi che diventano visibili su applicazioni Facebook ogni volta che un nostro amico le utilizza.
Alitalia online che disastro 21 Febbraio 2009
E’ da ieri che sto cercando di acquistare un volo su Alitalia e non è la prima volta che mi accorgo di quanto buggato sia il sito. Fai tutto e al momento dell’acquisto ti ritrovi il messaggio
“Attenzione alle seguenti segnalazioni.
il sistema non ha potuto effettuare la prenotazione: almeno una frazione del viaggio non è stata confermata”
Puoi avviare una chat ma ovviamente “nessun operatore è disponibile”
Il tutto solo qualche giorno dopo una disavventura aerea: tornavo da Barcellona e il volo, per unproblema tecnico, aveva un’ora di ritardo. Atterra alle 21.20, quando il volo successivo sarebbe partito alle 21.35. Avevo il check in già fatto e l’avrei preso, se ad inefficienza non si sarebbe sommata inefficienza: ci mettono ben 20 minuti per disimbarcarci e per il pullman. Arrivo al gate alle 21.45. Dite che per pochi minuti ci hanno aspettato, visto che non ero da solo sul volo ed era l’ultimo della giornata? Macché. Alitalia preferisce pagare albergo e ristorante, invece di aspettare 10 minuti (e non capisco perché invece in altri casi aspetta anche di più). Erano tanti quelli che, anche da altri voli, si sono trovati nella stessa situazione: una 20ina. E quelli dell’albergo, Satellite, che devono ringraziare Alitalia, mi hanno detto allibiti che il giorno prima ce n’erano 200. “Anche solo 100 euro a persona, sono 20 mila euro. Ma ad Alitalia conviene non aspettare qualche minuto?”. Sarebbe interessante scoprirlo. Senza considerare che, oltre al danno per l’albergo, Alitalia deve fronteggiare la perdita di immagine, per i passeggeri inferociti. Ma forse ormai pensa che, da quella parte, non ha più niente da perdere.
Lode all’anonimato 20 Febbraio 2009
In questi tempi, a fronte del delirante ddl Carlucci (che non so se è inutile o dannoso, a secondoa di come lo si interpreta), vale la pena ricordare questo vecchio-ma-ancora-attuale pezzo di Schneier sull’importanza dell’anonimato su internet.
I due concetti fondamentali sono che 1)è importante che io possa essere anonimo, perché non siamo in un mondo perfetto e in questo mondo imperfetto io posso subire conseguenze negative anche per azioni e paroli legali sul web (vedi: non essere assunto, denunciato da aziende di cui ho descritto criticamente i servizi, essere discriminato da colleghi/conoscenti per le mie opinioni; è la stessa ragione per cui il Garante della Privacy avvisa sui rischi dei social network) 2)non abbiamo bisogno di conoscere l’identità di altri utenti sul web, ma il loro grado di affidabilità, che è cosa ben diversa. eBay lo risolve con il sistema del feedback sui venditori.
Io aggiungere un tassello, che è il concetto di anonimato protetto e responsabile di Quintarelli: le forze dell’ordine sappiano sì il mio nome, ma se serve e in base a indagini, regolarmente istruite da un magistrato competente. Affinché io sia inchiodato alle mie resonsabilità, se si pone l’eventualità. Ma non sia costretto a girare sul web sempre schedato per tutto e a tutti.
Perché è sbagliata la legge filtra internet 12 Febbraio 2009
Lo spiega benissimo Quinta in un lungo post di oggi.
Io tengo a specificare la differenza tra far rispettare le leggi anche sul web e la censura. Riguarda un concetto caro in democrazia, quale è la libertà di espressione
DOMANDA
Ma non è giusto far rispettare le leggi sul web?
RISPOSTA
Sì, ma in modo analogo al mondo reale. In democrazia c’è quello che si chiama libertà di espressione: io sono lbero di dire, scrivere, quello che vogliono. Salvo poi pagarne le conseguenze, con eventuali denunce e processi. Il filtro sul contenuto è invece a priori: impedisce anche l’espressione e salta la fase processuale. Nel mondo reale, è come se io ritirassi dalle edicole i giornali che parlano male di un certo politico o imprenditore. O come se impedissi a qualcuno di salire su una scatola e parlare con il megafono. E’ questo passaggio che sfugge a molti: perseguire un reato d’espressione è una cosa, impedire che avvenga è un’altra cosa. Sulle rapine possiamo fare prevenzione. Sull’espressione, così importante anche quando danneggia reputazioni altrui e incita ai reati, dobbiamo andarci in modo più sottile.
