I furbetti degli Ad Blocker 8 Marzo 2010
L’esperimento di Ars Technica (bloccare i contenuti per 12 ore a chi usa Ad Blocker) solleva alcune riflessioni. Sì, è vero, ci sono pubblicità invadenti. Credo però che sul web siano solo due gli atteggiamenti coerenti: a)Accettare la pubblicità di siti che ci interessano b)evitare i siti che hanno pubblicità che non condividiamo.
La soluzione: “vedere il sito lo stesso, ma togliere la pubblicità” è il classico atteggiamento da furbetti. Siamo tanto bravi a condannarlo quando si tratta di politici e imprenditori ma poi siamo i primi a esercitarlo quando si tratta delle nostre scelte individuali.
Gli ad blocker sono sbagliati sempre? No, possono aiutare a bloccare quella pubblicità fastidiosa (e magari anche con spyware) che si apre quando finiamo su un sito sconosciuto, trovato con una ricerca da Google. Ma allora abbiamo la coerenza di mettere in whitelist tutti i siti su cui andiamo di proposito e regolarmente.
Decreto Romani, passo avanti a metà 1 Marzo 2010
UPDATE
Quintarelli e AIIP trovano una falla anche per le responsabilità dei provider
—-
Vedremo con i primi casi se le modifiche al decreto Romani, rispetto agli allarmi dei giorni scorsi, sono sostanziali o solo di facciata
Qui le mie perplessità
Il decreto riguarda solo i siti centrati sui video, che sono quindi equiparati alle tv tradizionali, ma con alcune distinzioni.
Si legge che sono esclusi “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.
Aspetti poco chiari
a)Non è chiaro che voglia dire “siti privati” e come si possa stabilire se un sito faccia o no “concorrenza con la radiodiffusione televisiva”.
b)L’ultima frase sembra riguardare siti come YouTube, di condivisione video. Su YouTube però non ci sono soltanto “contenuti audiovisivi generati da utenti”, quindi non è chiaro se rientra o no in questa definizione.
C)Infine, non è chiaro se i siti, per essere esclusi dai nuovi obblighi, devono soddisfare entrambi gli obblighi indicati (non essere a scopo di lucro e non fare concorrenza) o solo uno dei due. Se un videoblog ha un po’ di pubblicità ricade o no nella normativa? Notate l’ambiguità dell’italiano. Il testo non dice che sono esclusi i siti non a scopo di lucro e “quelli che non fanno concorrenza”, ma “e che non fanno concorrenza”. In italiano vuol dire che il soggetto è lo stesso, quindi entrambe le condizioni devono essere vere.
Nuovo giro di vite sulla pirateria
L’articolo 6 richiama gli obblighi dei servizi audiovisivi (compresi quelli web) a rispettare il diritto d’autore e nell’ultimo comma dà carta bianca ad Agcom (Autorità garante delle comunicazioni): “L’Autorità emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e divieti di cui al presente articolo”. Significa che Agcom ora dovrà indicare i nuovi modi per far rispettare il diritto d’autore sul web. Il che apre in teoria le porta anche a filtri e oscuramenti di siti accusati di favorire la pirateria o a misure per monitorare le attività degli utenti internet.
Ma è calato il peer to peer? 27 Febbraio 2010
C’è una discussione in corso su numeri Nielsen, secondo cui il p2p è in calo perché ora conta meno sulla percentuale di traffico. Attenzione ai numeri. Si può essere tentati ad arrivare a facili conclusioni (=la pirateria è in calo), che i numeri non avvallano assolutamente. Molto probabilmente è calato il valore relativo del p2p (ed è un bene, grazie al boom del video streaming), ma non è detto che sia calato il p2p in valori assoluti e soprattutto che sia calata la pirateria (si fa molta ora tramite rapidshare e siti di streaming).
