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Siamo tutti una rete 2 Settembre 2010

Ormai è conto alla rovescia per la trasmissione del 4 settembre, “Cosmo, siamo tutti una rete”, diretta da De Biase. Tutti noi ci auguriamo che sia solo l’inizio di uno spiraglio di innovazione che penetra nella tv italiana.

Affermare che siamo tutti una rete, poi, è una constatazione e una provocazione al tempo stesso. E’ evidente a chi non sia in malafede: siamo collegati. Ma siamo ina una società che ci spinge a considerarci come monadi. Allora ripetiamolo, siamo tutti una rete…

WiMax anche in mobilità 31 Agosto 2010

A me piacciono sempre le storie in cui i piccoli approfittano delle debolezze dei grandi. Ecco perché ho scritto di questa sperimentazione, WiMax sulle chiavette per sopperire ai limiti della banda larga mobile umts/hspa, spesso davvero lentissima

I sette principi neutrali e non neutrali Google/Verizon 10 Agosto 2010

Sono usciti i sette principi Google/Verizon per cambiare le regole alla base di internet. Due sono controversi: quello che autorizza la nascita di servizi fuori dalla internet pubblica e soggetti ad accordi bilaterali provider-fornitore (sulla velocità e la qualità del servizio). E quello che esclude dalla neutralità il mobile internet.

Ricordando che è una proposta di principi, da far passare al vaglio di Fcc, segnalo la polemica in corso: “Google goes evil”, dice Adam Green, mentre Gillmor spiega perché dovremmo preoccuparcene.

Gli eBook stanno ai libri come le auto ai cavalli 8 Agosto 2010

Umberto Eco continua a confermarsi rigido sulle proprie posizioni di decenni fa, chiuso alla comprensione delle nuove tecnologie. Lo si vede in quest’ultima bustina. Dedicata agli eBook, “i libri non moriranno”.

Ma in generale ogni volta che parla di tecnologia fa ridere. Mi ricordo di una bustina in cui diceva che i pc rallentano sistematicamente e progressivamente dopo l’acquisto…scambiava il suo incasinare il sistema operativo come un problema strutturale.  Purtroppo Eco non capisce la tecnologia, non la studia. Spia ne è l’associare gli ebook alle chaivette Usb (non sa realmente cosa siano i reader).

Ma la cosa più da smontare è la sua argomentazione: nessuna tecnologia ha mai sostituito la precedente, il cinema non ha ucciso la foto, l’aereo non l’auto eccetera… Sono cose che in realtà fanno cose molto diverse. L’e-book e i libri di carta sono invece sovrapponibili e questi ultimi si salvano solo per effetto nostalgia. Non c’è nessun altro loro vantaggio, per l’utente finale. I futuri reader miglioreranno anche la cara possibilità di mettere note, appunti. Denigrare il progresso per pura nostalgia è da vecchi. E i vecchi (non anagraficamente, ma di mentalità) non devono essere ascoltati quando parlano da vecchi.

Il paragone più calzante mi sembra quello delle auto vs i cavalli. Non li hanno sostituiti, ma li hanno relegati agli amatori dell’ippica. Lo stesso capiterà ai libri di carta. Con in più l’aggravante che la carta è insostenibile per l’ambiente, gli e-book no. E certo trovo più comprensibile affezionarsi a un cavallo che a un pezzo di carta.

E l’obsolescenza del supporto, spesso citata da Eco (strano che nell’ultima bustina invece se ne sia dimenticato…)? E’ un falso problema, si porrebbe solo in caso di catastrofi globali che facciano sparire l’elettricità o cose del genere. Persino le videocassette in VHS e le cassette a mastro magnetico sono ancora leggibili e trasportabili in digitale (gli strumenti per farlo sono numerosissimi). E si tratta del mondo analogico, distantissimo da quello del digitale, all’interno del quale i cambi di supporto sono più soft e retro-compatibili. La compatibilità di lettura a un file epub di un e-book è solo questione di software, quasi certamente sarà sempre garantita da futuri lettori. E se per qualche strana ragione (epub impazzisce e chiede una licenza costosissima per farlo) non lo sarà, ci sarà il tempo per convertirlo in altro formato più interoperabile.

La difesa da bollette pazze vale per tutta l’internet mobile 3 Agosto 2010

…e non solo per le chiavette, come leggo da molte parti. E quindi anche per cellulari, computer…in generale, è una sogla che l’utente fissa su una tariffa, associata a una sim, non su un singolo device. E’ una differenza importante, anche perché con iPHone e affini è facile incorrere in bollette pazze.