E poi spiegatemi come mai i gruppi su Facebook no e le magliette-mafia sì, i negozi dedicati a mussolini sì.
Quando gli animalisti sono fanatici 11 Febbraio 2009
Hanno fatto sospendere una mostra fotografica su violenze sugli animali. Un po’ come i cattolici e la rana crocifissa… Eppure quella mostra faceva addirittura un favore all’animalismo, mostrando la violenza. Ma anche se non fosse stata di condanna alla violenza, avrebbe avuto diritto a esserci lo stesso: l’espressione artistica, al di là delle motivazioni dell’autore, è sempre opportunità di dibattito e di stimolo intellettuale e delle coscienze. La censura invece è chiusura che chiama chiusura. Ed è doppiamente assurdo che venga dagli animalisti, che vorrebbero cambiare il mondo spingendo la gente a riflettere su violenze considerate normali dall’uomo della strada…
La prima grande crisi nell’era di internet 3 Febbraio 2009
Interessante riflessione sul Nytimes sul Wsj. Nel ‘29 la gente andava nei cinema. Ora è più economico: giocano online, usano i social network. L’articolista la chiama, con una definizione molto azzeccata, “anestesia sociale”. Ma non è una cosa brutta: è un modo per evitare la depressione e quindi conservare forze per trovare lavoro. Per continuare a cercarlo, senza perdere le speranze. Perdere le speranze: è quello che rende tante persone del sud Italia, spesso donne, disoccupate di lungo corso, ma fuori anche dalle statistiche di disoccupazione. Hanno perso finanche le speranze di trovarlo, il lavoro. E se quelle della generazione di mia madre ancora trovavano un senso, le attuali 30enni si disperano: tante ne ho conosciute che sono andate a psicofarmaci. Chissà se è meglio Facebook.
La lenta ricarica di 3 7 Gennaio 2009
Ci sono aspetti che andrebbero tenuti in conto, per la scelta dell’operatore, non solo la tariffa o lo sconto sull’acquisto del cellulare. Ma che sono difficili da conoscere a priori. Vedi la bontà del call center, della copertura. Il servizio di 3 è ricco di questi aspetti secondari da conoscere. Per esempio: si prende fino a 24 ore di tempo prima di accreditarti una ricarica. Di solito lo fa entro un’ora, ma è capitato di aspettare 12 ore. Ieri, il record: 26 ore esatte.
Seccante non poter fare telefonate perché il cellulare è scarico, per oltre un giorno. Peccato non ci siano regole a tutela dei tempi di ricarica.
Qualche dettaglio in più sulla salute di Jobs 6 Gennaio 2009
Su un social network dedicato al well being ho posto la questione dei problemi ormonali che, a quanto annunciato da Jobs,ne hanno causato il dimagramento-perdita di massa magra (non venivano assorbite le proteine, ha detto).
Interessante una risposta di un membro, la riporto qui
“Come è noto Steve Jobs alcuni anni fa (nel 2004) ha subito un intervento chirurgico molto importante per la rimozione del tumore al pancreas. L’operazione è stata una variante della procedura di Whipple, uno degli interventi più complessi di chirurgia gastrica. Purtroppo in passato sono diventato mio malgrado documentatissimo su questa questione.
Attualmente il tumore di Jobs si ritiene curato, in quanto se così non fosse sarebbe già morto con probabilità altissima.
Tuttavia la Whipple segna per la vita, in quanto si tratta pur sempre dell’asportazione di organi importanti. Nel link che ho indicato sopra vengono illustrate alcune conseguenze: la più ovvia è un malassorbimento che produce dimagrimento, ma ci possono essere tante altre complicazioni.
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I giornali online? “Contano meno” 4 Novembre 2008
Trovo su Vittorio un gustosissimo aneddoto che riguarda una pr. E’ di recente capitato anche a me, con una pr che l’esclusiva la voleva dare a Repubblica e non a Repubblica.it, senza curarsi del fatto che ormai sono due realtà integrate.
Pochi giorni fa mi chiama un ufficio stampa e mi invita a seguire una presentazione. Mi pare una cosa interessante, rispondo che andrò e ne farò un pezzo su Repubblica.it. Segue silenzio dell’addetta, un cinque-sei secondi. Avevo già capito di che si trattava, ma poi mi arriva una mail che, educatissima e gentile, mi spiega che insomma un pezzo su Repubblica.it magari lo legge pure un milione di persone ma “conta più il pezzo sul giornale di carta” (e la mia anima giornalista esulta, perché al prestigio e al nome e alla forza del giornale, che non è di carta ma è il giornale e basta, io ci tengo). Poi sono andato a quel convegno, e ho sentito un sociologo che ha dato per morto non solo il mezzo di carta, ma pure il mezzo elettronico sul quale avrei messo il pezzo. Insomma i giornali sono morti però vogliamo andarci sopra quando presentiamo qualcosa.
