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Intercettazioni, i giornali cominciano a contattare Wikileaks 19 Luglio 2010

Scoop di Italyleaks (via De biase): a quanto pare i principali giornali italiani cominciano a pensare al dopo legge bavaglio, contattando Wikileaks.

Robe da Cina, certamente. L’aspetto positivo è che, se davvero andrà così, anche le mummie allergiche a internet dovranno ricredersi e arrendersi a comprarsi un pc per leggere notizie libere.
La libertà di espressione trova maggior forza ad aprirsi a nuove forme proprio quando le vecchie sono oppresse dal potere.

Da oggi la banda larga è un diritto legale. In Finlandia 1 Luglio 2010

Ecco il primo Paese al mondo in cui la banda larga è un diritto legale. Da noi sarebbe eresia. Ma queste cose diventano legge solo quando sono già assicurate di fatto da tanto tempo. La cosa più rilevante è che adesso ci sarà per legge una spinta verso i 100 Mbps. In Finlandia, ovvio. Da noi se ne parla e se ne parla ancora.

Emittenti tv locali contro l’innovazione 28 Giugno 2010

Le emittenti locali si oppongono al piano Agcom che cerca di dare un po’ di risorse alla maltrattata banda larga. Poco conta che non siano in grado di sfruttare bene le frequenze e che le sotto utilizzino, come adesso riconosce anche Romani. Le locali sfruttano al 50 per cento le frequenze e le nazionali per due terzi.

Ma a loro no, non basta: voglio tenere tutto. Poco importa che così minano il futuro dell’innovazione.

Nasce Tekneco, la testata “sostenibile” 22 Giugno 2010

Oggi è nato Tekneco, un sito e una testata cartacea (questa distribuita solo in Puglia) dedicata alla sostenibilità edilizia, ambientale, alle energie rinnovabili. Io sono il direttore. Ringrazio tutti i collaboratori e gli amici che hanno permesso questo parto. Speriamo di far nascere una bella conversazione su un tema che ha un po’ il volto del nostro futuro.

iPhone 4 e l’equilibrio dei web giornali americani 8 Giugno 2010

Titolo ironico. Oggi su Techmeme.com i primi 25 titoli sono dedicati all’iPhone. E’ solo un cellulare, siamo sicuri che è così rivoluzionario rispetto al modello precedente? Se una sola azienda, con un solo prodotto, riesce così tanto a unidirezionare per un giorno la discussione hi-tech sul web, permettetemi di dubitare sulla capacità dei media di tenere una giusta distanza dai fatti e un senso delle proporzioni.

Apple ha la grande capacità di catturare l’immaginario della gente e di orientarlo, tramutando pezzi di ferro (”acciaio e vetro”) in desideri. Esercitiamo un bene ormai rarissimo e fuori moda, lo spirito critico, ed evitiamo di farci prendere all’amo. Poi, per carità, sarà pure un bel cellulare. Come ce ne sono altri, che non monopolizzano il web per un giorno.

Berlusconi e Gogol 19 Maggio 2010

Se il premier di uno Stato e l’uomo più potente in Italia è così fuori dal presente da non sapere la pronuncia di Google (storpiato in Gògol: lo scrittore russo? sarà l’influenza dell’amico Putin?), come ci si può aspettare da lui una visione, un’apertura e una disponibilità nei confronti dei nuovi media? A prescindere dal resto, intendo; dagli interessi televisivi che frammisti alla politica comunque remano contro il web in Italia.

Internet, si sa, se non la usi non la capisci. Se non la capisci, sei un rudere e non bastano certo i consulenti, per quanto bravi, a rimediare al gap. Come avreste giudicato, cinquant’anni fa, un premier che non sapesse né leggere né scrivere?

I grossi limiti dell’e-banking BNL 15 Maggio 2010

Si dice sempre che da noi gli utenti sono arretrati, ma non si dice altrettanto un’altra cosa vera: che anche l’offerta è arretrata, nell’e-banking, nell’e-commerce e in tante altre cose.

Il caso dell’e-banking di Bnl è emblematico. Vi dicono di poter fare tutto con la piattaforma online? Sbagliato. Il trading non consente operazioni sul mercato tlx (a differenza di Intesa San Paolo e Credito Italiano, mi dicono). Provate poi a chiedere una variazione sulla vostra carta di credito, tramite piattaforma online. Ti compare una pagina da stampare, compilare e da inviare a un numero di fax. Per variazioni tipo indirizzo, non per cambiare il limite di utilizzo, tra l’altro. E non ditemi che è per sicurezza, mi metto a ridere: la piattaforma online, una volta che mi ha autenticato, può farmi trasferire l’intero importo del conto corrente. A maggior ragione dovrebbe consentirmi variazioni.