L’equivoco nasce da un comunicato stampa di Agcom dove si legge solo chiavette. Ma era facile intuire che Agcom non poteva deliberare certo solo sulle chiavette…

Intercettazioni, i giornali cominciano a contattare Wikileaks 19 Luglio 2010

Scoop di Italyleaks (via De biase): a quanto pare i principali giornali italiani cominciano a pensare al dopo legge bavaglio, contattando Wikileaks.

Robe da Cina, certamente. L’aspetto positivo è che, se davvero andrà così, anche le mummie allergiche a internet dovranno ricredersi e arrendersi a comprarsi un pc per leggere notizie libere.
La libertà di espressione trova maggior forza ad aprirsi a nuove forme proprio quando le vecchie sono oppresse dal potere.

Da oggi la banda larga è un diritto legale. In Finlandia 1 Luglio 2010

Ecco il primo Paese al mondo in cui la banda larga è un diritto legale. Da noi sarebbe eresia. Ma queste cose diventano legge solo quando sono già assicurate di fatto da tanto tempo. La cosa più rilevante è che adesso ci sarà per legge una spinta verso i 100 Mbps. In Finlandia, ovvio. Da noi se ne parla e se ne parla ancora.

Emittenti tv locali contro l’innovazione 28 Giugno 2010

Le emittenti locali si oppongono al piano Agcom che cerca di dare un po’ di risorse alla maltrattata banda larga. Poco conta che non siano in grado di sfruttare bene le frequenze e che le sotto utilizzino, come adesso riconosce anche Romani. Le locali sfruttano al 50 per cento le frequenze e le nazionali per due terzi.

Ma a loro no, non basta: voglio tenere tutto. Poco importa che così minano il futuro dell’innovazione.

Nasce Tekneco, la testata “sostenibile” 22 Giugno 2010

Oggi è nato Tekneco, un sito e una testata cartacea (questa distribuita solo in Puglia) dedicata alla sostenibilità edilizia, ambientale, alle energie rinnovabili. Io sono il direttore. Ringrazio tutti i collaboratori e gli amici che hanno permesso questo parto. Speriamo di far nascere una bella conversazione su un tema che ha un po’ il volto del nostro futuro.

iPhone 4 e l’equilibrio dei web giornali americani 8 Giugno 2010

Titolo ironico. Oggi su Techmeme.com i primi 25 titoli sono dedicati all’iPhone. E’ solo un cellulare, siamo sicuri che è così rivoluzionario rispetto al modello precedente? Se una sola azienda, con un solo prodotto, riesce così tanto a unidirezionare per un giorno la discussione hi-tech sul web, permettetemi di dubitare sulla capacità dei media di tenere una giusta distanza dai fatti e un senso delle proporzioni.

Apple ha la grande capacità di catturare l’immaginario della gente e di orientarlo, tramutando pezzi di ferro (”acciaio e vetro”) in desideri. Esercitiamo un bene ormai rarissimo e fuori moda, lo spirito critico, ed evitiamo di farci prendere all’amo. Poi, per carità, sarà pure un bel cellulare. Come ce ne sono altri, che non monopolizzano il web per un giorno.

Un telefonino riprende poliziotti brutali italiani 9 Maggio 2010

Una storia tanto per ricordarci che la proliferazione di strumenti di creazione ed espressione low cost aiutano anche da noi contro la violazione dei diritti umani

Sole24ore online, il comitato di redazione spinge per il pay 25 Aprile 2010

Si legge in una lunga lettera del Comitato di Redazione:

“Per potenziare davvero, e non solo a parole, l’informazione online occorrerà investire. Perché oggi la redazione del quotidiano può scrivere per la carta stampata su un sistema editoriale ma per contribuire al web deve passare per assurdi scambi di email e di file. Lo stesso vale per i colleghi della redazione online, per capire quali sono le sue richieste e se convenga davvero, o no, passare da una informazione specialistica a una generalista? Soprattutto, quando sarà valutata l’opportunità di insistere ancora con la cessione gratuita sul web di contenuti di qualità, prodotti con costi non irrilevanti? Di studiare forme di abbonamento e/o di pagamento spot, anche tramite la strada dei micropagamenti, come stanno facendo da tempo i nostri concorrenti internazionali e altre primarie case editrici nazionali? Quando la società si attiverà per far cessare la riproduzione gratuita in rete dei contenuti del giornale, pur coperti da copyright, e procedere così al recupero di questa massa di ricavi che oggi sfugge al conto economico?” 