Pirateria: aria di chiusura per Bolachas 25 Febbraio 2010
Niente più post e un laconico messaggio “no more posts until further notice” per il blog più famoso da cui scaricare musica indie attraverso link su siti esterni. E’ uno di quei blog che ha provato per mesi o anni a camminare sulla linea di confine tra legalità e pirateria (rimuovevano i link su richiesta delle band). Ma la linea ultimamente tende a spostarsi, verso la severità. Ci saranno altre vittime.
Trenitalia si accorge di internet 22 Febbraio 2010
Temo che ne parleranno un po’ tutti con squilli di tromba, al sapore del progresso che s’impadronisce dei nostri treni. Trenitalia vi porta la banda larga.
Chissà quanti però si ricorderanno che era una promessa del 2003, poi caduta nel nulla.
E che il Wi-Fi sul treno in altri Paesi è cosa normalissima da anni.
L’operatore agevola Skype su 3G. Negli Usa, mica in Italia 17 Febbraio 2010
Gli operatori stanno cambiando approccio con il VoIP, cominciano a favorirlo sulle proprie reti. Almeno, gli operatori lungimiranti: avviene in Usa.
Da noi invece il virus delle offerte internet mobile senza VoIP si sta espandendo. Agcom sta indagando sul fenomeno, ma chissà se giungerà presto a una presa di posizione.
Il mio primo articolo sul fitness 9 Febbraio 2010

E’ bello quando si può scrivere di un hobby che ti accompagna da tutta la vita. Così sono contento di quest’articolo uscito sull’ultimo Venerdì di Repubblica, dove smentiamo i tanti luoghi comuni sul fitness. Dalla pancetta obbligatoria con l’età al fatto che per rimettersi in forma bisogna iscriversi in palestra.
Sky, la cura Berlusconi funziona 4 Febbraio 2010
E intanto il decreto Romani va avanti
–
Sky Italia,perdita operativa secondo trimestre 21,4 milioni euro
MILANO (Reuters) - Sky Italia ha registrato una perdita operativa di 30 milioni di dollari (circa 21,4 milioni di euro) nel secondo trimestre. Dato da confrontare con l’utile operativo di 10 milioni di dollari dello stesso trimestre del passato esercizio.Lo ha comunicato la capogruppo News Corp nell’ambito della presentazione dei propri conti trimestrali.Il fatturato della controllata italiana, in euro, ha subito una flessione del 2% su anno, a causa del minor flusso di ricavi derivante dagli abbonamenti, si legge nella nota. I costi sono stati stabili nel trimestre: le maggiori uscite legate al calcio sono state controbilanciate dai risparmi realizzati sugli altri programmi.Al termine dell’ultimo trimestre, conclude News Corp, il numero degli abbonati di Sky Italia si è ridotto di 63.000 unità a quota 4,74 milioni.Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su
Nuove tutele per i freelancer? 31 Gennaio 2010
Svolta nella Fnsi, titola Franco Abruzzo: nasce un comitato per il lavoro autonomo, a tutela dei freelancer.
Beh, sarebbe stato meglio pensarci prima della crisi che ha fatto tagliare agli editori, unilateralmente, i compensi ai collaboratori… Ma meglio tardi che mai.
Adesso rimobcchiamoci le maniche perché, da livello zero tutele in cui siamo, c’è tanto da lavorare. Personalmente, mi accontenterei di avere le stesse tutele di un idraulico: mi paghi lo stesso anche se il lavoro che ti ho fatto al rubinetto hai capito che non ti serviva.
Miopia Doctor House 12 Gennaio 2010
Nuova stagione, passati errori, la storia si ripete.
Incomprensibile la scelta di questi giorni di Mediaset: dà la prima tv nazionale su Italia1, senza repliche…ma perché non sfruttare la decantata abbondanza di canali del digitale terrestre per fare repliche?
Ecco quindi che gli utenti reagiscono mettendo subito (a 12 ore di distanza) la puntata di dr house su emule… Assurdo dover scaricare qualcosa che sarebbe gratis in tv, ma tant’è, a volte la pirateria è diretta conseguenza di certe politiche.