Che vuol dire “conta di più”? Credo che per lei significhi che fa una migliore figura (o pensa di farla) con i suoi capi. A me quella pr disse, parafrasando un motto “la carta resta, l’online no”. Anche se ovviamente alla prova dei fatti è tutto l’opposto.
Va detto però che, a dispetto della palude culturale nazionale, qualcosa si muove, per merito degli imput dati dalle multinazionali alle agenzie di comunicazioni locali. Per esempio Nokia invita molto spesso blogger ai propri eventi stampa.
Questa scatola scura chiamata Adsl 4 Giugno 2008
Da esperienze come questa, mi rendo conto che, nonostante anni passati e tante chiacchiere sulla trasparenza dei servizi, gli operatori Adsl e Telecom ancora non riescono a mettersi d’accordo su una semplice cosa, diritto dell’utente: comunicargli, prima di perfezionare il contratto e di distaccare la linea, se effettiamente la centrale può accettare un nuovo utente Adsl in unbundling oppure no. Macché: prima distaccano, s’incamera l’utente e poi si controlla. E così si può restare per mesi senza Adsl, a causa della scarsa disponibilità di risorse in centrale (leggi, Dslam operatore ha tutte le schede occupate e non c’è spazio in centrale oppure non c’è interesse economico per mettere un altro dslam). .
Allora la procedura d’obbligo, in capo all’operatore, dovrebbe essere la seguente, se fosse un mercato onesto: 1)si riceve l’ordine 2)si verifica se in quel momento in centrale ci sono risorse 3)se sì, si blocca quello spazio e si perfeziona il contratto 4)se no, si avvisa l’utente e si propongono alternative (che potrebbe essere anche: restare su rete Telecom fino a disponibilità di risorse unbundling oppure rinunciare a tutto).
Ma è un mercato onesto?
Il pornoburger sull’espresso 25 Marzo 2008
Nell’espresso in edicola, un ampio articolo sui nuovi tremendi burger americani. Due concetti mi sembrano interessanti 1)Va sempre peggio, ora anche tra i ceti medio alti si diffonde l’abitudine di mangiare junk food senza remore e con la consapevolezza di farsi del male (non so quanto sia supportata però quest’affermazione, da studi statistici…) 2)C’è un junk food all’italiana, mascherato: quello dei bar che a pranzo, ai dipendenti degli uffici, propongono queste paste riscaldate. Spesso cibo precotto tolto da una busta. Il nutrizionista avvisa: tra l’una e le tre mangiamo sempre peggio.
Peccato che nessuno parli di soluzioni. Possibile che non si riesca a promuovere la nascita- anche con campagne di informazione, magari dello Stato- di centri di ristorazione per la pausa pranzo, attenti alla salute degli avventori? Basterebbe denunciare a più gran voce i danni di quell’alimentazione; chi lavora in ufficio potrebbe essere più spinto a reagire; i sindacati a chiedere mense che tengono conto dei principi di un’alimentazione sana, ipocalorica, senza grassi idrogenati.
Troppo utopistico? Ne va della salute di tanti italiani, vale la pena combattere per il cambiamento. Almeno lo Stato dovrebbe sentirsi toccato nel portafoglio, perché a causa di pestiferi bar e mense la gente pesa molto di più sul sistema sanitario nazionale.
Giornalisti, giocatevi l’accredito alle olimpiadi
Per la libertà di informazione. Zambardino lancia un’idea per ridare fiato alla libertà e al ruolo dei giornalisti nel mondo. E mi sembra la più potente idea presentata negli ultimi tempi per riorientare al meglio il cosiddetto “quarto potere”, che da un po’ sonnecchia all’ombra degli altri tre.
Chiedete e ponete una condizione, una sola: ai giornalisti, a voi stessi e ai nostri confratelli che si occupano di politica internazionale, sia consentito da subito, da questi giorni di marzo, di fare il loro mestiere raccontando in parole, immagini e video ciò che sta accadendo nelle aree di crisi, oppure voi restituirete l’accredito e vi rifiuterete di partecipare agli ennesimi giochi della vergogna e del sangue (ricordate no? o dobbiamo fare l’elenco?).
