Sto usando un iPhone 6 dopo qualche anno di continua dedizione al mondo Android. Il mio cellulare principale era un Htc One M8, di cui mi piaceva tutto fuorché la fotocamera. Lo reputo ancora il migliore Android, tutto sommato. Ma rispetto all’iPhone 6? Ecco alcune considerazioni.

 

Amo dell’iPhone l’accoppiata unica di design eccellente ed ergonomia perfetta. Non c’è nessun Android così: il Sony Xperia Z3 e l’Htc One M8 hanno un buon design (anche se più freddo, a mio avviso, rispetto all’iPhone) ma non sono altrettanto leggere, sottili, maneggevoli. Il Samsung Galaxy S5 è molto maneggevole, ma il design…vabbe’ lasciamo stare.

Mi manca del mondo Android: la possibilità di usare i miei cavi, di mettere direttamente la mia musica flac e trasformarla in suoneria senza ulteriori passaggi. La trasportabilità del tutto con la memoria aggiuntiva.

Amo dell’iPhone la massima disponibilità di applicazioni. Soprattutto quelle ludiche sono ancora un passo avanti rispetto ad Android (chi vi dice che il gap è risolto non ha mai provato a seguire le ultime uscite tra i videogame).

Mi manca del mondo Android: un display 5 pollici, che per la mia mano è l’ideale. Scommettiamo che esce l’anno prossimo.

Amo dell’iPhone un sistema operativo con una grafica molto gradevole (quella dei Samsung sembra fatta da uomini primitivi, al confronto) e che resta ancora un tantino più immediato di Android (richiede un clic in meno per fare le stesse cose).

Mi manca del mondo Android: un’autonomia superiore senza bisogno di prendere un 5.5 pollici

Ps.

L’Htc One M8 resta superiore per qualità degli speaker, mentre per fotocamera l’iPhone è anni luce avanti.

 

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Una chicca: da questo file è possibile analizzare la copertura fibra (Vdsl2 30 Mega) pianificata Telecom Italia luglio-agosto.

L’Italia ormai ha la copertura fibra peggiore in Europa. Ci ha battuto pure la Grecia. Ma stiamo recuperando. Il problema è che ci sono zone con tre investimenti di rete pianificati e zone dove non ce ne sono affatto.

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Come sarà la rete 5G (previsioni)

di alex il 26 maggio 2014

 

LE CITTÀ saranno pervase da flussi di dati che tutto e tutti connetteranno. In ogni luogo e momento. Le connessioni saranno a qualità garantita, e alla Rete potremo affidare intere porzioni delle nostre vite, anche quelle che finora abbiamo avuto qualche remora a consegnarle: l’assistenza medica, il volante della nostra auto, la difesa del territorio. Sono le promesse del 5G. Le reti mobili di quinta generazione appariranno dopo il 2020, ma i Paesi più lungimiranti hanno già cominciato a lavorarci da pochi mesi. L’Italia non è tra questi.

Noi solo da quest’anno abbiamo un’estesa rete 4G (quarta generazione) che, con velocità di 70 100 Megabit (tecnologia Lte, Long term evolution) ha debuttato due anni fa, mentre i primi Paesi a muoversi erano stati Svezia, Norvegia, Giappone e Stati Uniti, già tra il 2009 e il 2010. Nel frattempo il mondo è cambiato e così non deve sorprendere che ora ad accelerare sul 5G siano la Corea del Sud (patria di Samsung, diventata il principale produttore di cellulari al mondo) e la rampante Cina. Il governo di Seul ha infatti annunciato un piano per varare una rete 5G stanziando l’equivalente di 1,1 miliardi di euro, in parte pubblici e in parte privati (Samsung, Lg, Sk Telecom). [click per continuare…]

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1)”Quando devi pubblicare/quando devi uscire”.

Conta la deadline per l’intervista, non quando devo uscire. A meno che non ci vogliate dare notizie sotto embargo (capita quasi mai).

2)“Quando esce?”

Non lo sappiamo. Comprate i giornali. Più info qui.