Sono pessimista sulla possibilità che Bnl modernizzi presto la propria piattaforma: il mercato è molto poco concorrenziale e in particolare quello dell’e-banking in Italia è asfittico. Certo però che se l’offerta è di questa qualità, non lo incoraggia nemmeno…

Un telefonino riprende poliziotti brutali italiani 9 Maggio 2010

Una storia tanto per ricordarci che la proliferazione di strumenti di creazione ed espressione low cost aiutano anche da noi contro la violazione dei diritti umani

Sole24ore online, il comitato di redazione spinge per il pay 25 Aprile 2010

Si legge in una lunga lettera del Comitato di Redazione:

“Per potenziare davvero, e non solo a parole, l’informazione online occorrerà investire. Perché oggi la redazione del quotidiano può scrivere per la carta stampata su un sistema editoriale ma per contribuire al web deve passare per assurdi scambi di email e di file. Lo stesso vale per i colleghi della redazione online, per capire quali sono le sue richieste e se convenga davvero, o no, passare da una informazione specialistica a una generalista? Soprattutto, quando sarà valutata l’opportunità di insistere ancora con la cessione gratuita sul web di contenuti di qualità, prodotti con costi non irrilevanti? Di studiare forme di abbonamento e/o di pagamento spot, anche tramite la strada dei micropagamenti, come stanno facendo da tempo i nostri concorrenti internazionali e altre primarie case editrici nazionali? Quando la società si attiverà per far cessare la riproduzione gratuita in rete dei contenuti del giornale, pur coperti da copyright, e procedere così al recupero di questa massa di ricavi che oggi sfugge al conto economico?” 

Ho sempre pensato che se c’era un giornale con qualche speranza di far quadrare il modello di business pay sull’informazione online era il Sole24ore, per le analogie con il Wall Street Journal. Anche se mi immagino che solo parte dei contenuti, quelli più utili a decidere investimenti per esempio, potrebbero essere a pagamento.

Telecom uccide Alice Casa 14 Aprile 2010

E’ ufficialmente fuori catalogo la prima Adsl Alice senza linea né canone Telecom. Pare non abbia avuto molto successo, un po’ per colpa dell’obbligo al VoIP e un po’ per la concorrenza delle offerte Adsl + linea telefonica normale.

P.S.

Al solito Telecom permette ai vecchi abbonati di rinnovare le offerte fuori catalogo

UPDATE

Ecco la spiegazione per voce di Telecom Italia

Alice Casa, partita nel corso del 2008, è stata la prima offerta di Telecom
Italia che prevedeva un prezzo unico al cliente, comprensivo di linea e
traffico telefonico IP (voip), nonché internet illimitata. E’ stata dunque la
prima offerta full bundle nella quale il cliente non era obbligato a sommare
al pacchetto di traffico ed internet il canone della linea RTG, garantendo
così una migliore trasparenza nella fase di commercializzazione, oltre che
nella lettura della fattura dove una voce unica, facilmente identificabile,
consentiva al cliente un semplice riscontro tra quanto acquistato, il prezzo
comunicato e la relativa voce in fattura.

Visto il successo dell’offerta a prezzo unico (bundle), Telecom Italia ha
esteso questo modello di pricing ai servizi tradizionali lanciando le offerte
della gamma “Senza Limiti” (denominate “ Internet Senza Limiti” e “ Tutto
senza limiti”) che includono in un’unica soluzione la linea telefonica, la
telefonia tradizionale e internet illimitata. La presenza di soluzioni che
includono la linea telefonica tradizionale (RTG) nel bundle, rappresenta per i
clienti un maggiore livello di affidabilità e qualità del servizio, tale da
rendere oggi queste le offerte di punta di Telecom Italia, anche sotto il
profilo del pricing. Tra l'altro, la possibilità di fornire questa offerta su
rete tradizionale semplifica le procedure di provisioning, con un beneficio
per il cliente derivante dai minori tempi legati alla fornitura del servizio.