Ho sempre pensato che se c’era un giornale con qualche speranza di far quadrare il modello di business pay sull’informazione online era il Sole24ore, per le analogie con il Wall Street Journal. Anche se mi immagino che solo parte dei contenuti, quelli più utili a decidere investimenti per esempio, potrebbero essere a pagamento.

Telecom uccide Alice Casa 14 Aprile 2010

E’ ufficialmente fuori catalogo la prima Adsl Alice senza linea né canone Telecom. Pare non abbia avuto molto successo, un po’ per colpa dell’obbligo al VoIP e un po’ per la concorrenza delle offerte Adsl + linea telefonica normale.

P.S.

Al solito Telecom permette ai vecchi abbonati di rinnovare le offerte fuori catalogo

UPDATE

Ecco la spiegazione per voce di Telecom Italia

Alice Casa, partita nel corso del 2008, è stata la prima offerta di Telecom
Italia che prevedeva un prezzo unico al cliente, comprensivo di linea e
traffico telefonico IP (voip), nonché internet illimitata. E’ stata dunque la
prima offerta full bundle nella quale il cliente non era obbligato a sommare
al pacchetto di traffico ed internet il canone della linea RTG, garantendo
così una migliore trasparenza nella fase di commercializzazione, oltre che
nella lettura della fattura dove una voce unica, facilmente identificabile,
consentiva al cliente un semplice riscontro tra quanto acquistato, il prezzo
comunicato e la relativa voce in fattura.

Visto il successo dell’offerta a prezzo unico (bundle), Telecom Italia ha
esteso questo modello di pricing ai servizi tradizionali lanciando le offerte
della gamma “Senza Limiti” (denominate “ Internet Senza Limiti” e “ Tutto
senza limiti”) che includono in un’unica soluzione la linea telefonica, la
telefonia tradizionale e internet illimitata. La presenza di soluzioni che
includono la linea telefonica tradizionale (RTG) nel bundle, rappresenta per i
clienti un maggiore livello di affidabilità e qualità del servizio, tale da
rendere oggi queste le offerte di punta di Telecom Italia, anche sotto il
profilo del pricing. Tra l'altro, la possibilità di fornire questa offerta su
rete tradizionale semplifica le procedure di provisioning, con un beneficio
per il cliente derivante dai minori tempi legati alla fornitura del servizio.

Sono invece del tutto infondate le osservazioni di carattere regolatorio sulla
presunta anticompetitività dell’offerta. Si ricorda, infatti, che gli
Operatori concorrenti hanno intentato numerosi ricorsi contro Telecom Italia
per l’offerta Alice Casa sostenendo che la stessa fosse anticompetitiva –
ossia  a prezzi inferiori a quelli praticabili dagli altri gestori, ma tutte
le istanze sono state rigettate. Del resto anche Agcom, che ha un potere di
vigilanza sulle offerte di Telecom Italia, aveva stabilito già a fine 2008 che
l’offerta poteva essere commercializzata.

Telecom, prove tecniche di gestione traffico 9 Aprile 2010

No, non era un pesce d’Aprile, me lo conferma Telecom Italia: stanno sperimentando tecniche di network management, per ora su pochi Dslam. A differenza di TeleTu e altri operatori non vogliono però amputare il traffico peer to peer, ma solo ottimizzarlo, per migliorare le prestazioni di tutti. Dicono.

Berlusconi su Facebook, spia di un’arretratezza 2 Aprile 2010

Lungo articolo critico di Annunziata su Punto Informatico, sulla trovata di Berlusconi e sulla propaganda starnazzante che ne ha fatto Il Giornale.

Non capita tanto di frequente un commento così approfondito e quindi vale la pena leggerlo con attenzione.

Le velocità Adsl fasulle 30 Marzo 2010

Nel Regno Unito, come in Italia, i provider non rispettano gli accordi volontari e ancora le velocità reali sono lontane da quelle pubblicizzate. Con la differenza che Ofcom da quelle parti adesso si arrabbia.

Giornalista francese rischia licenziamento per frase razzista 23 Marzo 2010

Ecco, proprio come in Italia.