I compromessi di Apple e di Google 2 Gennaio 2010
Di Apple che rimuove l’App del Dalai Lama in Cina hanno scritto tanti, meno nota la scelta di Google di togliere un gruppo Orkut in India. Le multinazionali, per aumentare i propri profitti o sostenere un’espansione futura, fanno compromessi che dovrebbero contrastare con i loro decantati valori aziendali. Sono compromessi accettabili? Secondo alcuni sì, persino “etici” perché sostengono le sorti dell’azienda e dei loro lavoratori. Ma è una moralità che non condivido. L’etica di un’azienda si giudica non solo dai fini presunti (”cambiare la Cina dall’interno” e nel frattempo goderne i frutti?), ma anche (soprattutto?) dai mezzi messi in campo. Che è un po’ la differenza tra parole e fatti, rispettivamente.
Ecco perché io, con altri e altri ancora consideriamo inaccettabili quei compromessi. Rinunciando oggi ai valori su cui vorremmo fondare il nostro futuro, non prepariamo la loro riscossa domani, ma ne acceleriamo la scomparsa.
Un altro anno di decreto Pisanu uccidi WiFi 1 Gennaio 2010
Il decreto PIsanu è stato prorogato di un anno, al momento non sono valse le proteste del web, la campagna sull’espresso con la carta dei 100.
La proroga non nega però la possibilità di un decreto di modifica nel corso dell’anno. Speriamo!
Per H3G i clienti hanno 20 anni di vita 21 Dicembre 2009

Nuova mitica promozione-concorso di 3: “chiami gratis per la vita”, “call for life”…E poi quanto dura? 20 anni. Nuova declinazione della pubblicità “gratis per sempre” che poi si scopre durare alcuni mesi, ma in questo caso il marketing ha anche un sapore vagamente iettatorio…
Conversioni che stupiscono 9 Dicembre 2009
“Se all’epoca di Auschwitz e Dachau ci fosse stato internet, non ci sarebbe stato lo sterminio degli ebrei”. Rheingold? No Maurizio Costanzo. Sì quello che “ma vuoi mettere una passeggiata al chiaro di luna” al De Crescenzo che gli raccontava delle prime navigazioni sul web, 10 anni fa o giù di lì.
Google entra nel business dei dns 4 Dicembre 2009
Tipica notizia apparentemente tecnica, che rischia di essere sottovalutata. Lo spiega bene l’azienda che più di tutte ha fatto dei dns un business, OpenDns.
In parole povere sgnifica che da Google passeranno tutte le navigazioni web dell’utente che adotterà questo servizio (attraverso i suoi server; Google conserverà i dati per 48 ore). OpenDns dice che sarebbe naif pensare che sia solo per il bene degli utenti…Google in realtà ha capito che per meglio controllare/organizzare l’esperienza web dell’utente è importante fare usare alle masse i propri Dns.
Appello per un Wi-Fi libero 26 Novembre 2009
Questo blog appoggia la Carta dei Cento, per riformare il decreto Pisanu e togliere le pastoie al WiFi. Interessante la proposta di legge Cassinelli Coscia, per trovare metodi alternativi all’identificazione dell’utente tramite esibizione di documenti d’identità.
Ho alcune perplessità.
1)La questione difficilmente si farà strada tra i palazzi del potere. Anche gli esponenti della maggioranza in teoria più attenti a questioni come la banda larga, il futuro tecnologico del Paese, non hanno grande curiosità per il tema WiFi libero. Ieri ne parlavo con Paolo Romani (viceministro con delega alle Comunicazioni) e la sua risposta, sul bisogno di riformare la Pisanu, dopo anche l’intervento della Brambilla, è stato che, semplicemente, non ne aveva mai sentito parlare.
Insomma siamo al grado zero dell’interesse politico.
In più adesso Maroni dice che bisogna censurare internet per contrastare il terrorismo. Ricordo che la Pisanu è stata pensata appunto in chiave anti terroristica.
