di alex il 23 gennaio 2012
A marzo, massimo aprile, debutterà l’agenda digitale italiana. E’ quanto si legge nella bozza del pacchetto Semplificazioni: il governo adotterà entro 60 giorni alcune misure per l’innovazione in Italia. Dirompente mi sembra una misura, in particolare: le comunicazioni e le trasmissioni tra i Comuni di atti e di documenti saranno fatte “esclusivamente in modalità telematica”. Molte altre cose sono piuttosto generiche.
Dal canto nostro, concordiamo con Confidustria su un punto: adottiamo subito misure nemmeno rivoluzionarie e a costo zero, come per esempio imporre a privati e aziende di non far pagare, al pubblico, i canali digitali più di quelli analogici per le stesse pratiche e servizi. I bollettini postali costano di più via internet, perché? Dovrebbe essere il contrario. E qui ci metto anche cose banalissime ma devastanti come i cinema che fanno pagare un sovrapprezzo per la prenotazione via internet.
di alex il 20 gennaio 2012
Ottima inchiesta sul fenomeno illegale delle dimissioni in bianco (se siete tra quei qualunquisti che credono inutili i giornali, leggete questo).
“Con un’unica penna ho firmato la mia assunzione e le mie dimissioni, la speranza e la condanna, sapevo che era un ricatto, sapevo che era illegale, ma avevo due figlie piccole, un mutuo, e il bisogno, disperato, di uno stipendio. Era il 2003: cinque anni dopo, quando mi sono opposto a turni di lavoro disumani, il mio principale dopo mesi di mobbing ha tirato fuori la lettera e ci ha messo la data. Sono stato cacciato, ma in realtà risultavo “dimesso”. E dunque senza possibilità di oppormi, di avere né disoccupazione né altro… Ho impiegato anni per riprendermi, il mio matrimonio è fallito, ho rischiato di perdere la casa. E oggi ancora ne porto i segni”.
E’ la conferma che accettare un’ingiustizia come compromesso ti fa perdere sia il compromesso sia quello per cui avevi accettato il compromesso. Perché le persone non possono essere calpestate senza consegeunze; nemmeno se sono loro stesse ad “accettarlo”: ogni stortura della libertà si rivela contronatura ed esplode in qualche modo.
Le dimissioni in bianco sembrano l’ultima forma di espropriazione di diritti, paradosso della trasformazione in “nuda vita” in un Paese che pure tutela al massimo i lavoratori (assunti). E ricordiamoci che senza diritti sociali anche i diritti politici vanno a ramengo.
Ma la via d’uscitoa è che non è equilibrio stabile la soppressione della nostra libertà. Forse perché, esistenzialisticamente, siamo ontologicamente liberi. E per quanto vogliamo annullarci, per quanto anche a noi a volte la libertà pesa e sarebbe più comodo per tutti non averla, siamo condannati a prendercela sulle spalle.
di alex il 18 gennaio 2012
L’uscita del peraltro ottimo Speak now for Work (corso d’inglese) questa volta è stato accompagnato da un gran numero di post sponsorizzati su vari blog.
A memoria, è la prima volta che un’uscita è pubblicizzata in questo modo così massicciamente. Ne avevo alcune avvisaglie, visto che quest’estate ho ricevuto parecchie richieste di fare post sponsorizzati.
Ora, è senz’altro una buona notizia per la maturazione del mercato. E nei post compare, correttamente, la scritta “post sponsorizzato” alla fine.
Solo un appunto: se cerco Speak now for work ho forse voglia anche di trovare un parere indipendente, ma di fatto sono sommerso dalla pubblicità; e se quei post sono abbastanza lunghi, nello scrolling a video mi appare la scritta “sponsorizzato” solo alla fine. Metterlo in altro, magari nel titolo, è chiedere troppo, eh?
di alex il 13 gennaio 2012
E li vende a Sisvel. Mossa che qualcuno potrebbe intendere come un disimpegno dal settore mobile (quasi nella direzione di un rumor di questi giorni, di un giornalista russo, secondo cui Nokia starebbe per cedere il settore smartphone a Microsoft).
Probabilmente, però, Nokia intende fare solo cassa vendendo i brevetti (di cui conserverà il diritto d’uso, cioè la licenza). Un po’ come quando gli operatori vendono la rete e poi ne pagano l’affitto per continuare a utilizzarla. Al momento Nokia ha bisogno di tutta la liquidità possibile per superare ‘a nuttata.
di alex il 11 gennaio 2012
La riserva si scioglierà con la pubblicazione della delibera, ma mi sembra che Agcom- con le regole decise oggi- abbia scelto un buon compromesso tra opposte esigenze: incentivare gli investimenti di Telecom Italia e tutelare la concorrenza. Da questi dipendono rispettivamente la copertura e i prezzi dei servizi banda larga di nuova generazione. Mercato che in Italia si era impantanato, tra molti problemi (finanziari, regolatori, politici).
Primo, la delibera è stata votata all’unanimità in consiglio. Agcom ha anche almeno un consigliere abbastanza vicino alle istanze degli operatori minori e quindi significa che il testo è un compromesso che dovrebbe andare bene a tutti (almeno un po’). Secondo, Agcom è stata diplomatica sull’aspetto più problematico: l’unbundling fisico. Il tipo di rete scelto da Telecom non lo supporta. I concorrenti chiedevano ad Agcom di imporglielo, ma era una strada in salita. Agcom avrebbe dovuto imporre a Telecom una particolare architettura di rete… Così Agcom si è limitata a imporre un obbligo futuro sull’unbundling: “non appena sarà tecnicamente possibile”. Probabilmente era difficile sperare di più, realisticamente, da parte dei concorrenti.
Terzo, gli altri operatori potranno usare la rete Telecom in varie modalità, per le quali è abbastanza garantito che i prezzi Telecom saranno orientati al costo (quindi non dovrebbero essere troppo alti per i concorrenti), quasi ovunque nell’immediato. L’obbligo di orientamento al costo sarà tolto solo nelle zone con una “sostanziale concorrenza”.
Poi, certo, bisognerà anche vedere le vere condizioni economiche dell’offerta Telecom. Aspetto su cui c’è spesso battaglia, comunque.