Niente fondi banda larga dal cipe 19 Marzo 2010

Come volevasi dimostrare. E non dite che non vi avevo preparato (vedi 2 post sotto)

Romani, lo sblocco dei fondi banda larga “più un auspicio che realtà” 11 Marzo 2010

L’ha dichiarato il viceministro a Nova24 uscito oggi, riferendosi allo sblocco dei fondi annunciato per il prossimo Cipe. “Credo che quell’annuncio sia più un auspicio che realtà”. Il presidente di Infratel aggiunge che “ha qualche dubbio che il prossimo Cipe sblocchi i fondi”.
Ecco, ve lo segnalo, così magari non rimanete delusi anche questa volta.

Decreto Romani, passo avanti a metà 1 Marzo 2010

UPDATE

Quintarelli e AIIP trovano una falla anche per le responsabilità dei provider
—-
Vedremo con i primi casi se le modifiche al decreto Romani, rispetto agli allarmi dei giorni scorsi, sono sostanziali o solo di facciata
Qui le mie perplessità

Il decreto riguarda solo i siti centrati sui video, che sono quindi equiparati alle tv tradizionali, ma con alcune distinzioni.

Si legge che sono esclusi  “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.

Aspetti poco chiari

a)Non è chiaro che voglia dire “siti privati” e come si possa stabilire se un sito faccia o no “concorrenza con la radiodiffusione televisiva”.

b)L’ultima frase sembra riguardare siti come YouTube, di condivisione video. Su YouTube però non ci sono soltanto “contenuti audiovisivi generati da utenti”, quindi non è chiaro se rientra o no in questa definizione.

C)Infine, non è chiaro se i siti, per essere esclusi dai nuovi obblighi, devono soddisfare entrambi gli obblighi indicati (non essere a scopo di lucro e non fare concorrenza) o solo uno dei due. Se un videoblog ha un po’ di pubblicità ricade o no nella normativa? Notate l’ambiguità dell’italiano. Il testo non dice che sono esclusi i siti non a scopo di lucro e “quelli che non fanno concorrenza”, ma “e che non fanno concorrenza”. In italiano vuol dire che il soggetto è lo stesso, quindi entrambe le condizioni devono essere vere.
Nuovo giro di vite sulla pirateria
L’articolo 6 richiama gli obblighi dei servizi audiovisivi (compresi quelli web) a rispettare il diritto d’autore e nell’ultimo comma dà carta bianca ad Agcom (Autorità garante delle comunicazioni): “L’Autorità emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e divieti di cui al presente articolo”. Significa che Agcom ora dovrà indicare i nuovi modi per far rispettare il diritto d’autore sul web. Il che apre in teoria le porta anche a filtri e oscuramenti di siti accusati di favorire la pirateria o a misure per monitorare le attività degli utenti internet.

Ma è calato il peer to peer? 27 Febbraio 2010

C’è una discussione in corso su numeri Nielsen, secondo cui il p2p è in calo perché ora conta meno sulla percentuale di traffico. Attenzione ai numeri. Si può essere tentati ad arrivare a facili conclusioni (=la pirateria è in calo), che i numeri non avvallano assolutamente. Molto probabilmente è calato il valore relativo del p2p (ed è un bene, grazie al boom del video streaming), ma non è detto che sia calato il p2p in valori assoluti e soprattutto che sia calata la pirateria (si fa molta ora tramite rapidshare e siti di streaming).

Pirateria: aria di chiusura per Bolachas 25 Febbraio 2010

Niente più post e un laconico messaggio “no more posts until further notice” per il blog più famoso da cui scaricare musica indie attraverso link su siti esterni. E’ uno di quei blog che ha provato per mesi o anni a camminare sulla linea di confine tra legalità e pirateria (rimuovevano i link su richiesta delle band). Ma la linea ultimamente tende a spostarsi, verso la severità. Ci saranno altre vittime.

Trenitalia si accorge di internet 22 Febbraio 2010

Temo che ne parleranno un po’ tutti con squilli di tromba, al sapore del progresso che s’impadronisce dei nostri treni. Trenitalia vi porta la banda larga.
Chissà quanti però si ricorderanno che era una promessa del 2003, poi caduta nel nulla.

E che il Wi-Fi sul treno in altri Paesi è cosa normalissima da anni. 