Fate del vostro accredito, e del vostro piccolo piacere professionale di 15 giorni, un’azione ghandiana in cui si rinuncia alla propria missione professionale se non è dato di poterla svolgere in perfetta libertà. Questo il programma che vi propongo
Tra biotecnologia e informatica 21 Marzo 2008
Segnalo una conferenza molto particolare. Con alcune persone che conosco e stimo. Non si parla abbastanza di questi temi
A Milano, il prossimo 8 aprile 2008, si svolgerà la quarta edizione della Italian Biotech Law Conference che si occupa - per prima in Italia - degli aspetti tecnici, giuridici e informatici dell’uso del database del DNA come strumento di indagine giudiziaria.
L’evento di quest’anno, sul tema Gen-Etica e BioBanche: tra mercato e schedatura giudiziaria è dedicato all’analisi dei temi di frontiera che coinvolgono le biotecnologie, l’informatica e le questioni normative.
Sempre più spesso i fatti di cronaca nera portano alla ribalta l’importanza investigativa delle tracce di codice genetico rinvenute sulla scena del crimine. Ma su questo modo di usare il DNA ci sono ancora troppi miti che possono creare false convinzioni e generare aspettative irrealistiche.
Guido Romeo, giornalista di Nòva - IlSole24Ore, modera il tavolo di confronto fra biologi molecolari, esperti di sicurezza informatica per fornire un quadro chiaro e comprensibile dello “stato dell’arte”, non solo agli addetti ai lavori ma anche a chi è interessato a capire come questi nuovi metodi investigativi cambieranno la vita di tutti noi.
(more…)
Un altro motivo per non mangiare carne: la sicurezza 7 Marzo 2008
Un articolo scritto da un nutrizionista non vegetariano punta il dito sui problemi di molte carni, comuni ed economiche, gonfiate con antibiotici e cortisone.
La cosa più sconvolgete sono i casi di bambini con bottoni mammari a causa degli squilibri ormonali indotti dal consumo di carne di pollo
La condivisione delle conoscenze? Un furto 2 Marzo 2008
Riduttiva e mediocre presa di posizione di Milano Finanza contro Google e Yahoo!, accusati medievalescamente di furto dei contenuti degli editori.
Scrive- con logica aristotelica- Scorza, che riprende Quintarelli
Delle due l’una: o non servono regole nuove perché quelle attuali già consentono al Dr. panerai di parlare di FURTO o, piuttosto, servono regole nuove e, quindi, ad oggi nessuno ha commesso nessun FURTO ed il Dr. Panerai dovrebbe essere più attento nell’utilizzo di certe espressioni che potrebbero - in modo, questa volta, inequivoco - violare i diritti di altri ed integrare gravi fattispecie di reato.
Adottare una posizione del genere significa semplicemente mettere indietro le lancette a un tempo in cui internet ancora era nel paese dei sogni. Consegnare all’imperio del copyright quegli spiragli di filosofia di progresso e condivisione delle conoscenze resi possibili dall’avvento del grande web.
Non credo che l’apertura di internet potrebbe sopravvivere a una legge che impedisca la libertà di link (di fatto è questo il problema che indispettisce il Sacro Editore). Né credo in un qualsiasi compromesso che restringa l’attuale libertà. Meglio farebbero gli editori a cavalcare internet piuttosto che continuare a temerla. Non sono però del tutto sicuro che questa posizione sia un retaggio di un tempo destinato a sparire. Potrebbe al contrari rafforzarsi, nella misura in cui la ent economy diventa un piatto più appetitoso e il vecchio business della carta si ingiallisce: il dibattito sulla net neutrality conferma che il tema è caldo e, com’è ovvio, non riguarda solo gli editori ma anche le emittenti tv.
Donazione via Internet 31 Dicembre 2007
Ho scoperto un sito che raccoglie donazioni online per bambini russi bisognosi di cure mediche. C’è l’elenco dei bambini, la descrizione del problema, quanto serve per l’operazione. A volte sono cifre tutto sommato ridotte, 15 mila euro, per la vita di un bambino. Ma possono farcela solo con il nostro aiuto.
Una delle tante cose belle di Internet- e che i giornali non citano quasi mai perché fa più notizia cianciare di improbabili pedopornografi su eMule- è che permette di fare beneficenza in modo più diretto e informato.
Pensateci
Domani pomeriggio su Radio24 21 Dicembre 2007
Parlerò di VoIP su 2024, l’insigne programma dell’altrettanto insigne Pagliarini