3)“Mandami le domande”.

L’intervista non è uno scambio di informazioni prestabilite. Se non lo capite da soli, è durissima: si tratta dell’abc della stampa in una democrazia.

4)“Fammi leggere le mie risposte”.

Fidatevi del nostro mestiere. Fa parte del nostro mestiere interpretare correttamente quanto dite. Se non vi fidate, non fatevi intervistare. Se invece vi fidate ma avete paura di aver detto qualcosa di troppo esplicito e chiaro, a differenza del solito, allora facciamo bene a non farveli leggere, i virgolettati.

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Ho visto che c’è (ancora!) una certa confusione sull’argomento. Ho scritto un’inchiestuccia su pro e contro per clienti/esercenti. Isolo qui alcuni punti base sul fenomeno.

 

Come funziona

A differenza delle valute tradizionali, il Bitcoin non ha un ente centrale di riferimento. Vive su internet, attraverso un network distribuito tra numerosi computer, che tiene traccia delle transazioni. I computer sono quelli di qualsiasi utente che decide di entrare in questo mondo, installando il software originale Bitcoin.

Invece che su Stati e banche, il network si regge sulle ferree leggi matematiche iscritte in un algoritmo crittografico. Bitcoin utilizza infatti la crittografia per provare che ciascun utente ha diritto a spendere i soldi del proprio portafoglio. “Se ti fidi della matematica, ti puoi fidare di Bitcoin”, è il motto dei pionieri di questa valuta.

Come entrare in questo mondo

Il primo passo per entrare in questo mondo è aprire un conto, che si fa può fare in due modi: installando un client (che include il portafoglio digitale) su computer o su smartphone; oppure attivando un servizio web che ospiterà tutti i nostri dati (e soldi) in cloud. Su bitcoin.org/it/scegli-il-tuo-portafoglio ci sono le alternative. Se gestiamo il tutto sui nostri dispositivi, sarà nostra responsabilità proteggere il portafoglio. Se ci affidiamo un servizio web, dobbiamo sperare che questo non scompaia e che sia ben protetto da attacchi hacker.

In ogni caso, l’utente riceve un indirizzo alfanumerico (analogo concettualmente all’Iban) con cui inviare e ricevere soldi. Per riempire il portafoglio, è possibile comprare bitcoin su siti che fanno da mercato di scambio, come Bitstamp.net, Btc-e.com o TheRockTrading.com, gestito da italiani. La legge della domanda e dell’offerta su questi exchange fa la quotazione dei bitcoin.

Un’alternativa è l’italiano Bitboat.net, che riempie il nostro portafogli in cambio di ricariche PostePay o SuperFlash. Si moltiplicano inoltre i bancomat Bitcoin nel mondo: metti denaro vero e ricarichi il tuo portafoglio. I primi due italiani sono nati a Roma (presso Working Capital di Telecom Italia) e in Friuli, pochi giorni fa.

Come comprare

È possibile poi spendere i soldi su siti online o negozi fisici che accettano questa valuta. Comunque la transazione avviene su internet ed equivale a uno scambio degli indirizzi Bitcoin. Gli esercenti ora sono soliti automatizzarlo utilizzando i codici Qrcode che il cliente può scansionare con il cellulare. La stessa app (per esempio Blockchain per Android) può essere usata per generare il Qrcode e per scansionarlo (quindi per pagare).

Il Qrcode contiene insomma le informazioni sull’importo e sull’indirizzo Bitcoin del beneficiario. Su Coinmap.org la lista degli esercenti.

 

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Internet mobile, l’Italia delude

marzo 9, 2014

In Italia ci sono tanti smartphone, ma siamo ultimi in Europa ANCHE per navigazione via smartphone. Questo studio smentisce altre fonti secondo cui l’Italia se la cavava almeno con il mobile internet, rispetto al resto dell’Europa. In realtà sembra che agli italiani internet piaccia poco. E la causa è una profonda ignoranza funzionale della popolazione [...]