2)Quali metodi alternativi per identificare l’utente? Già sono usati dai vari progetti e provider WiFi: identificazione tramite sim, in deroga (legale) al decreto. Peccato che non funzionino con cellulari di stranieri (turisti!) e costino troppo (scordiamoci il wifi nel bar sotto casa). Bisogna pensare a qualcos’altro, ma vedo solo due alternative: a)togliere ogni obbligo di identificazione b)centrale l’identificazione con sistemi tipo quelli di ProvinciaWiFi, quindi togliendo l’onere ai singoli bar/esercenti. Serve però per questo un intervento delle PA locali
Banda larga mobile bye bye 24 Novembre 2009
L’Italia sempre di più va verso un triste primato: il solo paese che nel passare al digitale terrestre non pensa a dare altre risorse alla banda larga mobile. Ma come la mettiamo con le pressioni europee a pensare non solo alla tv?
Riguardo al digitale terrestre ‘’abbiamo deciso che parte del dividendo digitale debba andare agli operatori tv nuovi entranti, ma per la decisione finale relativa alla banda degli 800 MHz aspettiamo di vedere cosa decidono di fare le piccole tv locali che non possiamo obbligare a spegnere per l’allocazione delle risorse o alla Tv o alle Tlc'’, ha sottolineato il vice ministro. ‘’Il nostro modello di switch off fin da subito ha rispettato la diversita’ del broadcasting italiano fortemente caretterirzzato dalle emittenti locali'’, ha concluso Romani ricordando che entro il 2010 il 70% della popolazione sara’ coperto dal segnale digitale.
Banda larga e l’Italia: tre schiaffi in rapida sequenza 19 Novembre 2009
Banda larga, male in Italia bene in Europa, rapporto dell’UE
Banda larga diritto universale in Spagna dal 2011
Francia, miliardi dal governo per la banda larga
Ricordo che da noi resta la promessa di sbloccare almeno parte di 800 milioni a dicembre.
Miopia eCommerce Warner Village 7 Novembre 2009
E poi si chiedono perché l’Italia è all’ultimo posto in Europa per uso di ecommerce (fonte: Eurostat 2009). E’ anche colpa dell’offerta e per verificarlo fate un salto su siti grandi e importanti. Come Warner Village.
“Attenzione: Questo sistema richiede explorer 5.5 o superiore” (sic, non Internet Explorer). Con Firefox la prenotazione non va avanti.
Usabilità zero per molti versi. Per prenotare devi cliccare sull’orario ma dopo ti chiede di riselezionare tutto da capo, film, giorno, ora. E non accetta prenotazioni per film del pomeriggio. Devi prenotare oltre due ore prima l’inizio dello spettacolo (ma che, trascrivono a mano nei sistemi? E’ quello che si dice “real time”).
50 centesimi di “diritto prevendita” (ma perché?).
Chiuso il pacchetto Telecom delle future regole tlc 5 Novembre 2009
Dopo anni di negoziati e di battaglie, stanotte è arrivato l’accordo fra Parlamento e Consiglio europeo sul testo da adottare per il pacchetto Telecom. Ora resta solo il voto in plenaria, che non può comunque più modificare il testo ma solo accettarlo o respingerlo in toto. Ricordo che sono le leggi tlc che ci accompagneranno in Europa per i prossimi anni.
Il testo è complesso e ora gli addetti si metteranno ad analizzarlo per capire come si pone verso i diritti degli utenti internet e la questione delle disconnessioni, cioè il tema più controverso del pacchetto.
Mi sembra lampante però il passo avanti rispetto alle minacce della vigilia. Adesso viene garantito all’utente il diritto a un processo e ad essere udito, e alla presunzione di innocenza. Sarebbe stato anti democratico il contrario, com’era previsto nel testo precedente. Alla fine è prevalsa l’idea che non si possono gettare alle ortiche secoli di conquiste democratiche sui diritti dell’uomo solo per difendere il copyright.