Sono invece del tutto infondate le osservazioni di carattere regolatorio sulla
presunta anticompetitività dell’offerta. Si ricorda, infatti, che gli
Operatori concorrenti hanno intentato numerosi ricorsi contro Telecom Italia
per l’offerta Alice Casa sostenendo che la stessa fosse anticompetitiva –
ossia  a prezzi inferiori a quelli praticabili dagli altri gestori, ma tutte
le istanze sono state rigettate. Del resto anche Agcom, che ha un potere di
vigilanza sulle offerte di Telecom Italia, aveva stabilito già a fine 2008 che
l’offerta poteva essere commercializzata.

Telecom, prove tecniche di gestione traffico 9 Aprile 2010

No, non era un pesce d’Aprile, me lo conferma Telecom Italia: stanno sperimentando tecniche di network management, per ora su pochi Dslam. A differenza di TeleTu e altri operatori non vogliono però amputare il traffico peer to peer, ma solo ottimizzarlo, per migliorare le prestazioni di tutti. Dicono.

Berlusconi su Facebook, spia di un’arretratezza 2 Aprile 2010

Lungo articolo critico di Annunziata su Punto Informatico, sulla trovata di Berlusconi e sulla propaganda starnazzante che ne ha fatto Il Giornale.

Non capita tanto di frequente un commento così approfondito e quindi vale la pena leggerlo con attenzione.

Le velocità Adsl fasulle 30 Marzo 2010

Nel Regno Unito, come in Italia, i provider non rispettano gli accordi volontari e ancora le velocità reali sono lontane da quelle pubblicizzate. Con la differenza che Ofcom da quelle parti adesso si arrabbia.

Opzioni musicali 28 Marzo 2010

L’ultimo album dei Baustelle ascoltatelo pure gratis su Dada, ma per comprarlo è meglio Ibs. Pura matematica del prezzo e anche la comodità di un click-to-download tutto l’album.

P.S.

Certo che fino all’anno scorso ce la scordavamo questa libertà di scelta sulla musica digitale. Ora è il momento dei film da scaricare. Suvvia etichette nostrane, ce la fate a sincronizzarvi sul 2010.

Ingegneri che comunicano 25 Marzo 2010

Ultimamente sto moderando un po’ di convegni e ho trovato quindi conferma a una sensazione: sono pochi gli ingegneri che sanno comunicare. Il problema è che ci tentano lo stesso, senza farsi aiutare da chi ha competenze nel campo della comunicazione. Nei convegni di tecnologia una buona parte degli speaker è ingegnere, quindi fate voi.
C’è quello che impiega i primi 5 minuti a spiegare ciò di cui NON parlerà nell’intervento. E poi quello venuto a parlare delle ultime novità VoIP che dedica 3/4 dell’intervento alla storia della telefonia, dai tempi in cui le centraliniste passavano a mano le chiamate.

Il solo rimedio è sentire tutti gli speaker prima del convegno e riproporre il vecchio adagio: “mi raccomando, niente premesse”.

Giornalista francese rischia licenziamento per frase razzista 23 Marzo 2010

Ecco, proprio come in Italia.

Niente fondi banda larga dal cipe 19 Marzo 2010

Come volevasi dimostrare. E non dite che non vi avevo preparato (vedi 2 post sotto)

Mappa del download illegale di musica 17 Marzo 2010

Ho fatto un modesto studio del percorso che fa un album appena arriva illegalmente in rete.

Primo livello

Circuiti torrent privati (What.cd, che conta ormai 3 milioni di 125 mila utenti, Whaffle)

Secondo livello

Entro pochi minuti/ore, siti con link a Rapidshare/Megaupload e simili. Panorama cangiante, ora secondo me uno dei più attivi è magiska.tk. Questo livello serve per altro solo per le novità, perché i link scadono presto. Non per cd più vecchi di qualche settimana/mese.
Terzo livello

Soulseek, a distanza di ore. Credo sia il peer to peer pubblico più ricco di musica.

Quarto livello

eMule, Dc++, torrent pubblici. A distanza di giorni, al solito. Album più di nicchia possono non arrivare mai a questo livello, mentre nei primi tre livelli si discende sistematicamente.

Romani, lo sblocco dei fondi banda larga “più un auspicio che realtà” 11 Marzo 2010

L’ha dichiarato il viceministro a Nova24 uscito oggi, riferendosi allo sblocco dei fondi annunciato per il prossimo Cipe. “Credo che quell’annuncio sia più un auspicio che realtà”. Il presidente di Infratel aggiunge che “ha qualche dubbio che il prossimo Cipe sblocchi i fondi”.
Ecco, ve lo segnalo, così magari non rimanete delusi anche questa volta.