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I social network dell’impermanenza

febbraio 16, 2014

Anche oggi Chiara ha spedito via Internet una propria foto, scattata davanti al grande specchio della sua stanza da adolescente. Ivan, appena maggiorenne, cerca apprezzamenti, e conferme, dai suoi amici di chat con un autoscatto a petto nudo, e per questo anche il bagno della scuola va bene, come qualunque altro posto al riparo dallo [...]

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Perché non ha senso chiedere a un freelance “quando esce il pezzo”

febbraio 9, 2014

Scrivo questo come se fosse un post it: lo linkerò a chiunque mi faccia la domanda, e sono tanti, tra aziende e uffici stampa.   a)Un collaboratore sa quando esce il proprio pezzo una volta che è uscito. Le redazioni non lo dicono e il rinvio è sempre dietro l’angolo. b)Allora forse, penserete, il collaboratore [...]

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Diffamazione, i giornalisti online sono di serie B

febbraio 6, 2014

Il caso della giornalista Bacchiddu è emblematico di quanto le nostre norme sulla diffamazione sono sballate, anacronistiche. Sugli articoli online i giornalisti rispondono della diffamazione senza tutele, con il direttore e la testate che invece ne sono esonerati, a differenza di quanto succede sulla carta stampata. Sono cose come queste che fanno precipitare l’Italia in [...]

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Bip, Agcom spinge per riattivazione servizio

gennaio 7, 2014

Spinge ma non può fare molto altro, per ora.   Ecco il comunicato odierno:   “L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha convocato oggi presso la propria sede la società Bip Mobile, unitamente alle società Telogic Italy ed H3G Italia, per valutare la situazione determinatasi a seguito della cessazione operata da Telogic dei servizi nei [...]

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Crisi di Bip Mobile, guida agli utenti

gennaio 3, 2014

Che fare se si è un utente Bip, senza linea? Ecco una piccola guida. Chiedere la portabilità del numero. “E’ ancora possibile ottenerla, basta rivolgersi all’operatore a cui vogliamo passare”, spiegano da Agcom. Su un gruppo di discussione Facebook gli utenti riferiscono di essere già riusciti a ottenere la portabilità. Il consiglio è di valutare in [...]

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Ma davvero- e perché?- la banda larga italiana sta peggiorando?

dicembre 8, 2013

Giorni fa è uscito su Repubblica.it un mio articolo sul peggioramento della banda larga italiana su dati Agcom-Mise (che ho scovato con un po’ di insistenze). Ne è seguito un piccolo dibattito tra Agcom e Telecom Italia, anche emerso nel recente convegno Tavola Agcom di Business International. In sostanza, Agcom e Francesco Caio alla presidenza [...]

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Smartphone, la gente non sceglie il meglio

novembre 15, 2013

Se la gente scegliesse gli smartphone solo per aspetti pratici- il rapporto qualità/prezzo, la bontà del prodotto- sono convinto che la classifica sui modelli più venduti sarebbe molto diversa. LG e Htc hanno fatto due cellulari premiati come i migliori Android o smartphone del 2013 (LG G2 e HTC One). Li ho provati entrambi e [...]

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Limitare i rischi privacy sui social network

novembre 8, 2013

UNA GUIDA   FACEBOOK Rischi: I contenuti che pubblichiamo possono sfuggire al nostro controllo e circolare in vario modo sul web chiunque può cercare il nostro nome, se siamo iscritti I nostri mi piace possono essere usati sulle pubblicità che appaiono agli amici i minorenni ora possono fare post pubblici     Rimedi e consigli: [...]

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Internet mobile, qual è il migliore operatore per velocità/costi?

novembre 4, 2013

Fa bene Vodafone a fare pubblicità comparativa sulle velocità. Il test di AGCOM anche se limitato a 20 città comunque rappresenta una situazione indubbia. Sono i più veloci in download, a pari merito con Tim in upload (dai, qui Tim è di pochi bit superiore, una differenza così bassa da non avere rilevanza statistica). Tim [...]

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