Non è proprio un lieto fine per gli utenti, però, perché pare che il testo si possa interpretare così: che l’utente possa essere disconnesso prima del processo (e dopo una procedura anche non giudiziaria); ha diritto a un processo, ma dopo la disconnessione.
Prima ti tolgo internet poi se ne parla. Un punto che sta a cuore ai fautori del copyright, perché solo così possono sperare in un deterrente reale.
Grazie a Scambio Etico per aggiornarci così puntualmente
I soldi alla banda larga? Il governo aspetta la fine della crisi 4 Novembre 2009
Lo dice oggi Letta, per la prima volta chiaro e tondo: gli 800 milioni per la banda larga (a 2 e a 20 megabit a quasi tutti gli italiani), promessi dal 2008, arriveranno solo quando finisce la crisi. Ma se sarà così, non sarà prima del 2011. Un ritardo inaccettabile per le infrastrutture italiane rispetto a quelle degli altri Paesi europei e soprattutto extra europei.
L’Europa toglie tutele per i reati sul web 27 Ottobre 2009
I media sono stati distratti sulla deriva anti democratica che ha preso piede nelle istituzioni europee, nel nuovo pacchetto di regole Telecom (eccetto la solita attentissima Masera)
Eppure il nuovo pacchetto, così com’è, apre le porte a leggi nazionali ben più severe dell’Hadopi 2. Cioè alla possibilità di colpire gli utenti per reati commessi sul web senza processo, ma solo attraverso generiche “procedure”. Qualsiasi autorità non giudiziaria potrà quindi disconnetterli da internet se li becca a fare p2p illegale; ma anche altri reati: per esempio diffamazione. In Italia questa seconda cosa sarà molto gradita, immagino. Si può fare ben poco.
Dubito che la conciliazione, ora in corso per arrivare ad approvare il nuovo pacchetto di regole entro il 30 dicembre, riaprirà la questione. C’è motla stanchezza: si va avanti dal 2006 con la bozze delle nuove regole.
Italia vecchia ammuffita 12 Ottobre 2009
Percentuale della spesa pubblicitaria online sul totale
Attenzione alla tassa sull’ignoranza (statistica)
Zeus News finalmente le dice per le rime a questa febbre di estrazioni ed enalotti.
Io ho un postulato: il degrado di una zona è definibile anche in base al numero di ricevitorie per scommesse. Nella mia povera città le ho visto moltiplicarsi durante la crisi. I disoccupati inverce di fare corsi d’inglese tentano la (s)fortuna.
Sul motivo per cui è una sciocchezza, vi invito a leggere un articolo di approfondimento. Anche sui fantomatici numeri ritardatari che i media colpevolmente pubblicizzano.
Quanto è lenta l’Adsl italiana? 1 Ottobre 2009
Uno studio da vedere con attenzione, basato su 24 milioni di test della velocità reale banda larga. L’Italia si posiziona un po’ sotto il minimo sufficiente, a un passo da Malta e Ucraina.
Su Nova24 (Sole24Ore) di giovedì prossimo faremo un approfondimento su questi temi. La banda larga, quando c’è, non è così larga…
Provider lento o veloce? Un software per analisi e confronti 23 Settembre 2009
De Biase segnala un software per vedere non solo la velocità della propria connessione, ma anche compararla con quella dei vicini. Allora ci chiediamo: sarebbe bello se tanti utenti lo installassero e poi mettessero nei commenti de post di De Biase i risultati. Vediamo che esce, così potremo fare un’analisi della situazione basata sulle informazioni che vengono dagli utenti.
Hanno chiuso il blog-download IndiePassion 22 Settembre 2009
Blogger ha chiuso stamattina Indiepassion, che faceva scaricare musica pirata, se ne parla su Last.fm. A suo modo, era etico: rimuoveva i link (a rapidshare) su segnalazione dell’artista.