I furbetti degli Ad Blocker 8 Marzo 2010

L’esperimento di Ars Technica (bloccare i contenuti per 12 ore a chi usa Ad Blocker) solleva alcune riflessioni. Sì, è vero, ci sono pubblicità invadenti. Credo però che sul web siano solo due gli atteggiamenti coerenti: a)Accettare la pubblicità di siti che ci interessano b)evitare i siti che hanno pubblicità che non condividiamo.

La soluzione: “vedere il sito lo stesso, ma togliere la pubblicità” è il classico atteggiamento da furbetti. Siamo tanto bravi a condannarlo quando si tratta di politici e imprenditori ma poi siamo i primi a esercitarlo quando si tratta delle nostre scelte individuali.

Gli ad blocker sono sbagliati sempre? No, possono aiutare a bloccare quella pubblicità fastidiosa (e magari anche con spyware) che si apre quando finiamo su un sito sconosciuto, trovato con una ricerca da Google. Ma allora abbiamo la coerenza di mettere in whitelist tutti i siti su cui andiamo di proposito e regolarmente.

Decreto Romani, passo avanti a metà 1 Marzo 2010

UPDATE

Quintarelli e AIIP trovano una falla anche per le responsabilità dei provider
—-
Vedremo con i primi casi se le modifiche al decreto Romani, rispetto agli allarmi dei giorni scorsi, sono sostanziali o solo di facciata
Qui le mie perplessità

Il decreto riguarda solo i siti centrati sui video, che sono quindi equiparati alle tv tradizionali, ma con alcune distinzioni.

Si legge che sono esclusi  “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.

Aspetti poco chiari

a)Non è chiaro che voglia dire “siti privati” e come si possa stabilire se un sito faccia o no “concorrenza con la radiodiffusione televisiva”.

b)L’ultima frase sembra riguardare siti come YouTube, di condivisione video. Su YouTube però non ci sono soltanto “contenuti audiovisivi generati da utenti”, quindi non è chiaro se rientra o no in questa definizione.

C)Infine, non è chiaro se i siti, per essere esclusi dai nuovi obblighi, devono soddisfare entrambi gli obblighi indicati (non essere a scopo di lucro e non fare concorrenza) o solo uno dei due. Se un videoblog ha un po’ di pubblicità ricade o no nella normativa? Notate l’ambiguità dell’italiano. Il testo non dice che sono esclusi i siti non a scopo di lucro e “quelli che non fanno concorrenza”, ma “e che non fanno concorrenza”. In italiano vuol dire che il soggetto è lo stesso, quindi entrambe le condizioni devono essere vere.
Nuovo giro di vite sulla pirateria
L’articolo 6 richiama gli obblighi dei servizi audiovisivi (compresi quelli web) a rispettare il diritto d’autore e nell’ultimo comma dà carta bianca ad Agcom (Autorità garante delle comunicazioni): “L’Autorità emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e divieti di cui al presente articolo”. Significa che Agcom ora dovrà indicare i nuovi modi per far rispettare il diritto d’autore sul web. Il che apre in teoria le porta anche a filtri e oscuramenti di siti accusati di favorire la pirateria o a misure per monitorare le attività degli utenti internet.

Ma è calato il peer to peer? 27 Febbraio 2010

C’è una discussione in corso su numeri Nielsen, secondo cui il p2p è in calo perché ora conta meno sulla percentuale di traffico. Attenzione ai numeri. Si può essere tentati ad arrivare a facili conclusioni (=la pirateria è in calo), che i numeri non avvallano assolutamente. Molto probabilmente è calato il valore relativo del p2p (ed è un bene, grazie al boom del video streaming), ma non è detto che sia calato il p2p in valori assoluti e soprattutto che sia calata la pirateria (si fa molta ora tramite rapidshare e siti di streaming).

Pirateria: aria di chiusura per Bolachas 25 Febbraio 2010

Niente più post e un laconico messaggio “no more posts until further notice” per il blog più famoso da cui scaricare musica indie attraverso link su siti esterni. E’ uno di quei blog che ha provato per mesi o anni a camminare sulla linea di confine tra legalità e pirateria (rimuovevano i link su richiesta delle band). Ma la linea ultimamente tende a spostarsi, verso la severità. Ci saranno altre vittime.

Trenitalia si accorge di internet 22 Febbraio 2010

Temo che ne parleranno un po’ tutti con squilli di tromba, al sapore del progresso che s’impadronisce dei nostri treni. Trenitalia vi porta la banda larga.
Chissà quanti però si ricorderanno che era una promessa del 2003, poi caduta nel nulla.