L’operatore agevola Skype su 3G. Negli Usa, mica in Italia 17 Febbraio 2010

Gli operatori stanno cambiando approccio con il VoIP, cominciano a favorirlo sulle proprie reti. Almeno, gli operatori lungimiranti: avviene in Usa.
Da noi invece il virus delle offerte internet mobile senza VoIP si sta espandendo. Agcom sta indagando sul fenomeno, ma chissà se giungerà presto a una presa di posizione.

Sky, la cura Berlusconi funziona 4 Febbraio 2010

E intanto il decreto Romani va avanti

Sky Italia,perdita operativa secondo trimestre 21,4 milioni euro

MILANO (Reuters) - Sky Italia ha registrato una perdita operativa di 30 milioni di dollari (circa 21,4 milioni di euro) nel secondo trimestre. Dato da confrontare con l’utile operativo di 10 milioni di dollari dello stesso trimestre del passato esercizio.Lo ha comunicato la capogruppo News Corp nell’ambito della presentazione dei propri conti trimestrali.Il fatturato della controllata italiana, in euro, ha subito una flessione del 2% su anno, a causa del minor flusso di ricavi derivante dagli abbonamenti, si legge nella nota. I costi sono stati stabili nel trimestre: le maggiori uscite legate al calcio sono state controbilanciate dai risparmi realizzati sugli altri programmi.Al termine dell’ultimo trimestre, conclude News Corp, il numero degli abbonati di Sky Italia si è ridotto di 63.000 unità a quota 4,74 milioni.Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su

Nuove tutele per i freelancer? 31 Gennaio 2010

Svolta nella Fnsi, titola Franco Abruzzo: nasce un comitato per il lavoro autonomo, a tutela dei freelancer.
Beh, sarebbe stato meglio pensarci prima della crisi che ha fatto tagliare agli editori, unilateralmente, i compensi ai collaboratori… Ma meglio tardi che mai.
Adesso rimobcchiamoci le maniche perché, da livello zero tutele in cui siamo, c’è tanto da lavorare. Personalmente, mi accontenterei di avere le stesse tutele di un idraulico: mi paghi lo stesso anche se il lavoro che ti ho fatto al rubinetto hai capito che non ti serviva.

Miopia Doctor House 12 Gennaio 2010

Nuova stagione, passati errori, la storia si ripete.
Incomprensibile la scelta di questi giorni di Mediaset: dà la prima tv nazionale su Italia1, senza repliche…ma perché non sfruttare la decantata abbondanza di canali del digitale terrestre per fare repliche?
Ecco quindi che gli utenti reagiscono mettendo subito (a 12 ore di distanza) la puntata di dr house su emule… Assurdo dover scaricare qualcosa che sarebbe gratis in tv, ma tant’è, a volte la pirateria è diretta conseguenza di certe politiche.

I compromessi di Apple e di Google 2 Gennaio 2010

Di Apple che rimuove l’App del Dalai Lama in Cina hanno scritto tanti, meno nota la scelta di Google di togliere un gruppo Orkut in India. Le multinazionali, per aumentare i propri profitti o sostenere un’espansione futura, fanno compromessi che dovrebbero contrastare con i loro decantati valori aziendali. Sono compromessi accettabili? Secondo alcuni sì, persino “etici” perché sostengono le sorti dell’azienda e dei loro lavoratori. Ma è una moralità che non condivido. L’etica di un’azienda si giudica non solo dai fini presunti (”cambiare la Cina dall’interno” e nel frattempo goderne i frutti?), ma anche (soprattutto?) dai mezzi messi in campo. Che è un po’ la differenza tra parole e fatti, rispettivamente.

Ecco perché io, con altri e altri ancora consideriamo inaccettabili quei compromessi. Rinunciando oggi ai valori su cui vorremmo fondare il nostro futuro, non prepariamo la loro riscossa domani, ma ne acceleriamo la scomparsa.

Un altro anno di decreto Pisanu uccidi WiFi 1 Gennaio 2010

Il decreto PIsanu è stato prorogato di un anno, al momento non sono valse le proteste del web, la campagna sull’espresso con la carta dei 100.

La proroga non nega però la possibilità di un decreto di modifica nel corso dell’anno. Speriamo!

Per H3G i clienti hanno 20 anni di vita 21 Dicembre 2009

cal

Nuova mitica promozione-concorso di 3: “chiami gratis per la vita”, “call for life”…E poi quanto dura? 20 anni. Nuova declinazione della pubblicità “gratis per sempre” che poi si scopre durare alcuni mesi, ma in questo caso il marketing ha anche un sapore vagamente iettatorio…

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