Ormai nella pirateria musicale funziona così: le novità arrivano su blog con link a rapidshare (o servizi simili) o nei circuiti torrent privati (a invito). Al solito qualche giorno prima dell’uscita ufficiale.
Da lì si diffondono su torrent aperti e su altri canali peer to peer (Soulseek, Dc++ sono i più usati per l’Indie).
Arrivano i principi americani sulla neutralità della rete 21 Settembre 2009
Nel discorso del presidente di Fcc (Authority tlc USA) c’è tutto, anche il difficile equilibrio da trovare tra due elementi: no alla discriminazione del traffico, ma sì alla sua gestione in ottica di quality of service.
This means they cannot block or degrade lawful traffic over their networks, or pick winners by favoring some content or applications over others in the connection to subscribers’ homes. Nor can they disfavor an Internet service just because it competes with a similar service offered by that broadband provider. The Internet must continue to allow users to decide what content and applications succeed.
This principle will not prevent broadband providers from reasonably managing their networks. During periods of network congestion, for example, it may be appropriate for providers to ensure that very heavy users do not crowd out everyone else. And this principle will not constrain efforts to ensure a safe, secure, and spam-free Internet experience, or to enforce the law. It is vital that illegal conduct be curtailed on the Internet.
E stoccata agli operatori mobili che finora un po’ ovunque hanno fatto di testa propria: i principi si applicano anche a loro, anche se- concede- in modalità da vedere meglio in seguito.
Vodafone trincia il VoIP (UPDATE) 11 Settembre 2009
UPDATE
Ho sentito Vodafone per un ampio pezzo che leggerete giovedì su Nova24 (Sole24Ore).
Quelle che hanno messo sul sito sono solo le offerte business. Poi arriverà lo specchietto anche di quellle consumer e la cosa più notevole è che le offerte più economiche per internet mobile non avranno il VoIP. I piani saranno comunque rivisti a novembre e ne arriveranno nuovi
——–
Delle nuove politiche Voip non neutrali in arrivo da Vodafone stanno parlando tutti, in rete. Alcune considerazioni
1)La cosa notevole è la dichiarazione che limiterà il VoIP. Il fatto che un operatore mobile lo limiti è invece non nuovissimo. Lo facevano in tanti, da tanto, senza però dirlo.
2)Vodafone può cambiare i contratti, anche quelli vecchi. Deve però avvisare i singoli utenti entro il 20 ottobre e dare loro possibilità di recesso senza penali. La legge è dalla parte di VOdafone perché da noi l’Autorità tlc, a differenza dell’Fcc americana, non ha ancora seriamente affrontato la questione della neutralità della rete
3)Chissà se per una volta non si possa usare il fatot negativo a vantaggio degli utenti. La cosa è da vedere bene, ma che succede se l’utente si avvale del diritto di disdire un contratto per il quale Vodafone aveva previsto costi da 200 euro in caso di disdetta anticipata (per chiavette in comodato d’uso, per l’iPhone…)?
La via di Google e degli editori europei 7 Settembre 2009
Nuovo capitolo: “La Federazione degli Editori Europei chiede che l’accordo americano sia limitato agli Stati Uniti e propone il progetto Arrow come valida alternativa a Google Books. Oggi le audizioni alla Commissione Europea”. “Ribadisce come alternativa a Google Books il progetto Arrow (Accessible Registries of Rights Information and Orphan Works – www.arrow-net.eu), coordinato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), attraverso il quale davvero può perseguirsi un “beneficio per tutti: autori, editori, biblioteche”.
Storia illuminante, parla di uno scontro tra diritto Usa e indipendenza dell’Unione Europea; narra i paradossi del vecchio diritto d’autore in tempo di internet e di voglia di servizi globali di accesso alle informazioni.
Se Arrow funzionasse davvero bene quanto Google Books per me non ci sarebbero problemi; ma chissà perché temo che questo progetto faccia la fine di varie altre cose di simili di autoarchia europea…