E che il Wi-Fi sul treno in altri Paesi è cosa normalissima da anni. 

L’operatore agevola Skype su 3G. Negli Usa, mica in Italia 17 Febbraio 2010

Gli operatori stanno cambiando approccio con il VoIP, cominciano a favorirlo sulle proprie reti. Almeno, gli operatori lungimiranti: avviene in Usa.
Da noi invece il virus delle offerte internet mobile senza VoIP si sta espandendo. Agcom sta indagando sul fenomeno, ma chissà se giungerà presto a una presa di posizione.

Il mio primo articolo sul fitness 9 Febbraio 2010

E’ bello quando si può scrivere di un hobby che ti accompagna da tutta la vita. Così sono contento di quest’articolo uscito sull’ultimo Venerdì di Repubblica, dove smentiamo i tanti luoghi comuni sul fitness. Dalla pancetta obbligatoria con l’età al fatto che per rimettersi in forma bisogna iscriversi in palestra.

Sky, la cura Berlusconi funziona 4 Febbraio 2010

E intanto il decreto Romani va avanti

Sky Italia,perdita operativa secondo trimestre 21,4 milioni euro

MILANO (Reuters) - Sky Italia ha registrato una perdita operativa di 30 milioni di dollari (circa 21,4 milioni di euro) nel secondo trimestre. Dato da confrontare con l’utile operativo di 10 milioni di dollari dello stesso trimestre del passato esercizio.Lo ha comunicato la capogruppo News Corp nell’ambito della presentazione dei propri conti trimestrali.Il fatturato della controllata italiana, in euro, ha subito una flessione del 2% su anno, a causa del minor flusso di ricavi derivante dagli abbonamenti, si legge nella nota. I costi sono stati stabili nel trimestre: le maggiori uscite legate al calcio sono state controbilanciate dai risparmi realizzati sugli altri programmi.Al termine dell’ultimo trimestre, conclude News Corp, il numero degli abbonati di Sky Italia si è ridotto di 63.000 unità a quota 4,74 milioni.Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su

Nuove tutele per i freelancer? 31 Gennaio 2010

Svolta nella Fnsi, titola Franco Abruzzo: nasce un comitato per il lavoro autonomo, a tutela dei freelancer.
Beh, sarebbe stato meglio pensarci prima della crisi che ha fatto tagliare agli editori, unilateralmente, i compensi ai collaboratori… Ma meglio tardi che mai.
Adesso rimobcchiamoci le maniche perché, da livello zero tutele in cui siamo, c’è tanto da lavorare. Personalmente, mi accontenterei di avere le stesse tutele di un idraulico: mi paghi lo stesso anche se il lavoro che ti ho fatto al rubinetto hai capito che non ti serviva.

Miopia Doctor House 12 Gennaio 2010

Nuova stagione, passati errori, la storia si ripete.
Incomprensibile la scelta di questi giorni di Mediaset: dà la prima tv nazionale su Italia1, senza repliche…ma perché non sfruttare la decantata abbondanza di canali del digitale terrestre per fare repliche?
Ecco quindi che gli utenti reagiscono mettendo subito (a 12 ore di distanza) la puntata di dr house su emule… Assurdo dover scaricare qualcosa che sarebbe gratis in tv, ma tant’è, a volte la pirateria è diretta conseguenza di certe politiche.

I compromessi di Apple e di Google 2 Gennaio 2010

Di Apple che rimuove l’App del Dalai Lama in Cina hanno scritto tanti, meno nota la scelta di Google di togliere un gruppo Orkut in India. Le multinazionali, per aumentare i propri profitti o sostenere un’espansione futura, fanno compromessi che dovrebbero contrastare con i loro decantati valori aziendali. Sono compromessi accettabili? Secondo alcuni sì, persino “etici” perché sostengono le sorti dell’azienda e dei loro lavoratori. Ma è una moralità che non condivido. L’etica di un’azienda si giudica non solo dai fini presunti (”cambiare la Cina dall’interno” e nel frattempo goderne i frutti?), ma anche (soprattutto?) dai mezzi messi in campo. Che è un po’ la differenza tra parole e fatti, rispettivamente.

Ecco perché io, con altri e altri ancora consideriamo inaccettabili quei compromessi. Rinunciando oggi ai valori su cui vorremmo fondare il nostro futuro, non prepariamo la loro riscossa domani, ma ne acceleriamo la scomparsa.

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